Minacce omofobe per Angela Eagle, parlamentare lesbica che vuole guidare il partito Labour

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Gli effetti di Brexit non sono solo economici e finanziari: la parlamentare, che vuole sostituirsi a Corbyn, ha ricevuto minacce e intimidazioni a sfondo omofobico.

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Gli effetti della Brexit non sono solo economici e finanziari. A quasi quindici giorni dal referendum storico, sono gli stessi protagonisti politici ad essere stati falcidiati per primi. Il primo ministro Cameron ha rassegnato le dimissioni, il suo principale oppositore, leader della Brexit, Boris Johnson si è dimesso spontaneamente dopo che il suo collega di partito Gove lo ha praticamente pugnalato alle spalle. Il leader del Ukip, il partito indipendentista britannico, Nigel Farage, si è dimesso lunedì scorso creando una situazione paradossale in cui i fautori della Brexit sono scomparsi dopo aver vinto il referendum. Ma è nel partito Labour che ora si concentrano le guerre intestine più pericolose, quello guidato da Jeremy Corbyn, un leader amatissimo dagli elettori di sinistra ma completamente sgradito ai parlamentari Labour di deriva Blairista (come se i parlamentari fossero tutti renziani e si trovassero davanti un leader della minoranza di sinistra) . La settimana scorsa, visto i risultati del referendum, i parlamentari hanno accusato Corbyn di non aver fatto abbastanza per impedire la Brexit, mettendo ai voti una mozione di sfiducia per il loro leader. Corbyn ha risposto loro a muso duro dicendo che lui ha seguito le indicazioni dell’elettorato Labour da sempre euroscettico, e che non ha alcuna intenzione di dimettersi.

A questo punto entrano due fatti importanti. Il primo è l’ex ministro ombra Angela Eagle, lesbica dichiarata, che si è detta pronta a contendere a Corbyn la leadership del partito nel caso si vada a nuovo congresso. Il secondo è che proprio in questi giorni viene rilasciato un report sulle false comunicazioni di Tony Blair al paese, che portarono all’entrata in guerra in Iraq con migliaia di vittime britanniche. Ora, sarà una coincidenza, ma il report della relativa commissione parlamentare viene rilasciato in questi giorni e va a indebolire non solo la posizione di Tony Blair che potrebbe essere indagato per le sue azioni politiche, ma indebolisce anche tutti i parlamentari Labour che si rifanno alla sua corrente e che vedono come un ostacolo la leadership di Corbyn.

 

L’entrata in scena della candidatura Eagle potrebbe essere il punto di non ritorno per un partito che rischia di pagare più di tutti i risultati della Brexit: come se non bastasse sia la Eagle che Ben Bradshaw, entrambi labouristi e dichiaratamente gay, hanno ricevuto insulti, intimidazioni omofobiche e minacce di morte. La Eagle in particolare è stata attaccata dai membri di Momentum, un movimento pro-Corbyn, che l’hanno insultata ad un meeting. A rivelarlo è il ministro Tessa Jowell che afferma: “Ho parlato con Angela riguardo a quel meeting, ha dovuto affrontare i peggiori insulti omofobici. Tutti i membri del suo staff, per colpa dei ‘Momentum’, affrontano ogni giorno paura e intimidazioni: hanno paura perfino di recarsi a lavoro”. 

Queste aggressioni, finora per fortuna solamente verbali, si inseriscono in un “clima del terrore” che sta attraversando Londra: la polizia parla di un incremento del 75% dei crimini legati all’odio dopo l’esito del referendum.

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