I richiedenti asilo che fuggono dalle leggi anti-LGBT: The SOGICA Exhibition

La mostra a Bologna: le richieste di protezione trattate dai funzionari in modo insensibile, senza rispettare la cultura e la giurisdizione appropriate.

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Fino al 6 giugno alla Biblioteca Sala Borsa di Bologna sarà possibile visitare la mostra organizzata dal progetto SOGICA, Sexual Orientation and Gender Identity Claims of Asylum. Inaugurata in occasione dell’IDAHOT, la Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, la mostra è strutturata in immagini e il suo obiettivo è raccontare visivamente le storie e la vita di chi fugge dal proprio Paese di origine per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità.

Insieme, si raccontano anche le loro esperienze nel richiedere asilo politico ai Paesi europei, ciò che il progetto SOGICA si propone di monitorare, fornendo anche risultati, soluzioni e suggerimenti per migliorare il sistema di asilo e renderlo più accessibile e giusto per chi ne fa richiesta.

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La mostra The SOGICA Exhibition

SOGICA è un progetto di ricerca quadriennale finanziato dall’European Research Council che si è svolto dal 2016 al 2020. A fronte del crescente numero di richiedenti asilo sulla base dell’orientamento sessuale, i ricercatori si sono trovati ad analizzare le procedure burocratiche e il trattamento sociale che vi si accompagna. In particolare, molte segnalazioni sottolineavano come le richieste di protezione venissero trattate dai funzionari in modo insensibile, senza rispettare la cultura e la giurisdizione appropriate.

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Dalla conferenza finale della ricerca SOGICA

La ricerca è stata coordinata dal Dipartimento di studi giuridici dell’Università del Sussex, attraverso una metodologia comparativa ed empirica. La base teorica partiva dai diritti umani, dagli studi femministi e queer, per poi svilupparsi su questioni intersezionali e interdisciplinari. I maggiori casi-studio analizzati sono stati la Germania, il Regno Unito e l’Italia – i Paesi che in media raccolgono più richieste – ed esaminandoli, i ricercatori hanno tentato di rispondere ad alcune domande complesse e fondamentali:

  • Come sono state incorporate le violazioni dei diritti umani connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere nelle politiche di asilo?
  • Come possono queste violazioni, e come sono viste in tal senso, ragioni per richiedere protezione internazionale?
  • Come sono esaminate le richieste di protezione internazionale basate su SOGI a livello statale ed europeo (Ue e CoE)?
  • Il modo in cui tali domande sono esaminate e decise influenza l’identità dei richiedenti e la loro integrazione nella società ospitante e nella comunità dei connazionali o della sua stessa origine etnica presenti in tale società? Se si, come?
  • Come possono i sistemi giuridici statali ed europei (Ue e CoE) vagliare le richieste di protezione internazionale basate su SOGI in modo più appropriato?

I risultati, le pubblicazioni e le raccomandazioni fornite ai Paesi in questione, così come i dettagli di tutte le fasi della ricerca, sono consultabili sul sito ufficiale del progetto SOGICA.

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In molti Paesi i rifugiati LGBT rimangono dimenticati nell’ombra

La mostra ospitata a Bologna, realizzata con il contributo di fotografi internazionali, è un passo ulteriore per rendere il progetto più reale agli occhi del pubblico, senza confinarlo agli spazi concettuali e asettici degli ambienti accademici. I richiedenti asilo rimangono ancora nell’ombra, così come il caso delle migrazioni a causa delle discriminazioni e delle persecuzioni a opera di governi anti-LGBTQ+. La mobilitazione dell’opinione pubblica diventa così una chiave di lettura importante per porre davvero l’attenzione su questo fenomeno.

 

Immagine di copertina: E-International Relations

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