GB: Approvata la brutta legge antiomofobia

Il parlamento britannico ha approvato una legge contro l’omofobia ma con una clausola che tutela la libertà di critica. I comici erano preoccupati di non poter più fare battute sui gay.

La nuova legge contro l’omofobia è stata approvata dal Parlamento di Westminster, ma la camera dei Comuni non è riuscita a ribaltare il verdetto dei Lord a favore di una clausola che protegge la libertà di espressione. La legge proibisce quindi la violenza e l’incitamento all’odio in base all’orientamento sessuale, ma, attraverso la clausola introdotta dai Lord, protegge il diritto di "dibattere e criticare le condotte e le pratiche sessuali".

Dopo aver votato per ben quattro volte per rimuovere la clausola e dopo l’ennesimo voto negativo di ieri ai Lord, i deputati del Regno, oggi all’ultimo giorno della sessione parlamentare, si sono dichiarati sconfitti. La legge contro l’incitamento all’odio omofobico, ha detto oggi una portavoce del ministero della giustizia, entrerà in vigore il prima possibile e a seconda di come andranno le cose potrà essere rivista in futuro.

La clausola per la libertà di espressione è stata introdotta dal conservatore Lord Waddington sulla base del fatto che la medesima esclusione è stata garantita nella legge contro l’odio religioso. Secondo Waddington è necessario infatti mantenere una certa coerenza tra le due leggi. «Se finissimo con una clausola per la libertà di espressione nella legge contro l’odio religioso, ma non nella legge contro l’omofobia, sorgerebbero dei problemi», ha detto il Lord.

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Secondo il laburista Lord Smith tuttavia, la clausola potrebbe incoraggiare un aumento degli attacchi omofobici. «Se Il segnale è che va bene essere intolleranti, allora temo che finiremo col vedere più episodi violenti», ha detto. La rimozione della clausola aveva preoccupato alcuni comici, che temevano di non poter più parlare di omosessualità nei loro spettacoli. Il ministero della Difesa ha tuttavia sottolineato che «il reato avrebbe riguardato soltanto parole e comportamenti minacciosi o con lo scopo di scatenare l’odio».

Sebbene non esistano statistiche a livello nazionale sugli attacchi omofobici, alcune forze di polizia hanno riportato aumenti fino al 30% delle aggressioni nei confronti degli omosessuali.