Sex Workers 2012: calendario trans presentato da Don Gallo

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Realizzato dall'associazione Princesa, dalla Comunità San Benedetto e dalla Casa di Quartiere Ghettup, il calendario dà un messaggio molto chiaro: "Sapremmo far tutto, se ce lo permettessero".

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Un calendario per dimostrare che le trans "sapremmo far di tutto, se ci permettessero di farlo", come recita lo slogan che lo accompagna che altro non è che una frase pronunciata per caso dalla presidente dell’associazione genovese Princesa, Rossella Bianchi. E chi altri avrebbe potuto essere il partner ideale per un calendario del genere se non Don Gallo, fondatore della comunità di San Benedetto al Porto, da sempre vicino all’associazione, ma alle trans in generale, "prete da marciapiede" come lui stesso si definisce, che lo scorso agosto ha ricevuto il premio Personaggio Gay dell’anno assegnato proprio da Gay.it.

Presentato oggi pomeriggio presso il Palazzo Ducale di Genova e realizzato anche con il contributo della Casa di Quartiere Ghettup, il calendario Transgender Sex-workers 2012 ritrae ritrae 12 trans intente a fare lavori comuni, proprio quelli che sono stati loro negati in quanto trans. Ritratte tra le mura domestiche o in mezzo ai carruggi genovesi, per il 2012 le trans di Princesa si sono improvvisate cuoche, manager, sarte, cantanti, parrucchiere, bariste, segretarie e perfino pittirci.

Alla presentazione ha partecipato anche Don Gallo, oltre a Rossella Bianchi, la fotografa Maddalena Bartolini che ha scattato le immagini e collabora con Ghettup, e il portavoce di San Benedetto Domenico Chionetti.

Un messaggio contro la discriminazione e l’indifferenza, contro il muro di ipocrsia che circonda le sex workers, trasgender e non solo.

Si chiamano Anna, Sara, Puffetta, Ulla, Sandra, Roberta, Liza, Ursula, Monica, Rossella, Regina e negli scatti di cui sono protagoniste non interpretano "il lavoro dei loro sogni – spiega la fotografa – ma quello che sentono più vicino alla loro indole. La maggiorparte hanno più di 40 anni e non vogliono cambiare lavoro. Ma le più giovani vorrebbero e devono avere l’opportunità di farlo". "Da quelle foto, mentre posano dietro il bancone di un bar o in un negozio – spiega Don Gallo – affiora tutta l’ipocrisia di una città che denota ancora mancanza di attenzione nei loro confronti. L’unico tema che ci sta a cuore è la persona umana: che sia disoccupato, trans o detenuto non importa nulla".

"Per le giovani sex workers in cerca di un lavoro diverso – continua il sacerdote – la crisi economica e i pregiudizi spesso impediscono di trovare valide alternative e chi invece vive da decenni di sesso a pagamento dovrebbe essere rispettata nella sua scelta di autodeterminazione perché – conclude – la prostituzione è reato quando c’è sfruttamento. Perché colpire sempre le lavoratrici e non i clienti? Noi vogliamo difendere i loro diritti con la Costituzione in mano". 

Non è la prima volta che Don Gallo è testimonial di un calendario realizzato dalle trans di Princesa. Nel 2008, in occasione della presentazione del calendario 2009, oltre a ricevere le critiche di vari vaticanisti, venne minacciato di "vergate bene assestate", ne vene chiesta la scomunica e addirittura la deportazione a Guantanamo.

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