Cara Annalisa, ti scrivo

A scrivere, oggi, è quel bambino che ti guardava alla tv e sperava, un giorno, di poter raggiungere i propri sogni, un po' come stavi facendo tu.

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Annalisa, cover brano "Sinceramente"
Annalisa, cover brano "Sinceramente" - Foto: Ufficio stampa
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Ciao Annalisa,

è Luca che ti parla. Non il giornalista, o presunto tale, che da un po’ di tempo a questa parte vive raccontando ciò che accade nel mondo. A scrivere, oggi, è quel bambino che ti guardava alla tv e sperava, un giorno, di poter raggiungere i propri sogni, un po’ come stavi facendo tu.

Certo, di tempo ne è passato da quando intonavi Diamante è lei e luce è lui sul palco della decima edizione di Amici di Maria De Filippi. Ed io sono cresciuto, ho nuove consapevolezze, una nuova routine e nuovi sogni da rincorrere. Ma ancora ricordo i brividi che provavo quando restavo sveglio, contro il volere dei miei genitori, per sentirti cantare alla tv e ammirare il magico mondo di Maria.

Era il 2010 e ora possiamo ammetterlo: eri sicuramente la concorrente perfetta per il talent show di Canale 5. La predestinata alla seconda posizione – che, come sappiamo, porta anche più fortuna della vittoria – e di fatto la più amata dal pubblico.

Da “Una zebra a pois” a “Mi sei scoppiato dentro al cuore“, passando per “There must be an angel” e i primi inediti come Questo bellissimo gioco e Solo: su quel palco non ti sei mai arresa. Hai fatto in modo che a parlare fosse la tua voce, piuttosto che tutto ciò che ti succedeva intorno.

C’è chi sin da subito si è accorto della tua luce – come l’orgoglioso Rudy Zerbi – e chi persino ti ha definita l’erede di Mina. E, forse, non si sbagliavano. Con la tua voce hai toccato temi universali, in maniera semplice ma mai banale, consentendo ad ognunə di noi di vivere le emozioni che tu cantavi e facevi trasparire sul palco, facendoci sentire meno solə di fronte alle sfide quotidiane.

Dobbiamo dirlo: c’è stato anche qualche detrattore. Chi ti diceva che non eri in grado di comunicare al pubblico. Parole che ti hanno fatto soffrire, ce lo ricordiamo bene, ma che sicuramente ti hanno spronata a cercare te stessa perché la voglia di cantare era più forte di ogni paura.

Anche qui ci hai insegnato che ognunə di noi può essere più forte delle critiche, se solo riesce a trovare il coraggio di credere in sé stessə e nelle proprie potenzialità.

Io avevo 14 anni, vivevo già la terribile fase adolescenziale, ma vederti così propensa nel voler raggiungere il tuo obiettivo mi ricordava che anche se vedevo tutto nero e provenivo da un piccolo Paese della Sardegna, potevo essere e raggiungere tutto ciò che volevo. E chissà come me quanti altrə.

Certo, ci sono stati momenti in cui ti chiudevi in te stessa e ti perdevi sotto i piumoni a piangere. Anche quello fa parte del gioco e della crescita personale che ognunə di noi prima o poi è costretto a percorrere. Ogni volta, però, eri pronta a riemergere più forte e agguerrita che mai, con un unico obiettivo davanti ai tuoi occhi: fare la cantante.

E quando Maria ti chiedeva di aprire il tuo cuore e raccontarti al pubblico – all’epoca esisteva il confessionale in casetta – tu rispondevi sempre: “Voglio solo cantare perché è l’unica cosa che sono in grado di fare“.

Ora, 13 anni dopo quell’incredibile esperienza nel talent show più longevo della televisione italiana, hai dimostrato che effettivamente è la tua voce che conta. E niente più. Non c’è bisogno del gossip per attirare l’attenzione del pubblico. Basta studiare, migliorarsi sempre, ricercare la propria unicità e sfoderarla a denti stretti. E tu lo hai saputo fare. Il 2023 per te, Nali, è stato un anno da incorniciare.

E lo è stato anche per me, e per chi come me ti segue dal tuo primo giorno nella Scuola di Amici.

Annalisa
Annalisa – Collage foto: Ufficio stampa

Annalisa, da Amici 10 al palco di Sanremo 2024: fianco a fianco alla comunità queer

“Bellissima”, Ragazza sola”, Euforia” e “Mon amour” ci hanno fatto cantare e ballare, dandoci la possibilità di esprimere a squarciagola le nostre emozioni, che fosse in macchina, ad un concerto o nel letto con accanto il proprio partner.

Chiunque, infatti, si è potuto rivedere nelle immagini che emergono dalle note del tuo album “E poi siamo finiti nel vortice” che riassume tutte le fasi della vita: “l’entusiasmo, le delusioni, le cose che cambiano, i colpi di scena“.

Ho visto lei che bacia luiChe bacia lei che bacia meMon amour, amourMa chi baci tu?Io farò una strage staseraBallo tra le lampade a sferaE lei piace sia a me che a te

canti in “Mon Amour“, raccontando quello stato d’animo che ho provato a riassumere in un mio recente pezzo dal titolo “Mi sento come in un dating show, il “paradosso della scelta” vale anche in amore? in cui ho analizzato le mie ultime relazioni sentimentali che sembrano aver preso ispirazione un po’ dalle commedie romantiche e un po’ dai dating show. E mi sembra di capire che sai di quel che parlo!

Ma è con “Ragazza sola” che, ancora una volta, hai ricordato a me e altre decine milioni di italiani l’importanza di amare prima sé stessi e poi chi ci sarà al nostro fianco: “Forse non mi sento più sola, anche quando mi sveglio da sola, ora, oh“.

E ora che si apre un nuovo capitolo di questo viaggio, noi non vediamo l’ora di vederti sul palco dell’Ariston con il tuo nuovo singolo “Sinceramente” – qui la nostra recensione in anteprima del brano.

Un brano nel quale traspare, ancora una volta, la voglia di essere sé stessə: “Io ho bisogno dei miei spazi. Solo se mi sento libera di affermare la mia personalità, posso essere “tua”. E non vale solo per le donne, lo voglio estendere a chiunque: vivete la vita inseguendo i vostri obiettivi“, hai raccontato a Tv Sorrisi e Canzoni.

Insomma, un vero e proprio inno alla libertà di espressione che sono certo saprà conquistare la comunità LGBTQ+, e forse diventare anche la colonna sonora dei prossimi Pride!

Non ci resta dunque che vederti risplendere sul palco dell’Ariston, pronta ad emozionarti ed emozionare. Un po’ come successo al termine del tuo show al Forum di Assago dove, raggiunti noi giornalisti nel backstage, ti sei lasciata andare e ti sei commossa ripensando a tutta la strada fatta per arrivare fino a lì.

È stato bello vederti scaricare l’adrenalina mentre rispondevi ad una mia domanda, forse a primo impatto un po’ banale, su cosa avresti detto alla te bambina. “Hai fatto bene a rompere le scatole, ad insistere, ad impegnarsi. Hai fatto bene“, hai risposto in qual momento spronandomi a fare altrettanto con il me bambino che, dopo più di 10 anni, finalmente prendeva consapevolezza di star vivendo la vita che aveva sognato.

E ora, sinceramente, un grande in bocca al lupo per Sanremo!

 

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