PAZZI PER FARLO ALL’APERTO

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Il sesso nei luoghi pubblici è vietato. Ma molti lo fanno. Amore per l'esibizionismo? Passione sfrenata per il proibito? O semplicemente un modo per sfogarsi senza complicazioni?

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Fare sesso in pubblico è pericoloso, illegale e disapprovato dalla società civile. Eppure alcuni di noi lo amano da morire, e molti ma molti di più lo hanno fatto almeno una o due volte.

Quanto “in pubblico” può essere il sesso in pubblico? Ciò che viene definito “sesso all’aperto” va dal gironzolare nello spazio adibito ai rapporti di un bar con darkroom, alla penetrazione consumata sui sedili di una macchina parcheggiata nella zona degli amanti, fino al rapporto orale al cinema, all’incontro nei cessi pubblici, alla esibizione dei genitali in un parco o su una spiaggia. Alcuni posti semi-pubblici, come i sex-club, per esempio, forniscono l’emozione dell’esibizionismo senza i rischi. Ciononostante, potete trovare molti ragazzi che esibiscono erezioni nella sauna della palestra, a rischio di farsi cacciare via in malo modo.

Perché lo fanno?

Un aficionado del battuage nel parco, noto come “regina del cespuglio” dice: «Oddio, adoro il sesso in pubblico. Mi piace il rischio, l’idea che sto provando piacere dove è proibito farlo, che persino nei posti pubblici più noiosi, come i bagni della stazione, il sesso può sollevare orgoglioso la testa». Il rischio è, naturalmente, un concetto relativo. Questo ragazzo, per esempio, dice che usa sempre il preservativo e sta attento a tirarsi su la cerniera appena qualcuno che naturalmente non è lì per il sesso irrompe sulla scena.

Altri sono sfrontati, e non tutti se ne rallegrano. «Mi dà fastidio quando entro nella sauna in palestra – dice un altro ragazzo, gay anche lui – e ci sono due che se lo menano a vicenda senza nemmeno preoccuparsi di interrompere per vedere chi è entrato. Non sono moralista, ma è una palestra mista, e non vorrei che un ragazzo etero si arrabbiasse e desse l’allarme. Cazzo, mi fa sentire a disagio anche me, vedere queste scene».

Il fregarsene, naturalmente, può portare a gravi conseguenze. Molti dei ragazzi che si incontrano nei bagni pubblici non si identificano nemmeno come “gay”.

Spesso sono sposati in cerca di uno sfogo anonimo, ma se fanno la mossa sbagliata con un poliziotto in borghese, è la loro copertura, non il loro culetto, a finire per aria. Ci sono un sacco di causa aperte dalla polizia per atti osceni, e neanche i politici gay possono fare molto, dal momento che preferirebbero parlare di matrimonio omosessuale per anni piuttosto che affrontare l’argomento delle sveltine con i camionisti…

Eppure, il sesso all’aperto continua a essere di moda, praticamente ovunque e sempre. Il fatto che la sessualità pubblica sia un tabù è una questione culturale relativa. Ciò che ti condannerebbe all’inferno nel iù bigotto dei paesi statunitensi del sud, non provocherebbe nemmeno un occhiataccia ad Amsterdam, e in tempi antichi, il concetto di “privacy sessuale” era limitato alle persone abbastanza ricche da posseder una camera da letto.

Persino negli USA avvengono certi eventi, come il Mardi Gras di New Orleans e la Folsom Street Fair di San Francisco, dove la gente lo fa per strada mentre la legge si sforza di guardare altrove.

«E’ proprio strano – dice un gay che ha idee molto aperte rispetto alla copulazione in pubblico – Tutti possono accendere il televisore e guardare dei boxer semi-nudi o picchiatori professionisti che si colpiscono a morte l’uno con l’altro, ma la vista di due ragazzi che fanno sesso è presumibilmente talmente offensiva che se ti beccano ti spediscono in prigione».

Esistono anche rituali e comportamenti sociali connessi con varie forme di sesso in pubblico, come battere col piede sotto lo sportello di una cabine dei cessi pubblici, che rendono le cose un po’ più chiare e quindi più sicure. Ma il sesso in pubblico, per sua natura, comporta sempre degli elementi di rischio. E i gay non sono i soli che conoscono i posti dove incontrare la gente giusta: anche la polizia e i picchiatori li conoscono. Dire “state attenti” è giusto, ma alla lunga, la cosa più sicura da fare è tenere il pisello dietro una porta chiusa a chiave.

Anche se, come qualche saggio ha evidenziato, alla lunga, saremo tutti morti. E nel frattempo, ad alcuni di noi piace fare sesso all’aperto.

di Gay.com

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