Affermazione di genere, il Governo manda gli ispettori al Careggi di Firenze. Zan: “Crociata ideologica e politica”

"L'obiettivo della destra? Fermare quello che è un centro di eccellenza per l’assistenza psicologica e sanitaria a persone e adolescenti transgender".

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Credit: Steve Russell
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La destra di governo all’attacco delle identità transgender, esattamente come avviene negli States con i repubblicani trainati da Donald Trump.

Nell’indifferenza più o meno generale lo scorso 20 dicembre il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri ha presentato un’interrogazione parlamentare per approfondire ciò che avviene all’ospedale Careggi di Firenze, in relazione al trattamento dell’affermazione di genere nei bambini e all’uso del farmaco triptorelina, autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco che a detta di Gasparri “verrebbe somministrato a bambini di 11 anni senza alcuna assistenza psicoterapeutica e psichiatrica“. Secondo il senatore di Forza Italia questo via libera farmacologico “sarebbe basato sul presupposto, inaccettabile, che con la pubertà bloccata i bambini hanno tempo di esplorare la loro identità di genere e decidere se proseguire il percorso di transizione”.

Passato un mese, tra ieri e oggi ispettori ed esperti del ministero della Salute si sono presentati al Careggi per un confronto con i medici dell’ospedale in relazione al trattamento dei bambini che necessitino di intraprendere un percorso di affermazione di genere e all’uso della triptorelina. Fanno parte di questo gruppo rappresentanti dell’Istituto superiore di sanità, del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), della commissione Salute e della direzione del ministero guidato da Orazio Schillaci.

Immediata e immancabile la polemica, anche perché la triptorelina è dal 1996 nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, mentre dal 2019 si trova nella determinazione dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) per l’impiego in casi selezionati in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere), con diagnosi confermata da una equipe multidisciplinare e specialistica e in cui l’assistenza psicologica, psicoterapeutica e psichiatrica non sia risolutiva.

Simone Bezzini, assessore toscano al diritto alla salute, ha sottolineato come “il Centro dell’Azienda ospedaliera di Careggi è riconosciuto a livello nazionale ed europeo come un’eccellenza. Le attività e i percorsi clinico assistenziali sono svolti in applicazione della normativa vigente, delle raccomandazioni scientifiche nazionali e internazionali nonché, per il trattamento farmacologico, della determina Aifa. Crediamo nel confronto e nella trasparenza e per questo la direzione aziendale e i nostri professionisti stanno collaborando con gli ispettori del Ministero che stanno conducendo l’audit”. “Ci auguriamo che questa vicenda non venga strumentalizzata dal punto di vista politico. C’è bisogno di rispetto e attenzione per chi si trova ad affrontare questi percorsi, stiamo parlando di famiglie e giovani ragazze e ragazzi alle quali questo Centro ha dato la possibilità di avere una migliore qualità della vita. La loro tutela e delle loro famiglie è la nostra principale preoccupazione”.

Maria Rosaria Campitiello, Capo della Segreteria Tecnica del Ministro Schillaci, via Ansa ha provato a stemperare i toni, precisando come l’invio di ispettori ed esperti “non ha alcun intento punitivo, bensì di conoscenza sul campo dei percorsi messi in atto”. “Abbiamo dunque ritenuto opportuno far partire un audit con l’ospedale proprio per fare chiarezza sulle dinamiche e l’iter del percorso di transizione”. “Prima di questa interrogazione il ministero aveva già richiesto al Cnb, che 5 anni fa si era pronunciato sull’uso della triptorelina, una rivalutazione sull’approccio all’uso del farmaco. È stata inoltre richiesta all’Aifa una nuova valutazione sempre in relazione a questo farmaco e, contestualmente, il ministero ha richiesto alle Regioni di fornire il numero dei casi in trattamento per avere un quadro più chiaro”.

Alessandro Zan, deputato e responsabile diritti nella segreteria del Partito Democratico, ha parlato di “vera e propria crociata politica” nei confronti dell’Ospedale Careggi e del personale sanitario, “che attraverso le pressioni della destra sta spingendo il ministero della salute a intralciare l’operatività della struttura sanitaria stessa. Gli ispettori ministeriali, che da ieri indagano all’interno della struttura, sono solo l’ultimo atto di una serie di azioni che hanno una precisa finalità: fermare quello che è un centro di eccellenza per l’assistenza psicologica e sanitaria a persone e adolescenti transgender. Mi chiedo come la destra, e in particolare il ministro Schillaci, non ascoltino il grido a difesa del centro delle decine di genitori che ribadiscono come il Careggi abbia salvato la vita dei propri figli. L’identità di genere è un diritto fondamentale della persona, come la Consulta ha ribadito in più sentenze, sancito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”, ha ricordato Zan. “Così come il diritto costituzionale alla salute deve essere garantito a ogni persona. Siamo evidentemente di fronte all’ennesimo attacco di questa destra verso la comunità lgbtqia+ italiana: si vuole colpire il Careggi per colpire le persone transgender, ed è semplicemente crudele e vergognoso. Ho presentato una interrogazione al Ministro Schillaci, con i colleghi Bakkali e Furfaro, per chiedere che si fermi immediatamente questo atteggiamento transfobico delle istituzioni che sta ledendo i diritti, la vita e la dignità di alcune cittadine e alcuni cittadini”, ha concluso il senatore Pd.

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