E’ finita dove tutto è cominciato, a Molenbeek, la grande fuga del ricercato n.1 d’Europa, Salah Abdeslam, unico superstite dei terroristi degli attentati di Parigi. Catturato ieri vivo dalle forze speciali, che gli hanno sparato a una gamba per bloccarlo mentre cercava di fuggire. Ricoverato assieme al complice Amine Choukri, Salah ha poi lasciato l’ospedale di Saint-Pierre a Bruxelles. I due dovrebbero essere trasferiti nel carcere di Bruges, dove c’è una sezione speciale per i terroristi. Salah sarà ascoltato dagli inquirenti prima di comparire davanti al giudice.
E così, alcuni giornali europei ricordano oggi la particolarità di questo terrorista, mente degli attentati di Parigi del novembre scorso. Salah Abdeslam infatti, nell’ottobre scorso, nato a Bruxelles nel 1989 da genitori del Marocco settentrionale ma scappato di casa all’età di 14 anni, aveva più volte e con molta regolarità frequentato alcuni bar gay di Bruxelles. “Era ovvio che si prostituisse, era infatti sempre in giro con quel tipo di clientela che nei nostri club cerca escort”, ha dichiarato al Sunday Times Julien, il barista di un club che Abdeslam aveva visitato a ottobre. Il proprietario del club, che ha parlato ai giornalisti a condizione di non essere menzionato, ha riconosciuto le foto di Abdeslam subito dopo gli attacchi di Parigi ed ha immediatamente allertato la polizia, che ora sta studiando i filmati delle videocamere della zona.
“Noi davamo per certo che fosse un escort – aveva dichiarato un cliente nello scorso dicembre-, sempre in giro e sempre in compagnia di clienti adulti”. Clienti con cui passava il tempo fra i locali per soli uomini della zona di Saint Jacques, nel cuore della capitale belga, fumando spinelli e chiacchierando in un’atmosfera soffusa. Un bel ragazzo che pareva disposto a flirtare, se non altro. Lo Stato islamico, che rivendicò la responsabilità per gli attacchi di Parigi, considera l’omosessualità come un male e punisce sistematicamente chi è sospettato di essere gay gettando le persone giù da edifici alti o con lapidazione a morte, come Gay.it ha più volte documentato . Gli adulteri sono decapitati, i bevitori ed i fumatori sono stati mutilati o frustati. Evidentemente, non sapevano che un loro “martire” facesse l’escort e fumasse hashish.
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spesso questi escort, specie stranieri che vengono da paesi del terzo mondo come il marocco, sono gay repressi che giustificano il fatto di andare con gli uomini per i soldi. non riescono ad ammettere che sono gay. la loro repressione li porta ad insani gesti come quelli terroristici. L'OMOFOBIA UCCIDE ANCHE COSì!