Dalla Spagna un po’ di cinema gay

Gay spagnolo, 1960-2004: un ciclo di cinema che affronta tematiche omosessuali in Spagna, dalle prime allusioni degli anni 60 fino al cinema gay e lesbico attuale

Milano – Questa interessantissima rassegna di cinema è organizzata e promossa dall’Instituto Cervantes di Milano (Via Dante, 12), creato in Spagna nel 1991 per promuovere, insegnare lo spagnolo e diffondere la cultura della Spagna e dei paesi ispanoparlanti. La sede centrale dell’istituzione si trova a Madrid e ad Alcalá de Henares (Madrid), luogo di nascita dello scrittore Miguel de Cervantes. Il ciclo di film dal titolo Gay spagnolo 1960-2004 suggerisce un percorso storico attraverso il cinema che affronta tematiche omosessuali in Spagna; dal periodo in cui, negli anni 60, compaiono le prime timide allusioni che superano il rigoroso apparato di censura dell’epoca, fino al cinema gay e lesbico attuale, ormai lontano dai primi tabu grazie soprattutto alla legge promulgata dal governo di Zapatero, a favore dei matrimoni gay e delle adozioni.

La rassegna fa parte delle attività culturali del Cervantes e prevede molte interessanti pellicole, alcune mai viste in Italia. Le proiezioni si svolgeranno ogni venerdì alle 16.00 e alle 18.30, fino al 9 di aprile (ad esclusione di venerdì santo, 2 aprile) presso la sede dell’Istituto, con ingresso libero. Ecco i titoli dei film: Diferente (1961) di Luis María Delgado: Alfredo é un giovane interessato soltanto al teatro. Suo padre gli rimprovera che sia sempre stato diverso e lo costringe a collaborare con lui. Per un periodo Alfredo sopporta la routine burocratica ma finisce per stancarsi e tornare al teatro.

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26 febbraioLos placeres ocultos (1977) di Eloy de la Iglesia: Un dirigente omossesuale si innamora di un ragazzo di quartiere ed entra nel mondo della malavita. Una galleria di personaggi torbidi, come Rosa, una donna sposata che inganna suo marito con i ragazzi del quartiere, le prostitute, i magnacci, i teppisti, i ricattatori, determineranno il destino dei protagonisti.

5 marzoOcaña, retrat intermitent (1978) di Ventura Pons: Visione intimista del pittore andaluso José Pérez Ocaña, un personaggio che ha contribuito a dare un’impronta alla vita della Rambla e la Plaza Real di Barcellona alla fine degli anni 70. Attraverso la confessione sincera e spudoràta della vita del pittore e della ricostruzione del suo mondo, le sue provocazioni ed esperienze, il film tratta temi inediti nel nostro cinema. Ocaña, con allegria e con creativa emarginazione, racconta il travestitismo come provocazione, la religione e il feticismo, la repressione del maschilismo, l’anarchia, l’omosessualità, la vita marginale che nascondeva la dittatura di Franco, si presenta alla luce del sole come scenario di questo artista unico.

12 marzoEntre tinieblas (1983) di Pedro Almodóvar: Dopo l’improvvisa morte del suo fidanzato, Yolanda Bell, cantante di boleros, decide di ristabilirsi cercando la presunta pace in un convento. Lì scoprirà stupefatta le infinite e molteplici tossicomanie e dipendenze delle suore: Suor Estiércol (Sterco), Suor Perdida (Libertina), Suor Víbora (Vipera) e Suor Rata de Callejón (Topo di Strada).

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19 marzoKrámpack (2000) di Cesc Gay: Dani e Nico sono due amici adolescenti che passano l’estate insieme. I due ragazzi condividono tutto e dormono perfino nello stesso letto. Entrambi i giovani scoprono insieme una nuova sessualità.

26 marzoCachorro (2004) di Miguel Albadalejo: Quando Violeta decide di fare un viaggio in India col suo nuovo fidanzato, lascia suo figlio Bernardo di nove anni con suo fratello Pedro, un attraente dentista omosessuale senza complessi e senza responsabilità verso gli altri. Pedro modificherà la sua vita affinché il nipote non percepisca il suo scapestrato stile di vita. Tuttavia, il bambino ha un atteggiamento naturale, come se fosse a casa sua, senza dare disturbo nè immischiarsi.

9 aprileSévigné (2004) di Marta Balletbò-Coll: La vita di Júlia Berkowitz, una prestigiosa regista di teatro, cambia radicalmente quando decide di mettere in scena un’opera su Madame de Sévigné. Júlia dovrá scegliere tra suo marito, un rispettabile e influente critico teatrale, il suo amante, l’attraente programmatore del Teatro Público, e l’imprevedibile autrice dell’opera su Madame de Sévigné.