Unioni civili e adozioni gay: ne parla il parlamento cubano

Mariela Castro, figlia di Raul e nipote di Fidel, ha fatto sapere che il parlamento dell’Isola studierà la possibilità di approvare unioni gay e adozioni, con il benestare del presidente.

La nipote di Fidel Castro e figlia dell’attuale presidente cubano Raul, Mariela Castro Espin che dirige il Centro cubano di educazione sessuale (Cenesex) ed ha da molto tempo manifestato la sua vicinanza alla comunità lgbt, ha dichiarato che il parlamento cubano studierà la possibilità di legalizzare le unioni civili tra persone dello stesso sesso e di legittimare le adozioni per coppie gay e lesbiche. Il Cenesex chiede che venga introdotto un nuovo testo "per legittimare i diritti degli omosessuali", ha detto la nipote di Fidel in un intervento all’Avana sulla prevenzione nella lotta contro l’Aids. Mariela Castro, 47 anni, ha inoltre assicurato che questa sua iniziativa ha l’appoggio di suo padre.

Ricordiamo che è all’impegno di Mirela e del suo Cenesex che si devono i notevoli progressi nella politica ocntro l’omofobia fatti dalla piccola isola caraibica negli ultimi anni. La prima operazione esclusivamente cubana per il cambio di sesso risale al 1988 e sono 19 adesso le trans in attesa di poter subire l’intervento per la riassegnazione del sesso, mentre il 14 giugno dello scorso anno si è svolto il Gay Pride sulla spiaggia con il finanziamento del governo e ogni anno a maggio si celebra la giornata nazionale contro l’omofobia. Sono progressi non indifferenti per uno stato in cui, negli anni ’60 e ’70 gli omosessuali venivano inviati nei cosiddetti "campi di riabilitazione".

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