COPPIE DI FATTO: GAFFE IN TV

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Sul tema delle unioni omosessuali, Arcigay attacca Livia Turco, che ieri in TV si è detta "contraria a qualsiasi riconoscimento giuridico delle coppie di fatto". Lo Giudice: "Posizione...

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BOLOGNA – Il dibattito politico italiano sulle politiche per le famiglie ha mostrato una preoccupante battuta d’arresto nella discussione svoltasi nella tarda serata di ieri sul programma televisivo di RaiUno “Porta a Porta”.
Nonostante il servizio di approfondimento avesse fatto un esplicito ed abbastanza approfondito riferimento alla questione delle coppie dello stesso sesso, il dibattito fra gli ospiti ha eluso di affrontare in termini diretti la questione, ed ha anzi segnato un vistoso arretramento sul tema.
In particolare destano sconcerto le dichiarazioni della responsabile nazionale Welfare dei Democratici di Sinistra, on. Livia Turco, il cui partito aveva assunto di recente posizioni avanzate e il cui gruppo parlamentare alla Camera sta portando avanti in modo attivo una proposta di legge sul PACS – Patti Civile di Solidarietà che mira ad introdurre nel nostro ordinamento giuridico un istituto che offre riconoscimento normativo alle coppie non sposate, comprese quelle dello stesso sesso, che decidano liberamente di accedervi.
“Sono sempre stata contraria al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto” ha annunciato l’on. Turco, aggiungendo che l’unica famiglia con fondamento giuridico deve rimanere quella fondata sul matrimonio.
“Se questa posizione – è il commento del presidente nazionale dell’Arcigay Sergio Lo Giudice – può avere una, discutibile, giustificazione riferita alle coppie di sesso diverso, appare come un’arrogante discriminazione nei confronti delle tante coppie gay e lesbiche a cui è precluso l’accesso al matrimonio.
La responsabile Welfare dei DS – prosegue Lo Giudice – assume una posizione reazionaria anche alla luce del documento con cui, il 15 gennaio scorso, il Parlamento europeo ha chiesto ai Paesi europei, per l’ennesima volta, di riconoscere le relazioni non matrimoniali anche fra persone dello stesso sesso e di “connettervi gli stessi diritti che al matrimonio”.
Anche le posizioni ribadite in quella sede dal Ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo si muovevano sulla stessa lunghezza d’onda.
“Questo non stupisce – argomenta Lo Giudice – anche alla luce delle posizioni ostinatamente contrarie al riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso espresse in sede europea dagli europarlamentari della Casa delle Libertà. Ma le forze politiche che esprimono posizioni più avanzate in sede europea devono chiarire se esiste una doppia morale a Roma e a Strasburgo”.

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