I PRIMI 10 FILM GAY DEL 2007

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Da Von Trier ad Hytner, un inizio di 2007 molto gay. Da non perdere il lesbico ‘Diario di uno scandalo’, il bisex ‘Correndo con le forbici in mano’...

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Non sembra affatto male, da un punto di vista cinematografico gay, questo inizio d’anno nuovo. Molti titoli abbastanza vari (commedie contemporanee, drammi ‘vintage’, documentari) con garanzie d’autore davvero succulente – Von Trier, Frears, il nostro Ozpetek – per un’agenda invernal/primaverile fitta fitta che culminerà nell’imperdibile Togay di aprile (19-27), pare straordinariamente ricco (e molto stabile, al contrario del Torino Film Festival purtroppo al collasso dopo la rinuncia di Moretti). Ecco i primi dieci titoli queer del 2007, in rigoroso ordine cronologico:
IL GRANDE CAPO
di Lars Von Trier – 5 gennaio

Si parte alla grande con un’esilarante commedia degli equivoci (la prima nell’eclettica carriera del grande regista danese) ambientata nel mondo del lavoro, precisamente in un’asettica azienda informatica sull’orlo del baratro. Il proprietario disperato ingaggia un attore, Kristoffer (lo straordinario Jens Albinus di Idioti), che possa impersonare il ruolo del temuto capo per togliersi d’impiccio. Mentre i dipendenti si fanno le idee più strane sul misterioso boss – un’impiegata crede che sia gay – Kristoffer si rende conto di essere finito in un pericoloso gioco molto più grande di lui. Già cult la battuta di Lise (l’ottima Iben Hjejle di Mifune) prima di essere posseduta da Kristoffer: «Mica ti confonderai… io ho due buchi!». Due curiosità: la fotografia è firmata Automavision, un innovativo sistema computerizzato che sceglie il tipo di inquadratura, e all’interno del film ci sono alcuni Lookeys, alcune immagini ‘rebus’ che non c’entrano col film: se si risolve l’enigma si vincono 30.000 corone (circa 4.000 euro) e una comparsata nel prossimo film di Lars, l’horror Antichrist.
INFAMOUS – UNA PESSIMA REPUTAZIONE
di Douglas McGrath – 12 gennaio

L’altro ‘Capote’, presentato con successo a Venezia, dalla trama fotocopia rispetto al dramma di Bennett Miller (ma senza volontà di plagio: è stato girato praticamente in contemporanea) con alcune rilevanti differenze: innanzitutto l’interprete, il minuto Toby Jones che accentua infantilismi e stravaganze dello scrittore americano, e tutta una prima parte incentrata sulle importanti frequentazioni dell’alta società (le cosiddette ‘socialite’ che Capote chiamava ‘swans’, ossia ‘cigni’) praticamente mancanti nell’altro film. La ricostruzione della genesi del romanzo A sangue freddo sul luogo del pluriomicidio della famiglia Clutter è invece molto simile. «Non mi ha interessato la storia di uno scrittore gay che da New York va in Kansas per scrivere un reportage su un orribile crimine» spiega il regista. «Quello che mi ha affascinato è che Truman Capote era un scrittore gay confidente dell’alta società di New York ed è andato in Kansas per scrivere di ‘quel’ crimine». Cast sbalorditivo: Sigourney Weaver, Gwyneth Paltrow, Sandra Bullock, Daniel Craig e Isabella Rossellini nel ruolo di Marella Agnelli.
MANUALE D’AMORE – CAPITOLI SUCCESSIVI
di Giovanni Veronesi – 19 febbraio

Il seguito del fortunato successo di cassetta del 2005 (15 milioni di euro) ma nuovi attori e storie attualizzate. Anche qui quattro episodi, uno dei quali è gay: in Il matrimonio una coppia omo formata da Filippo e Fosco, un tecnico di laboratorio e un bancario (Antonio Albanese e Sergio Rubini) decide di andare in Spagna per potersi sposare. Varie polemiche durante la realizzazione: il vescovo di Lecce, monsignor Ruppi, si è lamentato perché si girava nei pressi del Duomo una storia gay. La promozione del film punta invece su una bollente scena di sesso su sedia a rotelle tra il paziente Riccardo Scamarcio e l’infermiera fisioterapista Monica Bellucci nell’episodio L’eros.
DIARIO DI UNO SCANDALO
di Richard Eyre – inizio marzo
Già si parla di Oscar per la sorprendente interpretazione di Judi Dench (intanto è arrivata la nomination ai Golden Globes) nel ruolo di Barbara Covett, un’insegnante solitaria in una cadente scuola secondaria londinese, che s’invaghisce e diventa confidente della nuova collega di arte, la sposata Sheba (Kate Blanchett) ma quando quest’ultima si lega a uno dei suoi giovani studentelli, l’anziana gelosa si mette a tramare una sofisticata vendetta. Si preannunciano duetti esplosivi tra due attrici di razza, complice l’insinuante musica di Philip Glass. Tratto dal romanzo di Zoe Heller La donna dello scandalo (Bompiani). È l’unico film lesbico di questo inizio d’anno.
CORRENDO CON LE FORBICI IN MANO
di Ryan Murphy – 2 marzo

Un tuffo nelle sbrindellate eccentricità degli anni ’70 attraverso l’omonima autobiografia dello scrittore gay quarantunenne Augusten Burroughs, definito da Entertainment Weekly una delle quindici persone più divertenti negli Usa. Questo suo bestseller, Running With Scissors, è stato per due anni e mezzo consecutivi sul New York Times nella lista dei libri più venduti. Si racconta, con sarcastico disincanto, dell’allucinante infanzia di Burroughs, oppresso dalla nevrotica madre bisex Deirdre (Annette Bening), separata dal marito alcolizzato Norman (Alec Baldwin) e costantemente depressa perché non riesce a diventare famosa come poetessa. Augusten viene cresciuto nella casa del dottor Finch, un bizzarro psichiatra che vive in una casa colma di rifiuti con una strana famiglia allargata. Mentre sogna di lavorare come parrucchiere per l’allora celebre Vidal Sassoon, il protagonista viene iniziato al sesso dal figlio adottivo Neil (Joseph Fiennes). Dirige il regista e sceneggiatore di Nip/Tuck Ryan Murphy.
SATURNO CONTRO
di Ferzan Ozpetek – 2 marzo
L’atteso ritorno dell’appassionato regista italo-turco…
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SATURNO CONTRO
di Ferzan Ozpetek – 2 marzo
L’atteso ritorno dell’appassionato regista italo-turco con una commedia corale su un gruppo di amici borghesi tra i trenta e i quarant’anni: una coppia etero formata da una psicanalista e un bancario (Buy e Accorsi), uno scrittore gay specializzato in fiabe (Pierfrancesco Favino), una fiorista inquieta (Isabella Ferrari), un’infermiera premurosa (Milena Vukotic). Grande scommessa di Ozpetek: puntare su un’inedita Ambra Angiolini cinematografica. Già cult un passaggio dei dialoghi: «Sei gay anche tu?» «No, io sono frocio».
BREAKFAST ON PLUTO
di Neil Jordan – marzo/aprile
Continuamente rimandato dopo essere apparso a Da Sodoma a Hollywood, dovrebbe finalmente uscire nelle sale per Fandango questa fiaba molto glitter sull’anticonformista Patrick Braden detto ‘Kitten’, un travestito irlandese abbandonato da piccolo davanti alla casa del parroco e in cerca della madre naturale in una Londra travolta da lustrini e paillettes in piena febbre glam-rock. Eccezionale interpretazione dell’androgino Cyllian Murphy di Il vento che accarezza l’erba e memorabili costumi dell’impronunciabile Eimer Ni Mhaoldomhnaigh. Curiosi inserti surreali, tra cui alcuni uccellini parlanti, e un’atmosfera seventy molto musicarella.
MA LA SPAGNA NON ERA CATTOLICA?
di Peter Marcias – marzo/aprile

Un’interessante docufiction di cui avevamo visto un’anticipazione alle Giornate di Cinema Omosessuale alla Mostra di Venezia. Attraverso varie interviste a cittadini italiani e un’esclusiva all’Onorevole nonché Presidente Onorario dell’Arcigay Franco Grillini, si riflette sui cambiamenti sociali avvenuti in Spagna grazie al progressista Zapatero e alla possibilità di esportare i suoi modelli in Italia. Tra i dibattiti sui Pacs e l’annunciata legiferazione sulle unioni civili, non potrebbe essere più attuale.
ANOTHER GAY MOVIE
di Todd Stephens – aprile
Una specie di Porky’s gay con spruzzate di American Pie (e citazione esplicita della scena con la torta ‘penetrata’) che pare essere molto, ma molto divertente. Andy è un diciassettenne gay follemente desideroso di perdere un’ingombrante verginità. Sua mamma, intanto, non capisce come mai carote e cetrioli spariscano in continuazione dal frigo. A scuola ha tre amici dichiaratamente omo: il biondo Jarod, fanatico di pelle e borchie, il muscoloso Griff e il cinefilo Nico traforato dai piercing. Alla festa di laurea della sessuomane Muffler tutti riescono a fare sesso tranne loro. Probabile film di chiusura del 22° Togay.
THE HISTORY BOYS
di Nicholas Hytner – maggio

Dal regista de L’oggetto del mio desiderio, una commedia inglese ambientata negli anni ’80 nel prestigioso istituto Sheffield, tradizionale anticamera per gli studenti di Oxford e Cambridge, dove rivaleggiano due professori gay: l’altero Irwin e il gioviale Hector. Intanto, lo studente ebreo Posner si innamora del rappresentante di classe Dakin che però stravede per la segretaria del preside. Tra echi de L’attimo fuggente e Maurice, un film che potrebbe lanciare nell’empireo dello star system i giovani (e bellissimi) protagonisti, Stephen Campbell Moore e Dominic Cooper. Tratto da una pièce di Alan Bennett, l’autore di Prick Up – L’importanza di essere Joe, che firma la sceneggiatura.
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