Il Pesaro Rugby torna in serie A e fa festa dicendo no all’omofobia

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Una domenica dai colori rainbow per la Paspa Pesaro Rugby.

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La Paspa Pesaro Rugby è tornata in serie A con tre turni d’anticipo e ha deciso di celebrare l’evento sportivo dicendo ‘no all’omofobia’.

Domenica 13 maggio alle 15.30, nel corso dell’ultima partita di stagione contro il Giacobazzi Modena, i giocatori del Pesaro Rugby allenati da Nicola Mazzzucato indosseranno dei calzettoni color arcobaleno, come annunciato l’8 maggio nel corso di una conferenza stampa tenuta nella Sala Rossa del Comune di Pesaro alla quale hanno partecipato Simone Mattioli, presidente della Pesaro Rugby, Massimiliano Ascolillo, main sponsor della palla ovale con la Pagano & Ascolillo, Elvio Ciccardini, presidente dell’Arcigay Agorà Pesaro-Urbino, e Maria Cristina Mochi, presidente dell’associazione Agedo Marche.

Quella di domenica sarà la prima ‘discesa in campo’ pesarese del progetto nazionale dell’Arcigay Agorà ‘In campo contro l’omofobia’, come ricordato da Elvio Ciccardini: «E i ragazzi della Pesaro Rugby ci hanno stupito da subito per come hanno dato un sì immediato e senza riserve all’adesione a questo progetto. Anzi. Sono andati oltre la nostra proposta che prevedeva i lacci arcobaleno per le scarpe (quelli che per prime indossarono le squadre di calcio del Liverpool e del Manchester United) rilanciando la loro proposta dei calzini di maggiore impatto visivo. Lo sport è uno dei luoghi più importanti per veicolare questo messaggio proprio perché il luogo del confronto con sé stessi e con l’avversario fatto sempre nella forma del rispetto e della coesione verso l’obiettivo. L’omofobia (che il 17 maggio avrà la giornata nazionale dedicata alla lotta alla discriminazione) è un problema sociale e come tale va affrontato attraverso quello che per noi è un doppio messaggio: rivolto a formare uomini più attenti al rispetto della diversità come uno strumento che migliora la società e rivolto a creare una rete fra società sportive e istituzioni che sposino questi progetti».

Maria Cristina Mochi dell’Agedo ha poi sottolineato come «lo sport sia il luogo più incisivo per combattere l’omofobia e il rugby è uno di quelli che dà il valore più alto al rispetto delle regole e dell’avversario. E’ la Pesaro Rugby a cominciare questo percorso sul nostro territorio, così come in Italia fu sempre una squadra di rugby, quella di Trento, la prima a dire il suo no all’omofobia scendendo in campo con una maglietta rosa»

Un’iniziativa importante all’interno di un mondo, quello del rugby, da sempre inclusivo nei confronti del mondo LGBT ma nelle ultime settimane macchiato dalle sparate dell’australiano Israel Folau, più volte inciampato in dichiarazione provocatoriamente omofobe.

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