Omofobia: il sottosegretario Spadafora risponde all’interpellanza di Alessandro Zan

Dichiarazioni alquanto irreali quelle esposte dal sottosegretario.

Venerdì 1 marzo, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità Vincenzo Spadafora ha risposto all’interpellanza del deputato Pd Alessandro Zan. Il dem, insieme ad altri 37 colleghi che avevano cofirmato l’interrogazione, aveva richiesto al governo cosa intendeva fare nei confronti delle numerose aggressioni omofobe (verbali e fisiche) che si erano registrate nel corso del 2018. E che ancora oggi continuano quasi ogni giorno. Come prova, Zan aveva portato una copia del reportage pubblicato da L’Espresso, al quale la rivista aveva anche dedicato l’immagine di copertina. Il settimanale, infatti, aveva riportato un lungo approfondimento sull’omofobia dilagante nel nostro Paese, creando un grande scalpore che è arrivato fino in Parlamento.

La risposta di Spadafora

Nella sua risposta, il sottosegretario Spadafora sembra non essere nello stesso governo di Giuseppe Conte. Difatti, spiega che l’esecutivo si è impegnato come previsto nella lotta alle discriminazioni. Dopo aver confermato che la comunità LGBT è soggetta a discriminazioni di vario genere, ha sottolineato l’importanza di un piano per arrivare a un cambiamento a livello culturale. Gay News ha riportato l’intervento completo, ma questa è una delle parti più interessanti del suo discorso.

Le persone Lgbt sono particolarmente vulnerabili e soggette a discriminazioni nei diversi ambiti della vita sociale e lavorativa a causa di un persistente stigma basato su stereotipi e pregiudizi. È necessario, quindi, un forte impegno per pianificare un intervento a tutto campo in grado di produrre un diverso approccio e un cambiamento sul piano culturale. Rafforzando la collaborazione con le associazioni di settore. Con le istituzioni a livello centrale e locale. Con le realtà territoriali e diversi stakeholder. Ed è esattamente la linea che stiamo seguendo.

Nello svolgimento di tali funzioni, il Dipartimento delle Pari Opportunità si avvale dell’Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull’origine etnica, l’Unar. Da alcuni anni, l’Unar ha ampliato anche il proprio campo d’azione ai diversi fattori di discriminazione, compreso quello basato sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere. E anche attraverso il proprio contact centre monitora il fenomeno e raccoglie segnalazioni da parte dei media e del web.

Aggressioni omofobe e discriminazioni: l’impegno di Spadafora

Secondo Spadafora, l’Unar, la rete READY e la lotta alle discriminazioni sono tutti impegni che si dovranno portare avanti. Ma la rete READY è stata eliminata da diversi comuni e regioni. E solamente le associazioni stanno portando avanti delle campagne di sensibilizzazione, dopo l’iniziale fallimento del tavolo creato ad hoc sul tema delle discriminazioni. Ma secondo il sottosegretario, si può essere ottimisti:

Abbiamo anche deciso di destinare una somma notevole di questo finanziamento alle campagne di comunicazione sui temi che riguardano la discriminazione in ambito lavorativo per le persone Lgbt. Ma anche riprendendo un’attenzione forte su alcuni temi che sono passati, per certi aspetti, in secondo piano, ma che sono, evidentemente, ancora di prioritaria importanza soprattutto per i dati allarmanti che ci arrivano e che coinvolgono in modo particolare i giovani, come l’Hiv, ma anche come il bullismo omofobico. Su questi due temi saranno concentrate anche due campagne di informazione, oltre che di comunicazione, nei confronti soprattutto dei più giovani.

Sembra infine tornare alla realtà:

È chiaro che sarebbe utile anche un quadro normativo a supporto che preveda l’introduzione del reato di omotransfobia. […] Tale proposta in questo momento non rientra nel contratto di Governo, ma io mi auguro che in Parlamento si creino le condizioni per un confronto costruttivo sul tema. In modo che si possa anche arrivare a raggiungere questo ulteriore obiettivo. Cosa importante è che tutte queste nostre iniziative dovranno assicurare che non ci sia […] alcun arretramento culturale sul tema dei diritti. Ma che si possano, anzi, contrastare anche i toni violenti e l’ignoranza con cui, molte volte, alcune persone dichiarano su questi temi.