Indonesia, estrema destra anti-LGBTI+ verso la vittoria, chi è Prabowo Subianto leader di Gerindra

Congedato con disonore dall’esercito per sospette violazioni dei diritti umani, esiliato e addirittura bandito dagli Stati Uniti per diversi anni: chi è Prabowo Subianto, probabile futuro leader dell'Indonesia?

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Più di 204 milioni di cittadini indonesiani sono stati chiamati al voto ieri al fine di eleggere il nuovo presidente, rinnovare il Parlamento e le amministrazioni locali.

Con il conteggio dei voti che si protrarrà per diverse settimane e i risultati ufficiali attesi non prima del 20 marzo, si profila già però l’ascesa al potere di Prabowo Subianto, ex Ministro della Difesa del presidente uscente Joko Widodo e a capo del partito conservatore di estrema destra e dichiaratamente anti-LGBTQIA+ Gerindra. 

Congedato con disonore dall’esercito per sospette violazioni dei diritti umani, esiliato e addirittura bandito dagli Stati Uniti per diversi anni,  Subianto si prepara quindi a prendere le redini della democrazia a maggioranza mussulmana più popolosa al mondo.

Una figura estremamente controversa, oggi riabilitata agli occhi dei 270 milioni di cittadini indonesiani e pronta ad “mettere insieme un governo composto solo dai migliori figli e figlie dell’Indonesia”.

Quali saranno quindi le implicazioni in ambito di diritti umani – e in particolare per la comunità LGBTQIA+?

Chi è Prabowo Subianto

Proveniente da una ricca famiglia dell’élite politica indonesiana e genero del sanguinario ex-presidente Haji Mohammad Suharto, l’oggi settantaduenne Prabowo Subianto è conosciuto a livello internazionale principalmente per il suo coinvolgimento nell’operazione Mapenduma del 1996.

In qualità di comandante delle forze speciali indonesiane (Kopassus), Prabowo guidò l’operazione che mirava al rilascio di ostaggi dalle mani dei separatisti, macchiata però da gravi accuse di violazioni dei diritti umani, tra cui il rapimento e l’uccisione di alcuni attivisti pacifici, e la tragica perdita di vite umane anche tra i civili.

Durante la campagna elettorale del 2014 e del 2019, Subianto non ha nascosto le proprie posizioni estremiste e le proprie simpatie verso alcuni gruppi religiosi integralisti islamici, dichiarando più volte di essere un convinto nazionalista e promotore dei valori tradizionali indonesiani.

In anni recenti le sue posizioni sembrano però essersi leggermente calmierate, anche a seguito delle due sconfitte elettorali consecutive contro il presidente uscente – Joko Widodo – di cui Prabowo è stato ministro della difesa.

Un ruolo che ha spianato la strada all’ex militare – fornendogli un’ampia piattaforma per riabilitarsi agli occhi della popolazione e della comunità internazionale. Il precedente ban all’ingresso negli Stati Uniti, scaduto nel 2020, non è infatti stato rinnovato.

Si arriva quindi alla surreale campagna elettorale del 2023, volta a reinventare l’immagine di un ex militare dal passato controverso in quella di un affabile e caciarone nonnino amante dei gatti. Una mossa evidentemente riuscita: il suo account Instagram conta infatti oltre 11 milioni di followers, di cui la maggior parte sono giovani millennials e Gen Z.

 

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Gerindra è un partito dichiaratamente anti-LGBTQIA+

Nel contesto politico indonesiano, fortemente influenzato da valori e principi di matrice islamica, nessun partito politico assume una posizione nettamente favorevole nei confronti dei diritti LGBTQIA+ – che negli ultimi decenni hanno visto un lento ma costante deterioramento.

Nonostante non esistano leggi che criminalizzano espressamente l’omosessualità (ad eccezione delle province che applicano la legge islamica),  si è osservato un aumento della retorica e delle azioni anti-LGBTQIA+ da parte di politici, gruppi religiosi e parti della società civile.

Un ambiente ostile manifestatosi inizialmente attraverso raid in locali notturni, arresti  per “violazioni della decenza”, il blocco di eventi a sfondo queer, e diverse iniziative legislative volte a limitare la libertà e la visibilità della comunità LGBTQIA+ indonesiana. 

Nel 2016, una serie di dichiarazioni pubbliche denigratorie nei confronti delle minoranze sessuali da parte di funzionari governativi hanno contribuito a legittimare l’intolleranza e la discriminazione, determinando un picco di episodi di violenza all’interno del paese in un trend che dura ancora oggi.

La situazione sembra destinata a peggiorare con l’insediamento di Gerindra, partito di estrema destra del Movimento della Grande Indonesia di cui Subianto è leader – che segue una linea marcatamente populista e nazionalista e punta a guadagnare il consenso delle classi medio povere anche attraverso il rafforzamento dei valori tradizionali indonesiani (oltre il 90% della popolazione si mostra ostile all’avanzamento dei diritti LGBTQIA+).

Nel novembre del 2019, il vicepresidente Fadli Zon ha infatti espressamente comunicato la ferma opposizione del partito Gerindra nei confronti dei diritti LGBTQIA+. Tale posizione non è stata oggetto di smentita da parte di Prabowo Subianto nel corso dell’ultima campagna elettorale, il quale ha inoltre declinato l’invito a compilare il questionario proposto da Human Rights Watch riguardante le sue posizioni in materia di diritti umani.

Tramite il suo account X, Gerindra ha più volte espresso sostegno a iniziative volte a limitare campagne di sensibilizzazione ed iniziative educative a tematica LGBTQIA+ sia nella società che nel sistema scolastico, avvalendosi della collaborazione di leader religiosi e specialisti del settore sanitario.

In ambito di politica estera, Prabowo ha inoltre manifestato l’intenzione di rafforzare i legami diplomatici con l’omofoba Cina, proponendo al contempo una maggiore distanza dalle nazioni occidentali e dai loro valori.

Insomma, prospettive poco rosee per risultati elettorali che potrebbero influenzare gli equilibri globali. L’esito è sotto stretta osservazione di potenze mondiali come la Cina e gli Stati Uniti, sottolineando non solo l’importanza economica del paese, dovuta in particolare alle sue vaste riserve di nichel – un elemento chiave nello sviluppo dei veicoli elettrici di nuova generazione – ma anche il suo crescente peso politico sullo scenario internazionale.

Con il suo ruolo in ascesa all’interno del Sud globale e come voce attiva nel G20, l’Indonesia si posiziona come un attore strategico nelle dinamiche globali, le cui scelte politiche interne sono destinate a influenzare equilibri e alleanze ben oltre i suoi confini.

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