Trans, malata di Aids: “Non uso condom con chi non lo vuole”

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Brasiliana, in Italia da 13 anni, ha deciso di non rivelare ai suoi clienti la sua malattia: "Sono cattiva dentro e non voglio perdere clienti. La metà di...

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Adrieli è una transessuale brasiliana che adesso ha 32 anni e vive in Italia da quando ne aveva 13. Quando è arrivata nel nostro Paese, a Milano, per la precisione, era già malata di Aids, infettata, comel a sua amica Jessica, da un uomo a Curutuba.

Si prostituisce, come la maggior parte delle transessuali in Italia, approcciando i clienti per strada e portandoli poi nell’appartamento di Milano o in uno a Bergamo. Il numero dei clienti si aggira intorno ai 10 al giorno, soprattutto uomini sposati, ognuno dei quali sborsa dai 30 ai 200 euro a seconda del tipo di prestazione. 

Ma con gli anni la malattia si è fatta strada nel suo corpo e adesso la costringe a ritmi lavorativi meno serrati: deve smettere ogni volta che i dolori hanno il sopravvento, a volte per mesi interi. E lei, a chi chiede di fare sesso senza preservativo, non dice di no. "Nessuno mi chiede niente ma se dovessero domandarmi se sono malata, io rispondo di no. Mi sento cattiva dentro e non voglio perdere i clienti – spiega ad un giornalista del Corriere della Sera a cui ha rilasciato un’intervista -. L’Aids? Ci convivo. Non è la mia prima paura della giornata. Al lavoro uso il preservativo. Se però mi capita un’avventura non ci penso proprio".

Basta un rapido calcolo per arrivare alla conclusione che, sui circa ventiseimila clienti che ha avuto nei 13 anni di vita italiana, probabilmente sono 800 quelliche sono stati contagiati da Adrieli. L’ultimo che ha voluto fare sesso senza protezione, spiega, era un ragazzo pieno di soldi che ha speso 1000 euro per un rapporto orale. A 12 anni lavorava come posteggiatore in Brasile nell’ambito di un progetto finanziato dal suo comune per togliere i ragazzi dalla strada. Poco dopo scappa di casa e inizia il lavoro che fa adesso. Poi un’amica le spiega che, da donna, avrebbe guadagnato di più e meglio ed è diventata trans. Senza, però, ami operarsi. E adesso, a Milano, continua a vendersi con il fatalismo e la rassegnazione di chi non ha più niente da perdere e nulla per cui essere grata alla vita.

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