“L’ho abbandonato per salvarmi, e lui si è tolto la vita: intorno a me omertà”

La testimonianza di Roberta: "Io so cosa ha vissuto Giulia. Per molto tempo ho temuto che Dario mi potesse fare del male, anche fisico. E intanto, mi stava già devastando da dentro".

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donna tramonto foto su licenza di Sasha Freemind per Unsplash
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Roberta si è liberata dalle maglie dell’oppressione dopo 4 anni di relazione con un ragazzo che l’aveva condotta sull’orlo dell’abisso. Quel ragazzo, Dario, si è poi tolto la vita. Non riusciva a sopportare l’idea che Roberta non l’amasse più. Per ragioni di privacy questa intervista è ridotta a domande e risposte essenziali.

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La testimonianza di Roberta

Incontro Roberta a Milano nord, in un bar di Affori. Una conoscente comune mi ha raccontato la sua storia, poi ho visto alcune storie di Roberta sui social e ho deciso di contattarla.

Avevi mai parlato pubblicamente della tua vicenda, prima delle tue storie sui social l’altro giorno?

No, ma la storia di Giulia (Cecchettin ndr) mi ha lasciata turbata. Più di quanto lo fossi stata lo scorso aprile, quando Dario si è….

Dario si è tolto la vita?

Ufficialmente un incidente, la sua famiglia ha preferito fare un funerale cattolico e metterci una pietra sopra. Sappiamo tutti che Dario si è tolto la vita: un dolore che non si taccerà mai, un dolore a cui non so dare un nome.

Lui ti ha fatto molto male.

Io so cosa ha vissuto Giulia. Per molto tempo ho temuto che Dario mi potesse fare del male, anche fisico. E intanto, mi stava già devastando da dentro. Pian piano mi ha consumata, ma per me quell’amore era tutto.

E poi?

E poi ho deciso di dire NO, perché era l’unico modo per salvarmi. Abbandonarlo è stato difficile, perché lo amavo e perché sapevo che lui stava male.

Lo amavi, ti amava: cosa non andava?

Non ha mai usato violenza, ma la sua pressione psicologica era impossibile da sostenere. Ero soggiogata dalla sua intelligenza, dalla sua sensibilità disarmante e dalla sua fragilità possessiva. I suoi ricatti mentali, le minacce di gesti estremi, i suoi abissi erano come bisogni inconsolabili a cui soltanto io potevo dare sollievo.

Nessun gesto di violenza, mai?

Mai. Qualche scatto d’ira, lunghi silenzi. A volte spariva soltanto per farmi spaventare. Fingeva incidenti nei quali diceva di essersi fatto male, per poi dire che era tutto uno scherzo, ma era un modo per tenere alta la mia apprensione su di lui. Poi è arrivato a farsi del male da solo, fisicamente. Si è accanito contro sé stesso. Veniva sotto casa a implorarmi, mi diceva chiaramente che senza di me si sarebbe ucciso.

E poi l’ha fatto.
Roberta scoppia a piangere.

Non è stata una tua responsabilità. Quanto è durata la vostra relazione?

Quasi 4 anni. Ancora oggi non riesco a non pensare che se non lo avessi abbandonato, oggi forse lui sarebbe ancora vivo. E forse io non sarei qui.

Esatto.

Ci sono momenti in cui l’amore che provi ti fa sentire in colpa, quando sai che il tuo compagno non sta bene e non importa che questo faccia stare peggio anche te.

Io sono stata fortunata, sono riuscita a resistere alle sue lusinghe, alle sue pressioni, e sì, anche al suo amore. Ho dovuto farlo, anche se un pezzo di me è morta per sempre, quando ho deciso di abbandonarlo. Ci starò male per sempre, questo l’ho già messo in conto.

Ti va di condividere come hai fatto a farcela?

Sono qui per questo, ho scritto quelle storie per questo motivo, ragazze potete farcela, anche Giulia poteva farcela se avesse avuto quel briciolo di forza in più. E se fosse stata aiutata.

Vedi. A volte cerchiamo di essere buone, uno come Dario era bravissimo a sollecitare consolazione, perdono, c’erano momenti in cui dicevo a me stessa: “Non potrei mai abbandonarlo, come farebbe senza di me?”.

Ecco, non è così. Mi dispiace – devo essere onesta – da quanto leggo non mi pare che le persone intorno a Giulia l’abbiano aiutata a prendere le distanza, ma probabilmente sbaglio.

Parliamo di te, tu invece sei stata aiutata?

Non da tutti.

C’era come una coltre di omertà intorno a me e Dario. La sua famiglia sapeva, la mia famiglia sapeva, e anche i nostri amici sapevano.

Quando non ce la facciamo, le persone intorno a noi dovrebbero aiutarci.

E chi ti ha aiutato? La famiglia di Dario?

Per nulla, alle mie richieste di aiuto la famiglia di Dario ha taciuto.

Gli amici?

Non tutti i miei amici. Davvero pochissimi mi hanno sostenuta, forse perché Dario era troppo amato da tutti, sembrava impossibile potesse avere quel lato oscuro.

Ma gli amici avrebbero dovuto crederti.

Alcuni, pochissimi, mi hanno aiutata. Ma soprattutto mi hanno aiutata la mia famiglia e l’uomo che si sarebbe rivelato il mio nuovo grande amore, questa volta un amore sano.

Non sarà stato facile per la tua famiglia.

Per nulla. La mia famiglia ha avuto paura quanto me e mi ha difesa, a volte anche contro la mia volontà.

Perché hai deciso di raccontare la tua storia?

Non ce la faccio a tenerlo per me e non parlare, non ce la faccio a non scrivere e dichiarare quanto sia doloroso e profondamente triste che Giulia e tante altre non ce l’abbiano fatta.

Bisogna imparare a dire di no.

È l’unica cosa che ti salva. Quell’uomo proverà a ingabbiarti, a chiedere consolazione e salvezza, ma è soltanto un modo per possederti. Il tuo NO deve essere definitivo, dentro di te. E devi chiedere aiuto. A tutti, senza timore, tutti devono sapere.

Pensi ancora a Dario?

Sì. Una parte di me è morta con lui. E forse è giusto così.

Complimenti, sei un esempio.

Roberta piange. Ordino due gin soda da asporto e usciamo nel tramonto lucido di un infinito Novembre.

Lo sai? Novembre era il suo mese preferito.

 

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copertina: foto su licenza di Sasha Freemind per Unsplash

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carla bonomi 28.11.23 - 0:37

Ciao. Scusa ma non capisco il paragone... Forse non sarebbe successa la stessa cosa della ragazza uccisa.. A volte c'è dipendenza ma non violenza mi sembra un po ingiusto il paragone.. Un conto è minacciare di morte e usare violenza su una donna.. Un conto è una persona fragile che non riesce a dimenticare un amore importante.. Secondo me bisogna stare anche molto attenti ai sentimenti e come si lascia una persona.. Chiaro che poi se vieni lasciato male si puo soffrire molto. Dipende che persona è che intensità ha l'amore.. E se una persona è depressa bisogna fare attenzione a me è successo con il mio ex che ho lasciato ma ho cercato di comprenderlo e di essergli amica senza vederlo.. Siamo ancora amici adesso.. Se lo avessi abbandonato mi sarei sentita in colpa e poi recentemente mi è capitato a me di essere abbandonata male.. Adirittura mi ha bloccato il telefono.. Ho passato 2mesi terribili.. Ancora ora sono ferita.. E si ho del rancore molto certo non arriverei a fare cose gravi a lui perché lho amato... Ma comunque a volte anche chi ti lascia deve capire chi ha di fronte.. Se un uomo o una donna sono malati arrivano a fare gesti estremi da condannare ovvio.. Pero a volte c'è chi porta molta sofferenza emotiva.. Secondo me è anche questa la chiave per almeno prevenire un gesto estremo che condanno sempre.. Però bisogna anche che in una coppia ci sia rispetto per chi prova piu attaccamento..

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