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Kelly: “Io, emigrata in Europa, ho trovato la violenza di un uomo”

Tantissime persone in tutto il mondo sono emigrate e spesso il loro viaggio non è stato come se lo immaginavano.

< 1 min. di lettura

Emigrare significa dover andare via per trovare lavoro, per trovare una vita migliore, per sentirsi al sicuro altrove. Ma può significare anche violenza.

L’altrove è sempre lontano dalle proprie origini, da casa e, anche se può essere oggetto di speranze e sogni, l’altrove dalle proprie radici è sempre un luogo straniero, che a volte accoglie, ma altre rifiuta. Tantissime persone in tutto il mondo sono emigrate e spesso il loro viaggio non è stato come se lo immaginavano. Quello che resta è sempre la speranza di tornare, un giorno, per essere le persone migliori che i propri sogni avevano suggerito.

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Ecco la toccante intervista di Kelly.

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Luigi C 11.12.16 - 14:26

Il caso di Kelly è unico ed è un caso che riguarda il Codice Penale . A mio giudizio il problema sorge : aaa) quando gli emigranti entrano nel nostro Paese ( conosco solo l'esperienza qui in Italia ) e stanno sulle spalle dei contribuenti che - forse - faticano già loro a trovare un lavoro ; e bbb) quando questi migranti arrivano in una quantità tale che si ha la percezione che il tutto sia ben studiato per cambiare in una generazione la nostra società.