Leone d’Oro alla Carriera alla 77esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, Tilda Swinton, musa dell’indimenticato Derek Jarman, si è fatta paladina del gender neutral. La diva premio Oscar, al Lido anche con il primo progetto in lingua inglese di Pedro Almodovar, The Human Voice, ha infatti difeso la scelta del Festival di Berlino, che dal 2021 consegnerà un premio ai migliori attori della manifestazione senza fare più distinzione tra uomini e donne.

Gli esseri umani si interessano molto alle divisioni, alle classificazioni, ai compartimenti, che siano per genere, razza o classe sociale. Credo che invece si stia capendo che non è una direzione giusta, quella di dividere le persone e prevedere per loro un percorso prestabilito, in base al genere o alla razza. È solo una perdita di tempo. La vita è così breve. Sono felice di quanto fatto a Berlino e penso sia una cosa piuttosto inevitabile che tutti prima o poi seguiranno. L’idea che il genere vada stabilito in un unico modo, mi fa venire la claustrofobia. È una tristezza categorizzare le persone del tutto eterosessuali, del tutto omosessuali, del tutto uomini o del tutto donne. Mi viene noia. Quindi, dico bravi a quelli Berlino.

Aggiungi Gay.it come fonte preferita in Google!

59 anni e amica intima di Luca Guadagnino, la Swinton ha interpretato in passato ruoli ‘extra-genere’, vedi l’iconico Orlando di Sally Potter ma anche lo stesso Antico di Doctor Strange. Tilda è ora attesissima in sala con The French Dispatch, ultima fatica di Wes Anderson.

 

https://www.instagram.com/p/CEq9pupJs1q/

© Riproduzione riservata.