Las Vegas, un sopravvissuto ricorda il suo Cameron: “L’ho tenuto stretto a me in quegli attimi”

Anche la madre ricorda commossa il compagno del figlio: “Un secondo papà per i miei nipoti”.

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59 vittime, più di 500 feriti: è il computo della strage di Las Vegas. Tra i sopravvissuti c’è Bobby Eardley, che ha però perso il suo compagno, Cameron Robinson.

Si erano conosciuti online, ha raccontato nelle scorse ore alla CNN: “Non potrò mai dire sufficienti cose positive su quell’uomo. È un esempio per chiunque sia mai entrato in contatto con lui”. È stato lui a spingere la famiglia di Bobby ad accettare l’orientamento sessuale del figlio: “Gli sono grato per quello e per l’esempio che ha dato alla mia famiglia di amore e accettazione, e anche ai miei bambini”.

Le immagini seguite all’attacco sono lì, impresse nella memoria, e non se ne andranno facilmente: “Volevo assicurarmi che sapesse che non era solo in quei momenti, così l’ho stretto a me e gli ho parlato tutto il tempo. Sapevo che non era l’unica vittima, so anche che molti stanno passando quello che sto passando io. Il mio cuore va a tutti loro”. A loro e alle tre persone (tre estranei) che hanno cercato di rianimarlo, di salvarlo in qualche modo.

 

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È stata anche lanciata una campagna per pagare i funerali di Cameron, organizzata da una cara amica di Bobby: “Vi prego, aiutate lui e la sua famiglia. Abbiamo perso un amico, un figlio, un fratello, uno zio, un cugino, un fidanzato e un lavoratore. Era pieno di vita e di amore. Amava cucinare, correre, viaggiare, andare in barca. Ci mancherai, Cameron”.

Anche la madre di Bobby, Joyce, ha ricordato tra le lacrime Cameron al NY Daily News: “Amava la vita ed è stato un secondo papà per i miei tre nipoti”.

Omofobia

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Persino il consiglio dell’ordine degli avvocati di Mantova aveva preso le distanze dalla donna, che aveva scritto sui social "l’omosessualità è un disturbo psichiatrico e che chi ne è affetto non può lavorare a contatto con i minori, altrimenti questi disturbati trasmetteranno il disturbo nelle scuole".

di Federico Boni