SONO UN UOMO IN UN CORPO DI DONNA

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Andrea, nato in un corpo di donna, coltiva il desiderio di essere un ragazzo. "Voglio sapere tutto sull'operazione, i costi e le leggi". Risponde Davide Tolu, del coordinamento...

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Ciao,
non so da dove cominciare…
Allora mi firmo Andrea perché e’ il nome che sceglierei se potessi vivere la condizione giusta! Cominciamo dal dire che sono un ragazzo in un corpo di donna; il mio desiderio e’ di potermi guardare allo specchio e vedere Andrea, quello di avere un ragazzo! Si, un ragazzo!
La mia situazione familiare e’ questa: sono sposata con un gay. Siamo l’invidia di tutti i parenti perché il matrimonio va a gonfie vele da 13 anni (se sapessero); tra noi c’e’ complicita’, affetto, stima, pero’ quando cerco di affrontare il mio “problema” trovo un muro!!!
Sono stato da uno psicologo: ha tirato fuori storie del tipo “problemi con i genitori”, ecc. Io non voglio queste di risposte (i problemi con la famiglia li conosco gia’), voglio solo sapere come affrontare questa cosa, a chi rivolgermi per una eventuale operazione, i costi, quanto tempo ci vuole, le strutture adeguate e a quali operazioni si va incontro. Tutto qui, e’ forse chiedere troppo?
Andrea

Caro Andrea,
sono Davide Tolu, fondatore e portavoce del Coordinamento Nazionale FTM.
Il tuo desiderio di essere un ragazzo e di avere un ragazzo non è affatto strano. L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono due cose distinte. Fino a pochissimo tempo fa, anche nella nostra comunità ftm era difficile sentir parlare di ftm che fossero anche gay, a causa della pressione sociale maschilista e omofoba, secondo la quale gay = meno maschio. Personalmente, credo non ci sia niente di più virile di un rapporto tra uomini, proprio perché è un microcosmo tutto al maschile. Fortunatamente tra gli ftm che si sono avvicinati alla realtà organizzata del coordinamento, c’è stata una crescita e una presa di coscienza velocissima e tra di noi sono sempre più frequenti gli ftm che si dichiarano gay o bisex, come sempre più frequenti sono i transgender, coloro che non vogliono aderire a nessuno dei due modelli sessuali ufficiali, prototipi e stereotipati.
Dici: sono sposata con un gay. […] tra noi c’e complicità, affetto, stima, però quando cerco di affrontare il mio “problema” trovo un muro!!!
Devi prima di tutto essere cosciente che non si affronta una transizione per piacere agli altri, quindi se questo è il tuo caso, ovvero se pensi di conquistare l’amore (anche fisico) di tuo marito transizionando, faresti un torto a te stess* e a lui.
Se questo non è il tuo caso, e il tuo è il disagio autentico di vivere in un corpo con caratteristiche fisiche che non riconosci come tue, allora tranquillizzati: ce l’hanno fatta in tanti, ce la farai anche tu. Forse lo psicologo che hai contattato non era preparato a darti il sostegno di cui hai bisogno. Forse in questo momento l’analisi della tua storia familiare non rientra nelle tue priorità. Anche in questo mi sento di tranquillizzarti. La legge 164/82 (trovi il testo su http://ftminfoline.tripod.com) che regola il cambiamento di sesso, non parla affatto di obbligatorietà di una terapia psicologica, nemmeno la cita. Bastano poche sedute da uno psichiatra per accertare che sei sano di mente e capace di intendere e di volere, e che pertanto la tua necessità di transizionare è autentica.
Per saperne di più su tutto l’iter di cambiamento fisico (ormoni) chirurgico e legale, consulta il sito del coordinamento ftm, dove troverai tutta la documentazione e le informazioni che ti servono. Presto sarà consultabile anche il nostro nuovissimo portale. Nel frattempo puoi visitare anche l’ottimo sito di Crisalide, l’associazione che supporta il nostro coordinamento, l’unica che conta due ftm tra i fondatori e due nel direttivo nazionale (io ne sono infatti un consigliere, vice presidente è Matteo Manetti, anche membro del coordinamento ftm).
Il coordinamento ftm gestisce inoltre una mailing-list alla quale sono iscritti circa 80 ragazzi e ragazz* dai 15 ai 60 anni, provenienti da tutte le parti d’Italia. Ho parlato di ragazz* perché la lista è aperta, oltre che ai transessuali ftm, a chiunque, geneticamente femmina, desideri esplorare e vivere la propria parte maschile oppure non senta di appartenere a nessuno dei due sessi prototipo, o magari a tutt’e due. Ci sono ragazzi e ragazz* di qualsiasi orientamento sessuale: gay, bisex, etero e anche assessuati. La prima regola della lista è infatti: massimo rispetto per le diversità, che sono tantissime anche nella comunità ftm. Per iscriverti, basta che me ne fai richiesta.
Esistono diverse associazioni T che operano sul territorio: Crisalide Azionetrans ha la sua sede a Genova e gestisce gruppi d’auto aiuto a Milano, Caserta, Pisa, Padova. A Bologna è attivo il MIT, che vanta un valido consultorio con équipe psicologica ed endocrinologica. A Torino è attivo il gruppo Luna e a Roma c’è Libellula Arcitrans (tutti gli indirizzi sui siti citati). Le associazioni hanno il compito di fornire informazioni e supporto per la transizione, e contemporaneamente sono uno strumento di lotta contro le discriminazioni e per i diritti delle persone T.
Nella tua seconda email a gay.it parli di ‘quella ragazza che ha fatto l’operazione’ (si tratta di un ragazzo, allora. Attenzione ad usare sempre i pronomi corretti: è il primo passo verso il rispetto per te e per gli altri che vivono la tua diversità) e dici che ti sei spaventato per le cicatrici e il pene di pochi cm. Immagino ti riferisca alla falloplastica. Qui non ho buone notizie. Si tratta di un intervento di microchirurgia estremamente complesso e che- a detta stessa degli operatori chirurgici- non risulta completamente soddisfacente. Esiste però un altro intervento meno invasivo e più sicuro: la clitoridoplastica. Questo è un intervento che andrebbe perfezionato perché ad oggi permette di ottenere un fallo di piccole dimensioni, ma che -rispetto alla falloplastica- ha perfetta funzionalità e sensibilità erogena, e non lascia cicatrici. Il coordinamento ftm sta portando avanti una campagna educativa al riguardo, sia tra gli ftm che tra i chirurghi. Questi ultimi sono attualmente impegnati a sfidarsi in campo internazionale con la tecnica della falloplastica dal lembo del braccio o dell’addome, dimenticando che la loro deontologia detta che prima dei loro successi personali vengano le esigenze degli utenti.
Riguardo alla tua ultima domanda, se ci sono dei ragazzi gay che ti accetterebbero con il corpo che non ami… è molto difficile rispondere. La comunità gay è piuttosto fallocentrica, ma stiamo parlando di rapporti superficiali, non di veri scambi tra esseri umani. In questo secondo ambito sì, credo che potresti trovare un uomo gay che ti ami come uomo anche se attualmente non hai un fisico maschile: è successo ad altri. Io penso che il primo passo per conquistare l’amore di una persona di qualunque sesso e orientamento, è avere amore e rispetto per se stessi prima di tutto. Chiediti cosa puoi fare per star meglio, perseguilo, e vedrai che l’amore verrà di conseguenza.
Un’ultima cosa: affronta una cosa per volta. Non pensare subito alla falloplastica. sarebbe già molto per il tuo benessere e la tua autostima cominciare ad apparire come sei dentro anche all’esterno. Un passo per volta, le risposte arriveranno. Anche perché la transizione è un viaggio molto complesso che implica trasformazioni in tutte le sfere della nostra personalità.
In bocca al lupo, dunque! Ti abbraccio e aspetto di risentirti presto.
Davide Tolu
tel 3407627302
davide.tolu@libero.it – ftm@crisalide-azionetrans.it
Coordinamento Nazionale Trans FTM http://ftminfoline.tripod.com

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