Un ficcanaso gay alla Fiera della piccola e media editoria di Roma

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Il trend editoriale tra vecchie chicche e nuove uscite. Tutto rigorosamente LGBT.

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Fare una passeggiata alla Fiera della piccola e media editoria di Roma, “Più Libri Più Liberi“, è un’esperienza interessante per cercare di fotografare il trend editoriale relativamente alle pubblicazioni con tematiche LGBT. Utile, dunque, per intercettare testi nuovi, per ricordarsi di testi pubblicati già da qualche anno e soprattutto per fotografare la disponibilità da parte degli editori ad investire in storie ed autori che abbiano particolarmente a cuore l’universo culturale e sociale della comunità.

Il primo dato che emerge con chiarezza è un dato che fa riflettere: da un lato è possibile individuare un discreto interesse nei confronti della letteratura omosessuale, dall’altro sono davvero pochissimi gli editori che abbiano collane “vocate” alla pubblicazione e diffusione di testi afferenti a questo specifico segmento letterario. Ed è un dato che deve far riflettere anche perché sono gli stessi editori che, intervistati sulle caratteristiche delle proprie pubblicazioni, esprimono disponibilità e interesse verso il mondo LGBT, mostrano i testi LGBT che hanno in catalogo o, qualora non ne abbiano, marcano la propria assoluta disponibilità ad averne, ma respingono quasi sempre l’idea di poter creare una collana totalmente dedicata alla realtà letteraria dell’universo queer. Una meditata decisione di marketing? O una fisiologica ricaduta dello stigma, per cui desterebbe riprovazione creare una collana editoriale ad hoc?

Certo è che i lettori incontrati in Fiera, intervistati su ciò che sono soliti leggere, sembrano avere una certa difficoltà a parlare di libri a tematica gay. Tutti si dichiarano disponibili a leggere storie e autori LGBT, ma quasi nessuno si ricorda di aver letto un romanzo o un racconto a tematica gay. Per cui si pone immediatamente un quesito: il lettore medio, sollecitato a parlare di letteratura LGBT, cade in uno stato di confusione emotiva e dimentica l’esistenza di Oscar Wilde, Virginia Woolf e Marcel Proust o viene sopraffatto da un’incontrollabile vergogna che gli suggerisce di negare qualsiasi pur occasionale incontro con il nostro immaginario? Insomma, il campo della letteratura LGBT resta, almeno in Italia, un campo “minato”. Minato dal pregiudizio, ovviamente, e forse da alcuni stereotipi “accademici” che frenano colpevolmente lo sviluppo di un’attenzione specifica volta all’approfondimento delle convergenze tra scrittura e mondo LGBT.

Intanto, però, vi raccontiamo di qualche interessante chicca editoriale, più o meno nuova, che abbiamo trovato negli stand di Più Libri Più Liberi. Chicche editoriali che potreste cercare nelle vostre prossime scorribande in libreria. Seguiteci, dunque, negli stand più interessanti…

…iniziamo da HomoScrivens, casa editrice napoletana, che tra le novità editoriali presenta Puzza di bruciato, di Monica Florio, il cui protagonista è Nik Drave, un detective eterosessuale che, mentre indaga sulla scomparsa di un noto editor gay, conoscerà da vicino l’universo umano e letterario della comunità omosessuale e si libererà da pregiudizi e luoghi comuni.

Altro romanzo che tratta la tematica omosessuale affrontata dalla prospettiva di un protagonista eterosessuale è Il cosmo secondo Agnetha di Daniele Vecchiotti, un romanzo pubblicato dalla casa editrice Las Vegas di Torino qualche anno fa e che, già dal titolo, sembra riecheggiare il fortunatissimo best seller di John Irving, Il mondo secondo Garp (ricordate la bellissima trasposizione cinematografica con Robin Williams e Glenn Close?).

A proposito di case editrici torinesi, sorprendente è la proposta della Claudiana, voce italiana del protestantesimo, che presenta Il dio queer , libro della teologa argentina Marcella Althaus-Reid, che propone aspetti inediti, rivoluzionari e assolutamente anti-idologici di Dio.

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La raffinatissima Iperborea, casa editrice specializzata in letteratura del Nord Europa, ha portato in fiera Nella casa del pianista, romanzo dello scrittore olandese Jan Brokken. Si tratta della stupenda biografia romanzata del pianista russo Youri Egorov, omosessuale perseguitato dal KGB e assetato di libertà che si rifugiò ventiduenne nella vivace bohème di Amsterdam, su cui incombeva, ancora sconosciuta, l’ombra letale dell’Aids.

Una casa editrice che ha da sempre pubblicato tanti libri di letteratura omosessuale è, poi, La Conchiglia di Capri. D’altronde, a cavallo tra XIX e XX sec, l’isola di Capri è stata un vero e proprio nido per tanti intellettuali omosessuali, la cui memoria è conservata proprio nei testi pubblicati da La Conchiglia. Quattro suggerimenti dal nutritissimo catalogo LGBT de La Conchiglia sono doverosi: E il fuoco si spense sul mare di J. Fersen; la famosissima biografia di Jacques Fersen, scritta da Roger Peyrefitte, L’esule di Capri; tutti i libri di Norman Douglas, icona gay internazionale che soggiornò lungamente nell’isola e Le Vestali del fuoco di Mackenzie Compton, la storia di due compagne che si fingevano cugine e abitarono a Capri, a Villa Torricelle.

Nello stand della casa editrice milanese NN, veniamo a conoscenza dell’imminente pubblicazione (gennaio 2016) di un romanzo di Rita Indiana, che è esponente di punta della comunità LGBT di Santo Domingo. Si tratta di un romanzo che racconta la scoperta dell’identità sessuale di una ragazzina che lavora, durante l’estate, in uno studio veterinario. Il libro s’intitola I gatti non hanno nome e può essere una lettura molto interessante per cogliere aspetti culturali e sociali della vita delle persone LGBT in Sudamerica.

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