Violenze antigay: la Curia bolognese condanna ma…

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Generica condanna di circostanza sugli atti violenti, ma per la Curia di Bologna la violenza e la “trasgressione” sarebbero imparentate. Lo Giudice: Curia ambigua.

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BOLOGNA – Va a finire che, tutto sommato, quella violenta aggressione a sprangate quei due “trasgressori” omosessuali un po’ se la sono un po’ cercata. Dopo il pestaggio omofobo dei due ragazzi gay vicino al cassero Monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliario di Bologna, non solo perde una buona occasione per prendere le distanze e condannare senza se e senza ma le violenze a sfondo d’odio contro gli omosessuali, ma si avventura anche in sdrucciolosi collegamenti tra aggrediti e aggressori le cui implicazioni non possiamo non definire aberranti. Luca G., 23 anni, e Vincenzo M., 26, sono ancora sotto shock per il violento attacco omofobo da loro subito pochi giorni fa, quando tre delinquenti li hanno prima presi a insulti e poi picchiati con una spranga di ferro dopo averli visti camminare per i fatti loro a braccetto.
Un esponente della Chiesa locale, monsignor Ernesto Vecchi, interpellato dal quotidiano la Repubblica dice che «Gli atti violenti sono sempre da deprecare. I problemi non si possono risolvere con l´insulto e l´aggressione», poi si mette a parlare di «tutti i problemi della nostra società che da un lato spinge alla trasgressione, dall’altro non offre gli strumenti per raggiungere la padronanza e il dominio di sé», aggiungendo che «L´omosessualità è un argomento complesso che sarebbe sbagliato discutere qui. Dico che la violenza e la trasgressione sono cugine». Teoria a dir poco discutibile, che crea uno strano e inquietante collegamento tra l’orientamento sessuale dei due ragazzi e la violenza che hanno subito. Sembra quasi suggerire che se i due avessero avuto “maggiore padronanza e dominio di sé” e non avessero “trasgredito” forse forse le botte non le avrebbero prese. La violenza che hanno subito e la “trasgressione” che i due rappresentano per il prelato sarebbero “cugine”.
«È come se di fronte ad un sacerdote cattolico preso a sprangate qualcuno commentasse dicendo che certo, le aggressioni sono sempre da condannare, ma la violenza è cugina del fanatismo religioso», commenta Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay. «Le parole di monsignor Vecchi, assimilano in modo ambiguo aggressori ed aggrediti. – continua Lo Giudice – Le gerarchie cattoliche sono storicamente responsabili di persecuzioni compiute nei secoli contro le persone omosessuali, e ancora oggi mai le senti pronunciare una parola chiara contro le violenze subite da gay e lesbiche. Le affermazioni di monsignor Vecchi suonano come un’attenuante all’aggressione: ci indigna e ci preoccupa che questa sia la posizione della curia bolognese.»
(Roberto Taddeucci)

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