LA RISPOSTA TOSCANA A BUTTIGLIONE

Le commissioni del Consiglio Regionale approvano all'unanimità la legge contro la discriminazione. Ora la parola all'aula, forse già il 9 novembre. E' la prima norma del genere in Italia.

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FIRENZE – L’obiettivo è quella di approvarla definitivamente prima del pronunciamento, previsto per metà novembre, della Corte Costituzionale sulla bozza di Statuto Regionale Toscano. Sarebbe un passo importante per sancire da che parte si schiera la Toscana nella lotta per i diritti delle minoranze.
Un segnale in tutela delle minoranze
Ma già oggi la seduta congiunta della prima, terza, quarta e quinta Commissione del Consiglio Regionale della Toscana, sotto la presidenza del consigliere Varis Rossi, ha fdato un segnale forte, licenziando la Proposta di Legge 266 titolata “Norme contro le discriminazioni dettate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere“. La Proposta, approvata dalla Giunta Regionale ormai il 12 maggio 2003, è analoga a molte altre in Europa ma in Italia è la prima ed ad oggi l’unica nel suo genere. Fu proposta al Presidente Martini da Arcigay Toscana, insieme all’Agedo Toscana, al MIT Toscana e all’associazione Ireos di Firenze.
La Proposta di Legge è stata approvata all’unanimità, con voto favorevole della maggioranza di governo e di Rifondazione Comunista, mentre il centro-destra, pur avendo votato a favore di singoli articoli, ha preferito non partecipare al voto. La discussione in aula potrebbe avvenire già nella prossima seduta del 9 novembre.
De Giorgi: è un messaggio per tutto il Paese
«Alla maggioranza che governa la Regione – afferma Alessio De Giorgi, presidente regionale di Arcigay Toscana – va il nostro apprezzamento per aver mantenuto la promessa di portare avanti la legge contro le discriminazioni. La Toscana ha mandato oggi un messaggio forte a tutto il paese perché si intervenga per superare le discriminazioni ed i pregiudizi verso gay, lesbiche e trans che sono una piaga sociale dell’Italia. Quella di oggi è inoltre la migliore dimostrazione che non esiste soltanto un’Europa che dice no a Bottiglione e al Ministro Tremaglia, ma esiste anche un’Italia, un’Italia che governa parti importanti del paese, che dimostra coi fatti di essere anni luce distante da quella cultura e da quelle affermazioni».
«Questa legge – afferma De Giorgi – è un passo avanti importante per tutti, sia per il suo messaggio culturale, sia per i suoi effetti pratici. Norme come il tesserino su cui indicare la persona a cui fare riferimento in caso di incapacità, non sono solo per le coppie omosessuale, ma riguardano tutte le persone».
«La scelta di oggi però non è che un primo passo – sottolinea De Giorgi – La legge così come approvata dalle Commissioni unite recepisce una buona parte delle nostre proposte, ma non tutte. L’augurio è che le nostre richieste di miglioramento della legge trovino risposta nella discussione in aula».
Affermato il diritto di autodeterminazione
La proposta della giunta toscana ruota tutt’attorno al diritto all’autodeterminazione della persona. Affronta temi sanitari, affermando la libertà di ciascuno di designare la persona a cui fare riferimento per ricevere il consenso ad un determinato trattamento terapeutico. Il che permetterà alle coppie di fatto – omosessuali o eterosessuali – di scegliere che a decidere della propria vita sia il partner o di assistere il malato in ospedale (possibilità fino ad oggi concessa solo a parenti e coniuge). Il testo prevede controlli sui linguaggi e i comportamenti di media e pubblica amministrazione che possano essere discriminatori o lesivi della dignità delle persone. Ci sono anche campagne di prevenzione dell’Hiv rivolte specificatamente alle comunità gay e servizi di assistenza domiciliare per chi ha una patologia oramai invalidante. La Regione promuoverà una politica delle differenze anche nel turismo, indicando attraverso i servizi di informazione e assistenza turistica i locali “gay friendly”. Quanto alle imprese che operassero discriminazioni verso i propri dipendenti o clienti, per via dell’orientamento od identità sessuale, sono previste sanzioni amministrative e saranno tutte escluse da qualsiasi contributo pubblico. Sanzioni e sospensioni dalle autorizzazioni turistiche e commerciali sono previste anche per quei locali che discrimino i propri clienti o forniscano loro un servizio di minor livello perché disabili, extraeuropei o di una religione diversa da quella cattolica. Sono previsti anche corsi di formazione ed aggiornamento per il personale.

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