Polonia, il presidente Andrzej Duda vuole istituire il divieto di ‘propaganda gay’

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La Polonia come la Russia. Si pensa ad una legge contro la 'propaganda gay'.

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La Polonia come la tristemente omofoba Russia di Vladimir Putin.

Il 46enne presidente della Repubblica Andrzej Duda ha annunciato dalle pagine del quotidiano Nasz Dziennik che sta “seriamente” prendendo in considerazione l’ipotesi di una legge contro la “propaganda omosessuale” nelle scuole e nelle organizzazioni di scouting.

“Penso che questo tipo di propaganda non dovrebbe aver luogo nelle scuole, che debba essere costantemente contrastata”. “Se una tale legge sarà realizzata e scritta bene, non escludo di affrontarla seriamente”.

Se una tale legge fosse presentata, sarebbe probabilmente simile a quella attualmente in vigore in Russia, che vieta la “propaganda gay”. Lo scopo dichiarato della legge russa è quello di proteggere i bambini dall’essere esposti alla “omonormatività”, in quanto contraddice i “valori tradizionali della famiglia”, ma la realtà è un’altra e si chiama semplicemente ‘censura’. In Russia sono vietati i Pride pubblici, così come qualsiasi tipo di ‘effusione’ al di fuori delle proprie abitazioni.

In Polonia il caso “propaganda gay” è esploso dopo che un certo numero di scuole hanno organizzato un evento chiamato “Rainbow Friday”, il mese scorso. Un progetto pensato per promuovere l’accettazione LGBT+ nelle scuole, immediatamente criticato e censurato dal Governo. Il ministro dell’istruzione, Anna Zalewska, ha letteralmente minacciato i dirigenti scolastici, annunciando “conseguenze”. Il dibattito si è ulteriormente infiammato dopo che la Polish Scouting Association ha dichiarato di sostenere la comunità LGBT +.

Un sondaggio del 2014 ha rilevato che il 70% dei polacchi ritiene che il sesso gay sia “moralmente inaccettabile”. La Polonia è non a caso al 38 ° posto tra i 49 paesi europei per quanto riguarda i diritti LGBT. Nel luglio scorso il ministro degli interni Joachim Brudziński ha detto alla polizia di perseguire le persone LGBT +, accusandole di aver “profanato” lo stemma polacco perché esibito su una bandiera arcobaleno nel corso di un Pride.

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