IMMAGINARIA COMPIE DIECI ANNI

Parte l’edizione 2002 del Festival di Cinema Lesbico di Bologna: in programma, il documentario di Gabriella Romano sul lesbismo in epoca fascista, con documenti d’epoca e testimonianze.

Sarà probabilmente il documentario di Gabriella Romano, "L’altro ieri" (Italia/Gran Bretagna 2001), prima opera a indagare la situazione delle lesbiche in epoca fascista, il pezzo forte del Festival di cinema lesbico Immaginaria, che festeggia quest’anno i dieci anni di attività.

Il documentario della Romano, che si avvale di materiale di propaganda fascista, di immagini tratte da film didattici americani girati in Italia durante il ventennio, rari documenti della vita quotidiana italiana, tra i pochi non sottoposti a completa censura, affronta il difficile compito di analizzare il fenomeno del lesbismo durante il fascismo, epoca in cui esso era un tabù assoluto. Spesso era interpretato come isterismo, per cui veniva curato psichiatricamente. Oppure era interpretato come segno del demonio, infatti molte donne che rifiutavano il matrimonio venivano esorcizzate. La parola "lesbica" non veniva pronunciata e la morale dell’epoca ne negava l’esistenza. Il documentario ne parla attraverso i racconti di cinque donne che descrivono quel periodo di repressione, di paura e di silenzio, rivelandoci al contempo la loro reattività e fantasia.

Oltre a "L’Altro Ieri", la programmazione della decima edizione di Immaginaria, in programma a Bologna dal 28 febbraio al 3 marzo, prevede una settantina di titoli, tra corti, medi e lungometraggi, divisi nelle categorie fiction, documentario, sperimentale e animazione, provenienti da tutto il mondo (per maggiori dettagli, clicca qui). Il Festival prevede poi dibattiti, incontri con le registe, esposizioni di arti visive, e uno spazio librario a cura della Libreria delle Donne di Bologna.

Tra impegno e arte, così, si consuma un evento riservato esclusivamente alle donne, che raccoglie il sostegno delle istituzioni e anche di qualche realtà produttiva. La decima edizione del Festival vede infatti confermati i Patrocini degli anni precedenti, con l’aggiunta di quello della Provincia di Bologna, Assessorato alla Cultura.

L’organizzazione del Festival, affidata a un gruppo di volontarie che fanno capo all’Associazione Culturale Lesbica Visibilia, ha ritenuto invece di non dover richiedere quest’anno il patrocinio del Comune di Bologna.

La grande novità dell’edizione 2001, e riconfermata quest’anno, è stata la collaborazione tra Immaginaria e Studio Universal (facente parte del grande Gruppo Internazionale Universal), canale televisivo diffuso da Stream via cavo e via satellite. Studio Universal ha istituito il Premio Speciale Immaginaria-Universal, che ha premiato "Wilma’s Sacrifice", Canada 2001, di Kat Lanteigne. Il Premio è confermato anche per la X edizione. Un grande passo avanti per la diffusione del miglior cinema a tematica lesbica sulle tv via cavo.

Gli altri Premi di Immaginaria saranno, come sempre: il Premio Speciale Immaginaria conferito da una Commissione composta dalle programmatrici del Festival al film che si è distinto per l’originalità e l’impegno del soggetto e l’innovazione del linguaggio; e l’attesissimo Premio del Pubblico, conferito dalle partecipanti, al miglior film narrativo, al miglior documentario, al miglior sperimentale e alla migliore animazione, che rende veramente elettrizzante il clima di questa competizione cinematografica.

Nelle sue dieci edizioni, Immaginaria ha presentato oltre 700 titoli. Sguardi di donne sulle donne, che si intrecciano in una dimensione sempre più internazionale. I film provengono infatti da moltissime nazioni del Nord del mondo ma anche, significativamente, e sempre più, da aree del pianeta come Medioriente, America Latina, Africa, Asia.

L’edizione dello scorso anno ha visto una straordinaria affluenza di pubblico giungendo a totalizzare oltre 5700 ingressi.

L’Associazione Culturale Lesbica Visibilia – BO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA LESBICO "IMMAGINARIA" – X edizione

28 febbraio – 3 marzo 2002

Multisala Nosadella – via Nosadella 19 – Bologna

Patrocini: Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento dello Spettacolo, Assessorato alla Cultura Regione Emilia-Romagna, Ambasciata del Canada, British Council, Assessorato alla Cultura Provincia di Bologna.

L’ingresso è riservato alle donne.

Clicca qui per il programma e la sinossi dei film.Immaginaria
10° Festival Internazionale del Cinema Lesbico
Bologna – 28 Febbraio 3 Marzo 2002
Multisala Nosadella via Nosadella, 19

Programma

Giovedì 28 febbraio
Serata Inaugurale
ore 19.00 Buffet
ore 21.00 Presentazione del Festival
e proiezione di un film a sorpresa.
venerdì 1 marzo
ore 12.00 – 24.00 Proiezioni sala 1 sala 2
sabato 2 marzo
ore 12.00 – 24.00 Proiezioni sala 1 sala 2

sabato 2 marzo
ore 23.00
GRANDE FESTA IMMAGINARIA
discoteca Millennium
Via Riva di Reno 77/a
Bologna (centro)

domenica 3 marzo
ore 12.00 -18. 00 Proiezioni sala 1 sala 2

ore 18.30 Premiazione dei film vincitori
Premio del Pubblico
Premio Speciale Immaginaria
Premio Speciale
Immaginaria – Studio Universal
Proiezione dei film vincitori.
Saranno presenti al Festival alcune registe dei film in concorso.

MOSTRA DI ARTI VISIVE – LE ALTRE ARTI
Rivkah Hetherington "Le vagine in mostra" (voci dal bozzolo)
Petra Bialas "Quando le dee erano donne, le donne erano dee"
Stefania de Vincentis fotografia
Loredana Zordan, bassorilievi
Ivana Puljic, "Batik" –
Mara Segal "havaianas"

N.B.
Il programma della serata inaugurale
e la programmazione cinematografica sono in via di definizione.
Consultate il nostro sito www2.comune.bologna.it/bologna/assclv
per aggiornamenti e novità.

I FILM

Narrativi
Bananatits di Lysbeth Lynghøft -Danimarca 2000 – 5′
Cocktails and Appetizers di Michelle Citron –Stati Uniti 200 -13′
In The Red di Lucy Weismann – Stati Uniti 2001 – 4′
Interviews with My Next Girlfriend di Cassandra Nicolaou -Canada 2001-13′
Lez Be Friend di Lisa Hayes – Canada 2000 – 13′
Nine Days di Gala Magriña – Stati Uniti 2000 – 13’20"
Open Studio di Barbara Ryersen – Stati Uniti 2000 – 14′ 47"
Pineapple di Karen Lye – Canada 2001 – 9′
Trigger Happy di Laurie Schmidt – Stati Uniti 2001 – 7’24"
Watching di Joan Beveridge – Regno Unito 2000 -1’20"
Desi’s Looking for a New Girl di Mary Guzmàn – Stati Uniti 2000 – 72′
Family Pack di Chris Vander Stappen – Francia 2000 – 98′
Fish and Elephant di Li Yu Cina 2000 106′
Love Juice di Shindo Kaze – Giappone 2000 – 78′
Unknown Friend di Anne Høegh Krohn – Norvegia/Germania 1999 – 83′
17 ½ di Monica Lee – Cina (Hong Kong) 1999 – 23′
Atomic Sakè di Louise Archambault – Canada 1999 – 33′
Cut di Sarah Turner – Regno Unito 1999 – 18′
Girl Drama di Zena Biielewicz – Canada 2001 – 24′
The Green Hour di Nicole Kassell – Stati Uniti 2001 – 24′ 30"
Martirio di Claudia Morgado Escanilla – Canada 2000- 19′
Ochtend liefde in 4 aktes di Kim Wyns – Belgio 2001 – 15′
Passengers di Francine Zuckermann e Paula Fleck – Canada 2000 – 15′
Rebel Rebel di Betsy Burke – Stati Uniti 2000 – 14′ 47"
The Strawberryharvest di Lisbeth Lynghøft Regno Unito 2001 25′
Wonderland di Heather F. Douglas – Canada 2000 – 16′
Kehrwoche di Kerstin Ahlrichs – Germania 2000 – 10′

Documentari
Blissfully Ignorant di Kelly O’Brien – Canada 2000 – 6′
Faces of New York di Monica Madrisan – Italia 2001 – 12′
Suck di Kelly O’Brien – Canada 2000 – 4′
The Walnut Tree di Elida Schogt – Canada 2000 – 11′
The Edge of Each Other’s Battles. The Vision of Audre Lorde di Jennifer Abod – Stati Uniti 2000 – 90′
Gaea Girls di Kim Longinotto e Jano Williams – Regno Unito 2000 – 106′
My Babushka: Searching Ukrainian Identities di Barbara Hammer Stati Uniti 2002 – 53′
Out: The Making of A Revolutionary di Rhonda Collins e Sonja De Vries – Stati Uniti 2000 – 60′
Youth Outloud! di Katy Hines e Rebecca Burklee – Stati Uniti 2000 – 50′
A’ la decouverte de Mama Cash di Evelyne Rochedereux e Raymonde Girard – Francia 2001 – 27′
Grrrlyshow di Kara Herold – Stati Uniti 2001 – 19′
It’a A Boy di Marla Leech – Stati Uniti 2001 – 30′ 30"
L’altro ieri di Gabriella Romano – Italia/Regno Unito 2001 – 22′
Lesbians Behaving Badly di Kerry McKibben – Regno Unito 2001 – 46′ 41"
Lesbians Go Mad in Lesbos di Gabi Kent – Regno Unito 2000 – 48′ 20"
Nuestra Salud: Violencia domestica diSusan Newman e Teresa Cuadra – Stati Uniti 1999 – 18′
Nuestra Salud: Mi droga preferida di Susan Newman e Teresa Cuadra – Stati Uniti 2000 – 37′
Sweet Boy di Karen Everett – Stati Uniti 2001 – 30′
Women of Color in the Martial Arts and Self Defence di Aarin Burch – Stati Uniti 1999 – 17′ 30"

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Sperimentali
Back To Misery di Heidi Mau – Canada 2001 – 4’15"
Bon Bon di Allyson Mitchell e Lex Vaughn -Canada 2001- 3′
The Basement Girl di Midi Onodera – Canada 2000 – 12′
Dear Joan di Stephanie Gray – Stati Uniti 1999 – 3′ 05"
Evocationes di Alejandra Borja – Spagna 2001 – 8′
Intersextion di Alma Sophia – Stati Uniti 2001 – 11′
Lez-be-eet di Tamar Eylon – Canada 2000 – 2′ 2"
RU? di Margaret Moores e Almerinda Travassos- Canada 2001- 2′

Come si arriva al Festival
Dalla stazione: tutti gli autobus per p. MaIpighi o per via Ugo Bassi (sono moltissimi), poi una breve passegiata fino in via Nosadella. Per chi arriva in auto, incombe il problema del parcheggio. Il più vicino è quello di Porta Saragozza, ma è a pagamento.
II Comune di Bologna (Ufficio Relazioni con il Pubblico, in p.zza Maggiore) e l’ATC (l’Azienda Trasporti, con ufficio al pubblico nel piazzale della Stazione) distribuiscono le cartine in cui sono segnalati tutti i parcheggi di Bologna, a pagamento e gratuiti. Sono cartine ben fatte e molto pratiche e consigliamo a tutte le automunite di procurarsene una.

PER INFO:
Associazione Culturale Lesbica Visibilia
Ufficio Festival Tel-Fax 051 6494276
e-mail [email protected]
http://www2.comune.bologna.it/bologna/assclv
http://www.visibiliafeste.supereva.it

0 FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CINEMA LESBICO IMMAGINARIA
28 febbraio 3 marzo 2002
Multisala Nosadella Via Nosadella, 19 Bologna

Sinossi e titoli di alcuni film in programmazione

L’ ALTRO IERI
documentario in concorso
Italia/Gran Bretagna 2001
regia: Gabriella Romano
sceneggiatura: Gabriella Romano
durata: 22′

In Italia il fascismo valorizzava la donna solo in funzione del suo ruolo di madre. Il lesbismo era un tabù assoluto. Spesso era interpretato come isterismo, per cui veniva curato psichiatricamente. Era interpretato anche come segno del demonio, infatti molte donne che rifiutavano il matrimonio venivano esorcizzate. La parola "lesbica" non veniva pronunciata e la morale dell’epoca ne negava l’esistenza. Cinque donne descrivono quel periodo di repressione, di paura e di silenzio, rivelandoci al contempo la loro reattività e fantasia. Esse si identificavano con i personaggi maschili della letteratura dell’epoca per dar corpo alle loro aspirazioni, ai loro sogni e ai loro desideri inconfessati. Il documentario si avvale di materiale di propaganda fascista, di immagini tratte da film didattici americani girati in Italia durante il ventennio, rari documenti della vita quotidiana italiana, tra i pochi non sottoposti a completa censura.
Gabriella Romano
Nata a Torino nel 1960, ha lavorato in Italia come giornalista per la Gazzetta del Popolo, RAI Radio 3 e varie riviste. Dal 1987 vive a Londra dove lavora nel campo della produzione, ricerca e regia televisiva. Tra i suoi lavori: "A Son of the Desert" per la BBC 2, del 1990; "Lesbian Health Matters" del 1994, Menzione Speciale al Concorso indetto dall’Ordine dei Medici Britannici nel 1996 e presentato a Immaginaria; "Pazza d’azzurro", diretto e prodotto nel 1996, Premio del Pubblico per la categoria documentari a Immaginaria e Menzione Speciale al Festival del Cinema Gay e Lesbico di Milano.

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MY BABUSHKA: SEARCHING UKRAINIAN IDENTITIES
documentario in concorso
LA MIA BABUSHKA: ALLA RICERCA DI IDENTITA’ UCRAINE
Stati Uniti 2001
regia: Barbara Hammer
sceneggiatura: Barbara Hammer
durata: 53′
Iniziato come un viaggio personale alla ricerca delle proprie radici familiari, My Babushka assume le caratteristiche del grande diario di viaggio. Hammer si reca in Ucraina, in ex Unione Sovietica, per raccogliere informazioni sui suoi nonni materni, entrambi nati all’inizio del secolo nei pressi dello stesso villaggio. Mentre esplora la sua storia e identità, scopre un paese che si sta aprendo ad una molteplicità di identità e a culture diverse. Allargando il suo campo di indagine, scopre che gli ucraini dimostrano una sorprendente varietà di opinioni sul femminismo, l’omofobia, l’antisemitismo e i diritti umani…

Barbara Hammer
Nata a Hollywood nel 1935, è considerata una delle registe più importanti del cinema lesbico indipendente (per un profilo dell’Autrice vedi Catalogo 1998, pp.61-67). Impossibile segnalare la sua enorme filmografia, oltre 75 titoli, che comprende opere capitali per la storia del cinema lesbico. Il suo contributo alla storia e all’identità lesbica è fondamentale. Ospite a Immaginaria nel 1998, il Festival ha tributato ad Hammer più di una restrospettiva e continua a proiettare le sue opere più recenti (vedi anche Catalogo 2001 per il sua penultima opera "History Lessons".

OUT: THE MAKING OF A REVOLUTIONARY
documentario in concorso
FUORI: L’ AZIONE DI UNA RIVOLUZIONARIA
Stati Uniti 2000
regia: Rhonda Collins – Sonja de Vries
durata: 59′

Nel 1985 l’attivista Laura Whitehorn, lesbica dichiarata, fu giudicata colpevole di attentato dinamitardo al Capitol Building e accusata di "cospirare attraverso mezzi violenti e illegali contro il governo degli Stati Uniti d’America". "Out" è la storia di questa donna coraggiosa e delle battaglie del nostro tempo contro le ingiustizie di classe, di razza e di genere. Cresciuta in ambiente ebreo liberale, diventa una radicale di sinistra nei tumultuosi anni Sessanta, ed è condannata a 20 anni di prigione nel 1985. Trascorre in carcere 14 anni. "Chi ignora l’esistenza di prigionieri politici in questo paese – afferma Howard Zinn, autorevole storico americano – rimarrà amaramente colpito da questo film".

Sonja de Vries
Giornalista e fotografa, nel 1993 de Vries riceve l’incarico da una ONG cubana di realizzare un documentario sulla situazione di gay e lesbiche a Cuba. Ultimato nel 1995, "Gay Cuba" inizia una prodigiosa corsa in tutti i Festival del mondo, tra cui anche Immaginaria, vincendo premi e attirandosi un largo consenso di pubblico. De Vries vive attualmente ad Amsterdam.
Rhonda Collins
Artista indipendente di San Francisco, sfida il linguaggio tradizionale del documentario inserendovi effetti artistici visuali. Tra i suoi lavori: "An Interview" del 1987 e "We Don’t Live Under Normal Conditions" del 2000, sul modo in cui la società affronta la malattia mentale.

FISH AND ELEPHANT
Narrativo Fuori concorso
Pesce ed elefante
Cina 2001(?)
regia: Li Yu
sceneggiatura: Li Yu
durata: 106′

"Fish and Elephant" è il primo film indipendente a soggetto lesbico mai realizzato in Cina. La storia è ambiantata nella Cina odierna e segue le vite di Xiao Qun, guardiana di un elefante allo zoo, e Xiao Ling, che ha un negozietto di vestiti. Le due ragazze si incontrano e si innamorano. Giunge la madre di Xiao Qun che fa di tutto per farle conoscere un probabile futuro marito, ignorando che la figlia è lesbica e interferendo con la sua vita di coppia. Ma è la madre, divorziata, che si innamorerà e sposerà proprio l’uomo che ha presentato a Xiao Qun. Nel frattempo entra in scena Junjun, l’ex ragazza di Xiao Qun, che va a trovarla allo zoo: ha ucciso il padre che abusava di lei ed è braccata dalla polizia. La comparsa di Junjun crea un malinteso tra Xiao Qun e Xiao Ling, che si chiarirà col tempo. Dopo varie vicende la madre di Xiao Qun accetterà la sua relazione con Xiao Ling e le due ragazze potranno finalmente dedicarsi alla loro vita. Il film è stato presentato nella sezione "Nuovi territori" al Festival del Cinema di Venezia

Li Yu
Nata nel 1973 in una cittadina al nord della Cina, laureata in Letteratura cinese, nel 1997 si dedica al documentario e realizza alcuni filmati molto apprezzati all’estero tra cui "Sisters", la storia di due sorelle gemelle, acclamato in una mostra del cinema documentario in Francia. Mentre lavorava ad una sceneggiatura incontra la coppia di lesbiche cinesi che sono diventate le protagoniste di "Fish and Elephant", il suo primo film narrativo.

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Lesbianas latinas rompiendo barreras
Le lesbiche latine rompono le barriere
Violencia domestica° – Stati Uniti 1999 – 18′
Mi droga preferida°° – Stati Uniti 2000 – 37′
regia: Suzanne Newmann
Teresa Cuadra
colore

Due documentari tratti dalla serie "Nuestra Salud. Lesbianas latinas rompiendo barreras", che comprende altri quattro lavori dedicati ai temi della cura preventiva in ginecologia, dell’autoesame del seno, del sesso sicuro e dell’equilibrio mentale. I sei documentari sono utilizzati per incontri di gruppo negli Stati Uniti e in America Latina. In "Violenza domestica" alcune donne lesbiche denunciano di essere state vittime di violenza da parte delle loro compagne, infrangendo così il tabù per il quale la violenza domestica sussisterebbe solo tra le copie eterosessuali. In "La mia droga preferita" altre donne lesbiche raccontano le loro incredibili odissee con la droga e il percorso che hanno fatto per uscirne.

Suzanne Newmann, grafica e militante lesbica, e Teresa Cuadra, medico familiare, hanno collaborato alla realizzazione della serie "Nuestra salud", organizzando incontri di sensibilizzazione e di informazione per aiutare le lesbiche latine a uscire dall’ignoranza e dai tabù derivanti dalla loro cultura di origine che ha negato loro gli strumenti per prendersi cura del proprio corpo e della salute. Raccogliere le loro testimonianze è stato un primo atto per rompere le barriere del silenzio attorno i loro problemi.

Family Pack
fiction non in conc
Pacchetto di famiglia
Francia 2000
regia: Chris Vander Stappen
sceneggiatura: Chris Vander Stappen
durata: 98′

Sacha si è fatta una sua vita a Montreal, dove si è recata per studiare medicina. Si è innamorata di una ragazza con la quale ha una relazione stabile. Ma la sua ragazza vuole che lei dica la verità alla sua famiglia, e le pone un out out. Dopo una scenata che sembra risolutiva per il loro rapporto, Sacha deve tornare in Europa dalla famiglia. Il suo fermo proposito è di dire a tutti la verità altrimenti perderà la sua donna. Arrivata in famiglia, non riesce mai a dire, benché ci provi di continuo, che non si è affatto laureata in medicina e che i suoi progetti per la vita sono altri. La madre la vuole sposata e con una vita simile alla sua e ha una straordinaria capacità di non volere ascoltare. Mentre Sacha tenta in tutti i modi di comunicare ai membri della sua famiglia ciò che è e che vuole fare, si trova a scoprire e a raccogliere i segreti di ognuno di loro, ponendo fine ad anni di silenzio e di negazione per impedire il disastro

Chris Vander Stappen
Nata nel 1959, dopo aver lavorato nella pubblicità, collabora a numerosi progetti per il cinema e la televisione in qualità di sceneggiatrice. Esordisce nella regia con "La fête des mères", cortometraggio presentato all’ottava edizione di Immaginaria. Con "Family Pack" Vander Stappen conferma la sua sensibilità e il suo talento di sceneggiatrice e di regista.

GAEA GIRLS
DOCUMENTARIO in CONCORSO
LE RAGAZZE DI GAEA
Gran Bretagna 2000
regia: Kim Longinotto – Jano Williams
sceneggiatura: Kim Longinotto
durata: 106′

A Gaea, in Giappone, c’è una scuola di lottatrici dove gli allenamenti sono estenuanti. Le giovani donne si sottopongono con determinazione a uno stressante regime fisico e psichico per diventare lottatrici professioniste: sono le ragazze di Gaea. Il documentario alterna alle riprese degli allenamenti le interviste alle ragazze e alla coordinatrice della scuola, la lottatrice Nagayo Chigusa, tentando di approfondire la sua filosofia "senza dolore non c’è guadagno". Segue anche le motivazioni della principiante Takeuchi Saiki, che da un anno si prepara per sostenere le brutali prove fisiche ed emotive che stabiliranno chi debutterà sul ring.

Kim Longinotto
Londinese, è una delle più note registe di documentari sulle donne, le loro culture, politiche, arti, sport, condizioni ed esperienze di vita. Molti dei suoi lavori hanno riscosso un enorme successo in tutto il mondo. Immaginaria ha già presentato tre dei suoi documentari più famosi: "Dreams Girls", "Shinjuku Boys" e "Divorce Iranian Style".
Jano Williams
Recatasi in Giappone nel 1974, vi è rimasta 14 anni imparando la lingua e lavorando per un’emittente televisiva. E’ una grande conoscitrice della società giapponese. Ha collaborato con Kim Longinotto alla realizzazione di "Dreams Girls" e "Shinjuku Boys".

Wonderland
nar in conc
Il Paese delle Meraviglie
Canada 2000
regia: Heather F. Douglas

Passengers
nar in conc
Passeggere
Canada 2000
regia: Francine Zuckerman

MARTIRIO
narrativo in concorso
Martirio
Canada 2000
regia: Claudia Morgado Escanilla

OPEN STUDIO
narrativo in concorso
STUDIO APERTO
Stati Uniti 2000
regia: Barbara Ryersen

Back to Misery
sperim. in conc
Indietro verso l’infelicità
Stati Uniti 2000
regia: Heidi Mau

A la decouverte de Mama Cash
doc in conc
Alla scoperta di Mama Cash
Francia 2001
regia: Evelyne Rochedereux

The Strawberryharvest
nar in conc
La stagione delle fragole
Regno Unito 2001
regia: Lisbeth Lynghøft