Chieste dimissioni al giornalista. E serrature cambiate

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La proprietà della rete chiede le dimissioni del giornalista, che però non si rassegna. E in redazione oltre ad attivare la procedura per cambiare il direttore, cambiano anche...

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Sta diventando più complicato del previsto per la redazione di "Dì Lucca" sbarazzarsi del giornalista diventato ormai scomodo. Daniele Vanni, l’autore del minuto più omofobo del giornalismo televisivo italiano, è infatti direttore, oltre che conduttore del telegiornale. Un nome che la proprietà dell’emittente ha subito chiarito di non voler più associare a quello del canale digitale. Vanni, però, non molla. Nonostante la redazione abbia già attivato la procedura standard (che prevede la consegna di una dichiarazione al tribunale competente) per assegnare il ruolo di direttore a un’altra persona già individuata, lui le dimissioni, per di più spontanee, non le darà.

In ogni caso «non si è più presentato in redazione», raccontano da "Di Lucca". «Gli abbiamo portato a casa la lettera di dimissioni chiedendogli di firmarla entro lunedì. Noi qua non lo vogliamo». E se anche avesse voluto di rientrare negli studi dove ha registrato quel minuto che lo ha reso così popolare suo malgrado, non ci sarebbe riuscito. Ci ha pensato il fabbro a scoraggiare ogni tentativo. «Le serrature sono state cambiate già dalle 10 del giorno dopo che Gay.it ha pubblicato il filmato».

Nel frattempo i patron dei concorsi Mister Gay Italia e Miss Trans Italia sono stati invitati per questa sera in quegli stessi studi. Se sarà l’inizio di una serie di tramissioni "a tema" non si sa, ma la pace tra gli organizzatori e l’emittente era già scoppiata ieri, quando sono arrivate le scuse ufficiali di "Dì Lucca". Intanto martedì 6 settembre alle 21:00 arriverà in provincia di Lucca il vicepresidente del PD Ivan Scafarotto a presentare il suo In nessun Paese – perché sui diritti dell’amore l’Italia è fuori dal Mondo (ed. Piemme) insieme a Francesco Bilotta, docente di diritto privato all’Università di Udine e coordinatore della campagna nazionale "Affermazione Civile".

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