Adria, prof. taglia due “scene gay” da proiezione studentesca. È polemica

"Ha tagliato 2.07 minuti di un video nazionale per quale motivo? Per omofobia?", si sono chiesti gli studenti del liceo Bocchi di Adria.

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Prisma - Mattia Carrano
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Cancellare due scene da un filmato studentesco, perché mostravano un ragazzo che si mette il mascara e una coppia di adolescenti che si prendono per mano. Tutto qui.

Al liceo Bocchi di Adria è esplosa la polemica per quanto accaduto per volontà di un professore, che ha fatto sparire due momenti evidentemente a suo dire “troppo gay” dal video nazionale realizzato per pubblicizzare la notte dei licei classici. A darne notizia Il Corriere del Veneto.

Antonio Fabris, docente che ha preso questa decisione, ha precisato di aver cancellato quelle due scene per non “urtare la sensibilità dei genitori e quella di numerosi ragazzini di seconda media che stavano assistendo alla manifestazione“. Sorpresa e amareggiata la stessa preside, Silvia Polato, che non ne sapeva nulla.

Mi spiace perché la nostra scuola è da sempre attenta ai temi della diversità e ai diritti di tutti. Non sapevo nulla di questa scelta, il professore me l’ha comunicata solo dopo. Vorrei chiarire che la scelta del docente non deve significare che la nostra scuola non sia attenta ai diritti. Con i ragazzi parliamo di tutto e i nostri docenti sono attenti ad affrontare il tema. Non è questa l’immagine che vorremmo dare e che diamo, siamo una scuola in cui l’impostazione è di totale apertura e accoglienza“.

Gli studenti del liceo hanno ora chiesto un incontro, con docente e preside, per provare a ricucire un episodio che ha lasciato tutti senza parole.

Alla nostra scuola stavamo discutendo in queste settimane anche dell’introduzione della “carriera alias”. L’apertura c’è, è vero. Quello accaduto è un episodio che riguarda un docente in particolare, per il quale già qualche volta avevamo pensato di intervenire senza riuscire mai a trovare il modo. Ora c’è: ha tagliato 2.07 minuti di un video nazionale per quale motivo? Per omofobia? Questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Nei prossimi giorni chiederemo alla dirigente un incontro“, ha tuonato Maya Casale della Rete degli studenti.

Immediato anche l’intervento di Arcigay Padova.

Se un uomo con il mascara urta la sensibilità di genitori e studenti, nessun attore può essere escluso dalla censura. Ledere la libertà di espressione degli studenti e delle studentesse su una scena completamente innocua è un atto gravissimo, soprattutto in una scuola superiore, luogo che dovrebbe educare alla diversità, all’inclusione e al pensiero critico. Il luogo in cui prepararsi a lasciare il nido familiare dovrebbe aprire orizzonti, invece alimenta l’oscurantismo, che nega le nostre esistenze e ci cancella dalla scena. Come Arcigay Padova siamo disponibili ad attivarci per fare formazioni nelle scuole ma, più che a chi le frequenta, servirebbero a chi dovrebbe insegnare“.

A poche ore dalla Giornata contro l’omobitransfobia, un episodio che riaccende le polemiche sull’omobitransfobia in ambito scolastico.

L’immagine di copertina è soltanto evocativa e ritrae Mattia Carraro nella serie tv Prisma.

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