IL SESSO DEGLI ARABI

“Amori gay nel Maghreb”, esplora l’omosessualità come radicato costume di Tunisia, Algeria, Marocco. E spiega storia e ragioni della famosa disponibilità dei maschi maghrebini. Galleria fotografica.

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C’era da aspettarselo. Dopo l’11 settembre l’Islam è stato oggetto di un’enorme speculazione giornalistica e le librerie sono state inondate di libri su libri che cercano di spiegare il mondo musulmano.

Vincenzo Patanè, autore di Arabi e noi. Amori gay nel Maghreb (DeriveApprodi, Euro 13,00), si affretta a dichiarare nell’introduzione che il libro era pronto già molto tempo prima del crollo delle torri e che motivi editoriali ne hanno spostato la pubblicazione a qualche settimana fa. Ma poco importa se questo interessante volume sfrutta l’onda emotiva dei recenti avvenimenti. Esso affronta un tema che non si trova in alcuno dei libri sull’Islam disponibili sul mercato. Eppure si tratta di un fenomeno diffusissimo che rappresenta una fra le tante contraddizioni di un mondo in apparenza regolato da leggi secolari e severissime.

Sembrano ormai lontani i tempi de Le mille e una notte in cui tutte le espressioni dell’amore erano ben accette e celebrate. Oggi la censura, la rigidità e la predicazione di un islamismo totalitario impongono una vita in cui le libertà individuali sono assai limitate.

Fortunatamente l’eros è più forte di qualsiasi legge coranica e la grande contraddizione causata dall’impulso sessuale di molti musulmani viene contrastata nel più semplice modo possibile: ignorandola, non parlandone, facendo finta che non esiste. L’omosessualità nel mondo arabo appartiene all’universo dei silenzi. Così avviene nel Maghreb, ossia quella parte dell’Africa mediterranea che corrisponde al Marocco, all’Algeria e alla Tunisia, oggetto del presente studio. L’omosessualità, smentita e negata con forza su un piano di ufficialità, non è però perseguitata nei fatti dallo Stato se non in casi estremi o comunque fortunatamente rari (cosa che differenzia questi paesi maghrebini da altri di cultura islamica, come l’Arabia Saudita, l’Iran o il Qatar, dove lo Stato punisce duramente la sodomia), lasciando al turista gay in cerca di avventure un notevole, benché non assoluto, margine di movimento.

Lo scritto introduttivo di Patanè illustra dunque dettagliatamente le molteplici realtà del Maghreb, in particolare del Marocco, che egli conosce meglio, facendo la storia di questo fenomeno di “disponibilità” dei maschi maghrebini e spiegandone le ragioni culturali ed economiche. L’ottimo saggio di Gianni De Martino che correda il libro, approfondisce l’indagine di Patanè spiegando i concetti di virilità, tabù, sesso e sodomia così come sono visti nel mondo arabo. Entrambi gli studi mettono in evidenza come l’omosessualità sia un radicato ingrediente di queste società, a partire dal rapporto alla greca maestro/discepolo, ed è fatto noto ma taciuto che nella scuola coranica gli allievi ricevono una severa istruzione da parte dei maestri che possono infliggere loro ogni tipo di pene corporali fino alla sodomizzazione. Completano il volume due interviste sull’omosessualità nel mondo arabo a due studiosi maghrebini che vivono in Occidente da molti anni. Infine tredici conversazioni con giovani maghrebini che risultano davvero interessanti perché mettono in evidenza tutti i contrasti che scaturiscono dal rapporto fra gli arabi e noi: la disparità economica, la voglia di rivalsa nei confronti dei ricchi ma impuri, la difficile accettazione dei ruoli, la differenza tra i rapporti sessuali di un arabo con un occidentale e di due arabi fra di loro.

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Manca, per completezza di argomentazione, il punto di vista degli Occidentali che viene dato assolutamente per scontato. Sarebbe stato interessante affiancare alle interviste alle marchette e ai giovani omosessuali arabi quelle a qualche esperto turista europeo per cercare di capire un po’ meglio le ragioni di questo particolare turismo gay sempre più diffuso e popolare. Ma forse bastano le testimonianze che viaggiatori illustri come André Gide, Paul Bowles, Roland Barthes e molti altri, qui ampiamente citati, hanno lasciato sulla pagina, per farci un’idea del piacere tutto particolare di un’avventura con un sensualissimo maschio arabo.

VINCENZO PATANÈ

Arabi e noi. Amori gay nel Maghreb

Con un saggio di Gianni De Martino

DeriveApprodi, 2002, Euro 13,00

www.deriveapprodi.org

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di Alberto Bartolomeo