LESBISMO SENZA LACRIME

Da qualunque parte si guardi si rischia di inciampare in una aspirante-lesbica che si profonde sulla sua attrazione per le altre ragazze. Sul mensile lesbico "DIVA" un’analisi di Andrea Stuart.

^SL’assalto apparentemente implacabile portato dalle lesbiche ai mass media nazionali non mostra segni di cedimento.^s Nessuna nicchia ne è immune: l’alta moda ha le sue geishe di Gucci avvinghiate, una che pizzica il capezzolo dell’altra; la TV ha Ally McBeal , il programma That Kiss e le dondolanti spogliarelliste di Jerry Springer; ^Sanche il serio ed integerrimo Newsnight ha presentato un servizio mozzafiato su questo nuovo fenomeno sociale.^s Le riviste per donne sembrano non averne mai abbastanza, e tutte le celebrità sembrano fare la fila per incassare crediti Saffici dichiarando che il pensiero del sesso tra donne non le repelle, o dicendo quanto desiderebbero essere lesbiche (vedi Mel C in Marie Claire dello scorso Ottobre, riportato in queste pagine le scorse settimane). Non c’è dubbio: un po’ di ‘azione’ tra ragazze sembra dare impulso alle vendite. […] Dieci anni fa un tale diluvio di immagini lesbiche sarebbe stato inimmaginabile. Oggi non puoi sfogliare una rivista – particolarmente una rivista di alta moda per un pubblico di alto livello – , senza incappare in due graziose giovani che si danno da fare. Può non essere che una buona cosa? O si tratta invece di un particolare ‘caval donato’ da ispezionare un po’ più da vicino? Le lettrici di Diva si chiederanno "E allora, cosa c’è di nuovo?" Da quando i media hanno ‘scoperto’ le lipstick lesbians negli anni ’90 non sono più stati capaci di lasciarle stare le lesbiche. Ma questo è qualcosa di diverso. Primo perché il messaggio allora era: "Pensate un po’, le lesbiche possono sembrare delle donne vere e proprie!" mentre adesso è "Pensate un po’, le donne vere e proprie possono fare le lesbiche!" (ma non essere lesbiche, si capisce). Secondo perché tutta questa pubblicità sembra davvero aver provocato qualcosa, sembra aver dato ad un numero crescente di donne etero l’idea, o il permesso, di "provarci". Testimone l’esplosione di annunci personali da parte di donne etero che cercano un po’ di

divertimento e discrezione, molte delle quali adottano sfacciatamente l’insegna di "bi-curiose" per esporre la loro merce. E terzo perché sembra davvero esserci stato uno spostamento sismico nell’opinione dominante sul sesso omosessuale. Proprio come il sesso orale era un tempo considerato un’orribile perversione ed ora è visto come sesso ‘ordinario’ da tutti tranne che dai più bacchettoni, allo stesso modo il lesbismo – un tempo così perverso che una brava e sana ragazza poteva sapere solo vagamente cosa fosse – è stato ora inserito nel menù di ciò che è sessualmente sofisticato. Ecco perché le donne nel Grande Fratello [inglese], Kate Moss, Calista Flockhart e metà delle celebrità femminili che attualmente scorrazzano nel nostro immaginario, sanno che è una cosa sofisticata e trendy essere un po’ attratte dai giochi con le ragazze. Cosa significa questo per loro? E cosa significa per noi? La commercializzazione del lesbismo ha senz’altro un aspetto positivo. Le lesbiche non sono più delle donne ‘invisibili’, costrette ad incontrarsi e ad amarsi in un mondo crepuscolare, scusandosi della propria stessa esistenza. Un tempo i media concedevano alle lesbiche solamente una vita di miseria, il suicidio, e un armadio pieno di brutti vestiti. Oggi, ci è permesso nono solo di essere visibili ma anche alla moda. Possiamo dichiarare la nostra identità, socializzare alla luce del sole e – se siamo audaci – baciarci furtivamente in pubblico. […] Non è più cool non avere amici gay; non è fine né brillante dichiarare il sesso lesbico rivoltante al solo pensiero. Vedere così tanti esempi di donne-che-amano-le-donne che non finiscono appese ad una corda o che precipitano da un albero è utile soprattutto alle lesbiche più giovani che stanno venendo a patti con la propria sessualità. La familiarità può non generare la tolleranza, ma perlomeno permette un’auto-identificazione, un linguaggio condiviso, ed un certo grado di normalizzazione.

Ma se guardiamo più da vicino questa proliferazione di immagini, comincia ad emergere qualcosa un po’ più ambiguo. Prendete l’ultima delle pomiciate di Ally McBeal. Ally e Lin finiscono col baciarsi e scoprono anche di apprezzarlo, ma alla fine dello show arrivano alla conclusione che chiaramente preferiscono di molto gli uomini. Il messaggio alle donne è: OK interessarsi al lesbismo, ed anche esplorarlo, basta che non si rinunci agli uomini. Come ha detto recentemente una promoter del club londinese Lipstick ad una rivista femminile: "Il lesbismo è una cosa carina quando sei giovane, prima che ti sistemi e ti sposi". A suo parere, una serata lesbian chic dedicata a

ragazzine bi-curiose griffate dalla testa ai piedi, può essere fonte di grossi guadagni. Promoter di locali notturni, riviste di moda, autori televisivi, pubblicitari: tutti sembrano d’accordo sul fatto che si possa essere lesbica senza lacrime. Puoi prenderti tutto il divertimento di andare a letto con le donne senza la scocciatura dell’omofobia, senza la paura di essere un’outsider, senza il rifiuto sociale. E dopo aver avuto la tua dose di divertimento puoi di nuovo essere accolta nei bastioni dell’eterosessualità. Perché il lesbismo le donne le attrae ma le spaventa anche. Finché alle donne verrà insegnato che la vera sicurezza consiste nel trovare e tenersi l’uomo giusto, scegliere il lesbismo continuerà ad essere l’opzione pericolosa – non solo per il cosciente timore della discriminazione e dell’aperta ostilità, ma per l’inconscia paura di scegliere di vivere fuori del manto protettivo della società. Quando molte donne sperimentavano la loro sessualità possono aver dovuto affrontare la paura, il pregiudizio e l’imbarazzo (il loro e quello degli altri). Ma probabilmente hanno anche goduto la sensazione di sentirsi delle fuorilegge del sesso, il brivido da "ragazzacce" nello scioccare un (selezionato) pubblico, e la coscienza compiaciuta di una certa sofisticatezza sessuale. Le ragazze bi-curiose possono gustare un po’ di tutto questo. Quello che non gustano, e che hanno paura di assaggiare, è l’effetto a lungo termine di una vita vissuta al di fuori dei cancelli dell’eterosessualità, una vita in cui le loro scelte sono costantemente patologizzate, ridicolizzate e giustificate; una vita in cui devono essere costantemente coscienti delle supposizioni e dei pregiudizi della gente, e costantemente attente a fronteggiare ostitilià e persino aggressioni; una vita in cui non potranno mai crogiolarsi nel confortevole calore del privilegio e dell’accettazione sociale.

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Continua…Una cosa è fare la gay, ma esserlo è una cosa ben diversa, come dimostra il destino di Anne Heche e Ellen DeGeneres. Era facile essere così abbagliati dall’attenzione dei media che circondava la loro relazione – foto con il presidente USA, copertine, notiziole nelle colonne dei tabloid – fino a credere che i tempi fossero davvero cambiati. Ma la tragica realtà non poteva essere oscurata. Dopo il coming out pubblico, la lunga carriera televisiva di Ellen era finita […], mentre Anne Heche, che fino ad allora era in stabile ascesa ad Hollywood, si è ritrovata con una carriera cinematografica decisamente traballante. Il motivo? I manager degli studios hanno pensato che per il pubblico medio sarebbe stato difficile considerarla credibile in un ruolo romantico (leggi eterosessuale). Con questo tipo di pressioni non sorprende che la loro relazione si sia impantanata, né sorprende che altre attrici di Hollywood si rifiutino di rischiare la carriera confermando le loro preferenze sessuali.

Ma non sono solo le donne ad avere paura del lesbismo. Il problema con le vere lesbiche è che fanno sentire l’uomo quasi rifiutato. Persino superfluo. Ed uno dei modi in cui gli uomini affrontano la cosa è disinnescando il potenziale rivoluzionario del vero lesbismo caricaturizzandolo ed eroticizzandolo in immagini sotto il loro controllo. Ecco perché due ragazze che giocherellano tra loro è uno dei fondamenti dell’industria porno. Ma tutta questa "azione piccante tra ragazze" non sarebbe affatto divertente se gli uomini ad un certo punto non potessero unirsi, ragion per cui il porno è sampre roba da uomini, che siano partecipanti o solo voyeurs.

Il fatto che molto dell’attuale immaginario ‘lesbico’ sia prodotto da e per le donne smette di alimentare quel tipo di reazione, e fornisce alle donne un modo per usufruire dell’erotismo femminile senza scatenare la collera maschile. Malgrado l’ovvia ridicolaggine di questo concetto – ^Sil mondo reale non è un film porno, e le donne che amano le donne non aspettano che il lavavetri le raggiunga dentro al letto^s –, il pubblico è troppo occupato a sbavare davanti a queste immagini per riderne. Julie Burchill ha recentemente detto che il lesbismo potrebbe diventare accettabile solo se gli uomini potessero venire in qualche modo coinvolti: bè, questo è il modo. Le bamboline create dai media che protendono seducenti le labbra verso le altre ragazze non diventeranno lesbiche e non abbandoneranno gli uomini in massa, al contrario: sono delle attrici porno che ‘lo’ fanno proprio per gli uomini, per rendere piccante

l’eterosessualità. Dicono agli uomini che il lesbismo non significa aver perso una donna ma averne guadagnate due. Il messaggio per gli eterosessuali è: "Dai, venite a divertirvi, non rimanete fuori. Il lesbismo è troppo bello per essere lasciato alle lesbiche."

È separare il sesso lesbico dall’identità lesbica. Il primo è divertente, la seconda è minacciosa. È rendere il sesso tra ragazze – che gli uomini trovano così stuzzicante e le donne etero così affascinante -, proprietà del mondo eterosessuale. Caratterizzando il lesbismo come qualcosa che può essere sistemato all’interno dell’eterosessualità – proprio come variazione sexy sul tema dell’eterosessualità e che anzi ne aumenta la sopportabilità -, si neutralizza la sfida che il lesbismo rappresenta. Ma non dovremmo storcere il naso davanti al fenomeno delle ragazze bi-curiose. ^SÈ una cosa carina essere considerate sexy e chic dopo tutti questi anni in cui siamo state viste come brutte e pervertite,^s e potrebbe anche accrescere la schiera delle persone pronte a tollerare, o persino a comprendere, la vita lesbica. Non è proprio un fenomeno da snobbare se può rendere più semplice a delle donne, fossero anche una manciata, ‘provare’ e magari alla fine abbracciare il lesbismo. […] Lasciamo che le donne sperimentino il lesbismo – più lo fanno meglio è. Come ha scritto Inge Blackman in Newsweek, il sesso lesbico è talmente delizioso che tutti dovrebbero essere capaci di provarlo. La sessualità lesbica, l’immaginario lesbico e l’erotismo lesbico non ‘appartengono’ a nessuno; man mano che cresceremo come comunità in visibilità e fiducia in noi, perderemo il controllo sulla nostra ‘immagine’, sui nostri modelli di comportamento e sulla nostra proprietà intellettuale. Non possiamo impedirlo, ma possiamo mettere in chiaro a noi e a gli altri che sebbene il lesbismo sia sexy, carino e divertente, è anche la nostra vita e non lo sminuiremo, non gli mancheremo di rispetto, né scenderemo a patti con chi lo farà. Quel che abbiamo è prezioso, proteggiamolo.

Traduzione e adattamento di Claudia Mauti

di Elle

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