Bullismo omofobico in una scuola di Roma: sotto accusa anche i docenti

Otto studenti, una vittima “accusata” di essere gay. Responsabilità anche della scuola.

Ancora un caso di omofobia in una scuola. E ancora una volta, le vessazioni passano dalla rete. È successo a Roma, all’istituto magistrale Vittorio Gassman dove un gruppetto di otto studenti avrebbe preso di mira un compagno offendendolo e insultandolo perché ritenuto gay.

Secondo la ricostruzione fatta da Repubblica, gli otto ragazzi avevano creato un gruppo su WhatsApp e lo avevano chiamato “We hate Edoardo” (il nome è di fantasia e la traduzione è “noi odiamo Edoardo”). Nel gruppo, i ragazzi attaccavano il compagno di scuola sula base del suo presunto orientamento sessuale. Uno schema già visto moltissime altre volte e in cui basta un sospetto per rendere la vita impossibile ad un ragazzo o a una ragazza ritenuti omosessuali, a volte con conseguenze tragiche.

SOTTO ACCUSA ANCHE DOCENTI E PRESIDE

A denunciare tutto alle autorità sono stati i genitori della vittima. I fatti risalgono ad un anno fa, ma ora il pm Vittoria Bonfanti ha chiesto per gli otto l’imputazione di atti persecutori. Del caso si occuperà il Tribunale dei Minori. Ma l’inchiesta ha coinvolto anche i docenti. Tre di loro, infatti, e l’ex preside dell’istituto potrebbero finire a giudizio per omissione di atti d’ufficio. I genitori del ragazzo, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avevano segnalato i fatti alla scuola che, però, aveva archiviato il possibile procedimento disciplinare nei confronti degli otto responsabili delle vessazioni dopo un consiglio di classe in cui la maggioranza dei docenti aveva ritenuto che non fosse il caso di prendere provvedimenti in difesa del ragazzo perseguitato. L’accusa contro i professori e l’ex preside, al momento non è stata formalizzata.

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Quest’anno la scuola è diretta da una nuova preside ed ha già aderito a progetti contro il bullismo omofobico e di prevenzione sull’HIV in collaborazione con il Circolo Mario Mieli.