Alberto De Pisis, tra carriera, amori e speranze per il futuro: “Mi piacerebbe diventare papà” – intervista

Dall'esperienza al Grande Fratello al debutto a teatro, passando per la sua infanzia e il suo percorso di accettazione.

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Alberto De Pisis
Alberto De Pisis - Foto: Instagram @alberto_depisis
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Quando ho incontrato Alberto De Pisis per questa intervista mancavano pochi giorni a San Valentino, si trovava nella sua abitazione a Milano ed era reduce dal successo a teatro con lo spettacolo “Due maledetti amici” al fianco di Rocco Papaleo e Alberto Veronesi. Era raggiante, indossava una maglione sui toni del bianco – perfettamente in palette con il suo incarnato – e aveva una voglia matta di esprimere tutte le emozioni che stava provando in quel momento.

E non è scontato. Non è mai facile raccontarsi ad una persona che non si conosce, eppure Alberto ha saputo sin da subito aprirmi le porte del suo cuore e farmi salire a bordo del suo shuttle che mi ha portato dritto dritto a compiere un viaggio tra le sue più profonde emozioni.

In quasi un’oretta di conversazione, infatti, abbiamo avuto modo di parlare della sua esperienza al Grande Fratello VIP (durata quasi 7 mesi), del suo primo amore adolescenziale che gli ha “fatto battere il cuore per la prima volta” e che gli ha fatto capire che anche lui poteva essere amato, come tutte le persone che lo circondavano, ma anche della sua voglia di mettersi in gioco e di dare tutto sé stesso pur di essere felice.

Infine, abbiamo avuto modo di approfondire il tema dell’autodeterminazione e dell’accettazione del sé, ricordando come l’ambiente che ci circonda e le persone che amiamo possano fare la differenza.

Insomma, in questa intervista avrete modo di scoprire un Alberto saggio, profondo, stracolmo di emozioni che non vedono l’ora di vedere la luce ed essere accolte.

Inoltre, c’era un piccolo appello per tutti i suoi spasimanti a farsi avanti. Ma chissà che, nel frattempo, qualcuno non sia già riuscito a conquistare il suo cuore!

Buona lettura!

Leggi l’intervista a Alberto De Pisis subito dopo la foto…

alberto de pisis, biografia
Alberto De Pisis – Foto: Instagram

Alberto De Pisis, dall’esperienza al Grande Fratello al debutto a teatro

Il Grande Fratello è stato per te il tuo trampolino di lancio: che cosa ti porti dietro da questa esperienza?

Il Grande Fratello è un’esperienza che consiglierei a chiunque di fare, nel senso che sia a livello personale sia umano ti dà la possibilità di fare un viaggio introspettivo, di ascoltarti e soprattutto di fare delle autoanalisi. Io sono stato dentro 198 giorni, quasi sette mesi; e sono davvero tanti. Come potrete immaginare, in sette mesi succedono un sacco di cose e quindi talvolta capita che ci si possa sentire un po’ destabilizzati, ma sono contento del mio percorso perché mi ha dato la possibilità di riflettere molto, di leggermi dentro e di imparare ad ascoltarmi.

 

Da piccolo sognavi la tv oppure l’esperienza sul piccolo schermo è arrivata per caso?

Quando avevo sette/otto anni guardavo “Carramba che sorpresa!” e sognavo di fare il Carramba Boy, quindi capisci bene che qualcosa già si intuiva. Era il 97/98 e il Grande Fratello non era ancora arrivato [la prima edizione italiana risale al 2000, ndr.], ma la tv mi aveva sempre affascinato. E poi diciamo che la mia vita ha preso altre direzioni: ho lavorato nel mondo della moda; ho studiato e mi sono laureato in Architettura di interni; ho vissuto in tante città, a Londra, a Parigi, a Ibiza. Insomma, ho fatto tante cose. Poi ad un certo punto si sono creati i presupposti per cominciare a lavorare come opinionista in dei salotti televisivi. Mi piace molto chiacchierare, ma questa direzione l’ho intrapresa quasi per sbaglio. Nel senso che non l’ho necessariamente cercata; è nata spontaneamente. E poi è arrivato il Grande Fratello.

 

Come hai vissuto il post Grande Fratello?

Finito il Grande Fratello mi sono dovuto prendere una piccolissima pausa per concentrarmi, capire dove mi trovavo e che cosa stavo vivendo. Passato un mesetto, ho iniziato a condurre degli eventi in giro per l’Italia e poi ad un certo punto si è aperta la possibilità di recitare… o per meglio dire di approdare a teatro, perché non era una commedia ma uno show completamente dettato dall’improvvisazione. Si è trattato di uno spettacolo di poche date che abbiamo fatto in Toscana e che mi ha dato la possibilità di condividere il palcoscenico con due grandissimi del mondo del cinema e del teatro che sono Giovanni Veronesi e Rocco Papaleo.

 

Come anticipavi, poco dopo il GF sei approdato a teatro come co-protagonista dello spettacolo di Rocco Papaleo ed Alberto Veronesi dal titolo “Due maledetti amici“: che esperienza è stata?

È stata un’esperienza bellissima e allo stesso tempo molto complicata perché il pubblico teatrale vuole divertirsi, ma delle volte strappargli un sorriso, non essendo io un comico, non è stato così facile. È stato un modo per mettermi alla prova e tirando le somme, sia agli occhi di chi ha guardato gli spettacoli sia a livello personale, devo ammettere che è stata un’esperienza assolutamente positiva. Mi è piaciuto davvero molto farlo.

L’empatia col pubblico, il trasporto, sentire, vedere gli occhi della gente che si diverte, che sta bene con te in quelle due ore di spettacolo è stato bellissimo. Non c’era un’orchestra ma si cantava; non c’era un copione ma si parlava e si intratteneva; non era una commedia ma si rideva molto. Insomma, il tutto era dettato principalmente dall’improvvisazione e il fatto di esserci riuscito divertendomi e facendo divertire mi ha fatto molto piacere.

 

E visto che non c’era un vero e proprio copione, da cosa prendevi ispirazione? 

Lo spettacolo prendeva il via da una semplice frase: “Io sono qui, voi cosa volete da me?”. Dunque, non c’era un qualcosa da cui prendere ispirazione ma ci facevamo guidare, in maniera naturale, dal flow della serata. Ovviamente, però, c’era un fil rouge da seguire che era quello di intrattenere e divertire il pubblico. Poi c’erano Rocco e Giovanni: Papaleo è un artista meraviglioso perché canta, intrattiene, fa ridere. Davvero un bravissimo artista e attore di teatro; anche Giovanni, pur essendo abituato a stare dietro la macchina da presa, è stato bravissimo. Ha una dialettica incredibile, un’empatia importante col pubblico e quindi insomma, è stata una bella esperienza.

 

Dobbiamo quindi aspettarci che tu venga scritturato per un prossimo film da Veronesi?

Non starebbe a me dirlo. Diciamo che io mi sto preparando anche da questo punto di vista: sto studiando canto, non perché voglio fare il cantante ma perché voglio migliorare questo aspetto. E poi c’è il teatro che ti assorbe molta energia: sei continuamente in viaggio, cambi hotel ogni notte, hai poca possibilità di stare vicino ai tuoi amici, a casa, sul tuo divano, col tuo compagno… e poi ci sono le prove, la messinscena, ma ti assicuro che, a me in questo momento, assieme a tutti gli altri progetti che sto portando avanti, mi piacerebbe davvero poter continuare a sperimentare con il teatro. È un’ottima palestra sotto tanti punti di vista.

 

Quali consapevolezze ti porti dietro da quest’ultimo anno? Sei passato da fare tanta televisione, sei stato in diretta 24 ore su 24 per sette mesi, poi il teatro. Che consapevolezze hai di te adesso, che prima non avevi?

La strada è ancora lunga. Io, con estrema umiltà, ti dico che mi sono avvicinato a questo mondo per curiosità. Facevo anche il ballerino da bambino, ma questo è irrilevante. Magari è tutto molto dettato da quello che uno sente dentro, se ha veramente la predisposizione nel voler apparire, nel portare un’emozione a chi lo guarda. C’è ancora tanto da lavorare. Questo te lo dico non perché voglio fare l’umile, ma perché sono concreto. Io mi sto preparando per diverse cose, sto portando avanti diversi progetti, ma non mi sento minimamente arrivato. E lo dico con estrema onestà. Anzi, la strada è ancora molto lunga e il fatto che io abbia deciso di intraprendere questo tipo di carriera in età avanzata – sono giovane sì, ma non è che sono giovanissimo, quest’anno ne faccio 34 – non semplifica il tutto, ma la mia caparbietà e la mia ambizione non molleranno.

 

A breve partirà la nuova edizione dell’Isola dei Famosi e per la prima volta a condurla ci sarà l’istrionica Vladimir Luxuria: cosa ne pensi? Ti piacerebbe partecipare come concorrente?

Per prima cosa vorrei fare un grandissimo in bocca al lupo a Vladimir Luxuria, che è una persona che apprezzo tantissimo. Ci sentiamo, le ho fatto anche i complimenti per telefono. Sono molto felice che ci sia lei alla conduzione della nuova edizione dell’Isola. È un grandissimo passo, se lo merita perché è una grande professionista che da tantissimi anni lavora in televisione e che ha dato tanto a questo programma: ha fatto la concorrente, l’inviata, l’opinionista ed ora è stata promossa a conduttrice. Sono molto molto felice per lei, se lo merita tantissimo.

Per quanto riguarda la mia partecipazione all’Isola dei Famosi passo, sono a posto così. Per adesso ringrazio il mondo dei reality.

Vladimir Luxuria Isola dei Famosi 2024
Vladimir Luxuria Isola dei Famosi 2024

Alberto De Pisis sul suo primo amore: “Ho avuto la fortuna di trovare una persona che mi faceva battere il cuore”

Com’è stato prendere consapevolezza della tua sessualità?

Io arrivo da un piccolo paese di provincia. Questo non vuol dire niente, ma tante volte vuol dire anche qualcosa. In più, io non sono mai riuscito a mascherare le mie sensazioni. Quando c’è qualcosa che non va mi si vede subito in faccia; fa parte del mio essere. Dunque, anche durante la mia fase adolescenziale, nonostante vivessi la mia sessualità con estrema naturalezza, ho vissuto dei momenti complicati. Ci sono state parecchie critiche, qualche caso di bullismo e cyberbullismo… era il periodo in cui nascevano MSN, Messenger, ecc. Diciamo che non c’era molta tolleranza nel mio essere così istrionico o nel mio essere così diverso. 

 

Poi ad un certo punto è arrivato il tuo primo fidanzato che ti ha fatto capire che anche tu potevi avere una relazione sentimentale e potevi essere come tutte le persone che ti circondavano. Che cosa ti porti dietro da quel momento e che emozioni ti ha lasciato quel periodo lì?

Se chiudo gli occhi e ripenso a quegli anni, ripenso a quella persona che mi ha fatto battere il cuore per la prima volta. Non ce ne sono state moltissime, te l’assicuro. È stato un momento bellissimo, perché ho avuto la fortuna di trovare una persona che mi stava vicino, che mi faceva battere il cuore e con cui stavo veramente bene. Quel ragazzo è stata la mia salvezza perché mi ha fatto sentire apprezzato, facendomi capire che da qualche parte c’era la luce. Mi ha aiutato a superare le occhiatacce dei compaesani e i commenti spiacevoli che certamente arrivavano. Ho davvero un bel ricordo di quel periodo. È stata una bellissima storia e quella persona la sento ancora, ci facciamo gli auguri tutti gli anni per Natale, per il compleanno. Lui è gemelli come me, siamo nati a pochi giorni di distanza, quindi ce lo ricordiamo sempre.

 

Hai detto che dopo quella storia non ce ne sono state molte altre che ti hanno fatto battere il cuore allo stesso modo: come mai? Che idea ti sei fatto?

Questa è una domanda da 100 milioni di dollari, non so cosa risponderti. So dirti che in questo momento sono single e che ogni tanto mi capita di conoscere delle nuove persone, ma raramente mi scatta quella scintilla che mi fa battere il cuoricino e che mi fa venire voglia di provare avanti la frequentazione. Non è facile, o perlomeno per me. Devono esserci la chimica e la voglia di voler stare assieme, ma non sempre ci sono. 

Alberto De Pisis bambino
Alberto De Pisis – Foto: Instagram @alberto_depisis

Alberto De Pisis: “Mi piacerebbe diventare papà”

Voglio fare un passo indietro a quando eri piccolino: che profumo o che immagini ti vengono in mente se ripensi a te da bambino?

Così, d’impulso, mi vengono in mente tante foto in cui sono vestito da marinaretto, con bavaglino e coppolina… Poi, mi vengono in mente le feste di compleanno organizzate dai miei genitori, con l’animazione, i trampolieri eccetera eccetera. Che bello sarebbe tornarci! Io tornerei molto volentieri indietro, ma non perché ho commesso degli errori particolari, ma semplicemente per rivivere quella spensieratezza e quell’ingenuità dell’infanzia. Io amo i bambini tantissimo, sto bene ogni volta che sto con loro; coi figli dei miei amici, fondamentalmente. Percepisci quell’ingenuità sana che non ritrovi poi nel mondo di tutti i giorni.

 

In futuro, ti piacerebbe avere un bambino? Ti ci vedi nella versione di padre o è difficile immaginarsi, soprattutto considerato il contesto nel quale abitiamo?

Mi piacerebbe tantissimo. Questa è la risposta. Ma, in questo momento faccio difficoltà a vedermi nella versione di padre perché sono ancora tante le cose che vorrei realizzare, tante le cose che vorrei mettere a posto. Ma c’è tempo per tutto, la vita è così lunga. Abbiamo tante cose da fare ancora, quindi è uno dei miei obiettivi, mettiamola così.

 

Che cosa insegneresti a tuo figlio e che cosa vorresti che ti insegnasse?

Sicuramente gli insegnerei il valore della vita, che tante volte ce ne dimentichiamo, dell’essere messo al mondo, di sentirsi quasi in dovere di ringraziare, di poter vivere un certo tipo di vita anche solamente di avere un tetto sopra la testa. Il valore dell’uguaglianza, di quanto siamo tutti uguali, del non discriminare. Cercherei di insegnargli tutto quello che ho provato un po’ sulla mia pelle, mi piacerebbe trasmettergli quello. E quello che mi piacerebbe che mi insegnasse, che tutti i bambini mi trasmettono e che mi trasmetterebbe sicuramente anche mio figlio, è quell’ingenuità, quell’essere così senza pensieri.

 

In che fase della vita sei? Come la descriveresti?

Oddio che domande, mi fai piagne. È una fase di assestamento perché, vedi, il Grande Fratello ti travolge. Quando esci da quella Casa devi riprenderti e ci metti anche molto tempo, non è una cosa immediata. Anche solamente capire come sono passati gli ultimi mesi, mettere a posto le cose che non sono andate bene, sono tante le cose da valutare… Purtroppo i progetti in questo settore non sono cose che avvengono dall’oggi al domani questo è chiaro. Non farmi parlare troppo di progetti futuri che sono scaramantico. Però, voglio essere chiaro, non è un momento difficile, le difficoltà sono altre, le persone che stanno male sono altre, io sono grato tutti i giorni per ciò che sto vivendo. 

 

Quali sono i pilastri che ti sorreggono in questo momento?

Sembrerà banale, ma in primis ovviamente la mia famiglia, i miei amici, le persone che sento quotidianamente, che mi vogliono bene.

Poi, sono molto grato a tutte quelle persone che pur non conoscendomi personalmente, mi hanno apprezzato, conosciuto meglio all’interno di un reality e hanno in qualche modo empatizzato con me, creato fanpage, facendomi sentire amato.

 

Che cosa ti sentiresti di consigliare a chi ora sta prendendo consapevolezza della propria sessualità e ha paura di esprimersi per ciò che è realmente?

Tutti noi abbiamo le nostre insicurezze, le nostre fragilità e sono quasi fisiologiche. Nel mio piccolo, se posso dare il mio contributo, è quello di non nascondersi mai, di non avere mai paura di sentirsi sempre liberi e se stessi, che è la cosa che premia di più in assoluto, da tutti i punti di vista. Non c’è motivo di nascondersi, nessuno merita di nascondersi per paura di essere discriminato. Parlo di discriminazioni di genere, discriminazioni sessuali, qualsiasi tipo di discriminazione non dovrebbero esistere, non devono esistere. Io nel mio, come tutti, ho le mie fragilità, le mie insicurezze, le mie paranoie, ma è come se avessi trovato dentro di me la forza per andare avanti… Quindi invito tutti quelli che ancora non l’hanno trovata, alle nuove generazioni a trovarla, perché solo così, leggendosi dentro e ascoltandosi, solo così si riesce a tirar fuori quella “cazzimma” per combattere tutti gli ignoranti.

 

C’è qualcosa che non ti ho chiesto, che ti piacerebbe condividere con i nostri lettori?

Allora, mancano pochi giorni a San Valentino. Vi aspetto numerosi.
[E chissà che nel frattempo qualcuno non sia riuscito a conquistare il suo cuore, ndr.]

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Alberto De Pisis – Foto: Instagram @alberto_depisis

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