Chi è il metrosessuale e qual è il suo stile di vita

Essere metrosessuale non ha nulla a che fare con l'orientamento sessuale. Cosa significa allora questo concetto? Quali sono le sue evoluzioni? Leggi ora l'articolo per scoprirlo.

cosa significa essere metrosessuale
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4 min. di lettura

Il metrosessuale è morto”. A fare questa dichiarazione è stato lo stesso inventore della parola, Mark Simpson, il giornalista americano che, il 15 novembre del 1994, utilizzò per primo questo termine. Una parola che da metà degli anni ’90 fino ai primi anni dieci del nuovo millennio veniva utilizzata per indicare, come descrive il dizionario di Sapere.it, “gli uomini eterosessuali di città molto narcisisti, curati nell’aspetto e ossessionati da fitness e cosmetica (lampade abbronzanti, depilazione)”.

Tuttavia, viste le continue ricerche su Google del “significato di metrosessuale”, possiamo affermare che, almeno qua in Italia, questo termine è ancora abbastanza diffuso. Non tutti, infatti, conoscono le evoluzioni che ha avuto questa parola negli anni. In particolare nei paesi anglosassoni, sono stati introdotti neologismi dei quali, possiamo dirlo tra di noi, potremmo fare anche a meno.

Ad ogni modo, per chi ama gli inglesismi e per chi vuole fare un po’ di scena davanti ai propri amici, andiamo qui di seguito ad elencarli, spiegandoli brevemente, dopo però aver approfondito la conoscenza di “metrosessuale”, eletta parola nell’anno nel lontano 2003 dall’American Dialect Society.

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Essere metrosessuale è uno stile di vita, non un orientamento

Parliamo di stile, in quanto appunto non si tratta di un orientamento sessuale, come l’omosessualità o la bisessualità. Non si tratta nemmeno di un termine della psicologia.

La metrosessualità è uno stile che riguarda tanto il look e l’abbigliamento quanto la vita stessa.

Si tratta di una vera e propria forma di cultura che si ispira alla concezione dell’uomo contemporaneo, l’uomo del nuovo millennio, l’uomo che non ha paura di esprimere la propria sessualità ma soprattutto che non teme il proprio lato femminile. Anzi, lo coltiva!

Gli uomini metrosessuali accompagnano la moglie o la fidanzata a fare shopping, la consigliano sul taglio di capelli giusto, quello in grado di valorizzare il suo viso, che amano stare al passo con i tempi, cogliere al volo le ultime tendenze, frequentare i locali più in e le palestre più vip.

È quasi come se gli omosessuali avessero dunque sovvertito gli stereotipi sociali divenendo un esempio da imitare piuttosto che da deridere o evitare.

Le icone metrosessuali

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Instagram. David Beckham

Gli esperti di comunicazione e quelli di marketing nei primi anni del 2000 si sono sfregati le mani e si sono lanciati all’inseguimento del metrosessuale. Le riviste maschili si sono adeguate ed hanno eletto come prima icona David Beckham. Indiscutibilmente alla moda, cambia taglio di capelli una volta la settimana, l’ex calciatore inglese e dirigente sportivo non ha mai avuto paura di dichiarare che, in nome del trend, ha indossato, ad esempio, le mutandine della moglie Victoria (ex Spice girl).

Beckam è sempre stato ammirato dalla comunità LGBT e ha dichiarato più volte compiaciuto: «Sono felice di essere idolatrato, da etero o gay poco importa».

Altri esempi di persone che potremmo definire metrosessuali? Beh, chiaramente altri calciatori come lo è stato David Beckham. Da Cannavaro a Vieri fino a Cristiano Ronaldo sono tanti gli atleti, ultra milionari, che hanno sperperato ingenti buste paga in cosmetici ed autoabbronzanti, che hanno fatto da testimonial per importanti aziende legate al settore della bellezza e che non hanno avuto alcuna remora nel mostrarsi in maglioncini rosa shocking, in sciarpette turchese ed in shorts floreali.

A partire dai primi anni dieci del 2000 il termine metrosessuale, fino ad allora presente ovunque nei media tradizionali e nel Web, è stato pian piano sostituito da altri neologismi, in concomitanza con il cosiddetto Man-Renaissance, ovvero il “Rinascimento del genere maschile”, che ha visto lo stile “metrosessuale” diventare più mascolino, ma anche un pochino più “easy”, più disinvolto e, allo stesso tempo più personalizzato, come nel caso dei post-hipster, una rilettura della metrosessualità in chiave intellettuale e alternativa.

Le nuove frontiere del “metrosexual” sono però, più che altro, gli Hummersexual, gli Ubersexual, gli Eteropolitan, i Machosexual, i Retrosexual, gli Spornosexual, i Clonosexual. Qui di seguito andiamo a descrivere i tre più utilizzati.

Il metrosessuale è diventato maggiorenne. Ecco chi sono l’Hummersessuale, lo Spornosessuale ed il Clonosessuale

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Da “Hummer” (un enorme veicolo di strada), l’Hummersessuale si pone nettamente in contrasto con il metrosessuale. Chi adotta il look e lo stile di vita dell’Hummersessuale vuole, a differenza del metrosessuale, enfatizzare la sua mascolinità.

Il termine si è ispirato alla campagna americana della Hummer (marchio di veicoli fuoristrada e SUV statunitensi) con il suo slogan “Reclama la tua virilità” e sta ad indicare quell’uomo, con una visione piuttosto iperreale della mascolinità, che è “super pompato” e che ama attirare la sua attenzione sul proprio fisico e sulla sua “virilità vecchio stampo”.

Più che evoluzione del metrosessuale, siamo qui di fronte piuttosto ad un’involuzione. Lo stile di vita androgino ed avanguardista della metrosessualità viene messo in discussione dall’hummersessuale che ha sempre l’illusione di non essere abbastanza muscoloso, pompato. Una sorta di anoressia al contrario ed un elogio dello stereotipo classico del maschio macho. L’estetica post metrosessuale si è voluta quindi contrapporre all’effeminatezza del metrosessuale.

Oltre all’hummersessuale, anche lo spornosessuale coltiva un corpo muscoloso, atletico. Da “sport” e “porno”, lo “spornosexual” mostra pubblicamente (soprattutto attraverso i social) il suo corpo perfetto con l’obiettivo non tanto di essere osservato, ma desiderato sessualmente. Seppur lo spornosessuale sia etero, a lui non importa che chi lo desidera sessualmente sia donna o uomo o altro genere non binario.

Per definire il clonosessuale, ti lasciamo a questa definizione chiara e precisa de La Repubblica: “L’ epoca metrosexual è un mondo digitale e clonato in cui la forza trainante, la molla al cuore di un meccanismo perfetto, non è la riproduzione sessuale, e neppure l’accoppiamento omosessuale, ma piuttosto la perfezione narcisistica, ottenuta tramite la moda, il consumo, la cosmesi, la tecnologia, la chirurgia, e una illuminazione fantastica. Un futuro utopico-distopico in cui uomini e donne escono solo con se stessi».

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