Tom of Finland: quando l’omoerotismo a fumetti iniziò

Esce per l'editore Taschen quello che si può definire il più prezioso volume mai dedicato all'erotismo gay a fumetti. Disegni inediti e opere dell'uomo che ha fatto la storia dell'arte omoerotica.

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Ormai manca poco al quarantennale della rivolta di Stonewall, l’evento che il 28 giugno del 1969 fece voltare pagina alla comunità GLBT (perlomeno nel mondo occidentale). Probabilmente è anche per celebrare questa ricorrenza che l’editore Taschen ha appena distribuito un libro dal valore simbolico notevole, che in un certo senso segna lo sdoganamento definitivo dell’arte omoerotica. Si tratta di Tom of Finland XXL, sicuramente il volume più lussuoso (e costoso) mai dedicato all’erotismo gay: trentatré centimetri per quarantasei, seicentosessantasei pagine e sei chili e mezzo di di carta patinatissima che rendono finalmente giustizia all’artista che è ritenuto il capostipite dell’illustrazione omoerotica moderna.

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Per la prima volta vengono resi alla perfezione i suoi raffinati disegni, che hanno segnato almeno tre generazioni di gay in tutto il mondo, e sicuramente l’iniziativa acquista un significato supplementare considerando che parte da un editore con un pubblico molto eterogeneo e che viene distribuito regolarmente in tutte librerie di varia (e persino in quelle italiane tramite la Logos). Questo imponente tomo, impreziosito da numerosi saggi critici e interventi di vario tipo, oltre a raccogliere diversi disegni "imprescindibili", mostra per la prima volta moltissimi disegni finora inediti, provenienti da collezioni private o recuperati solo di recente dal certosino operato della Tom of Finland Foundation.

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Non bisogna dimenticare che dei circa 4000 disegni che si stima compongano la produzione di Tom of Finland, buona parte sono ancora dispersi e non catalogati da nessuna parte, e la Tom of Finland Foundation (fondata dal partner di Tom, Durk Dehner, per promuovere e preservare l’arte erotica), tra le altre cose prosegue instancabile la sua opera di "recupero" dell’arte di Tom, che comunque è ancora famoso come non mai. Probabilmente lo stesso Tom (alias Touko Laaksonen, 1920-1991) non si sarebbe mai aspettato di diventare un simile icona gay pop, al punto di ritrovarsi ancora nel 2009 in tante prestigiose gallerie d’arte, su un numero impressionante di gadgets e t-shirts, ad essere titolare di un profumo e persino esposto alla Biennale di Venezia di quest’anno (ovviamente nel padiglione dei paesi nordici).

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D’altra parte parliamo di un artista che ha accompagnato, e segnato, almeno quarant’anni di storia gay, scardinando un intero immaginario che vedeva nell’omosessualità la brutta copia dell’eterosessualità e che era rimasto fermo agli ideali efebici, androgini e tutto sommato remissivi celebrati dai poeti del tardo novecento. Tom accompagnò lo svezzamento di una nuova generazione di omosessuali: maschili, ottimisti e assertivi, ma soprattutto sessualmente liberati. Accompagnò la nascita di nuovi modelli e nuove sottoculture (a partire dal leather) e attraverso i suoi disegni è possibile seguire idealmente la crescita e l’affermazione della comunità gay moderna.

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Un vero peccato che una brutta malattia ai polmoni (era un accanito fumatore) se lo sia portato via nel 1991: sarebbe stato bellissimo vedere come avrebbe interpretato gli ultimi venti anni di storia gay, con tutti i loro cambiamenti e le loro conquiste. Tuttavia è innegabile che il suo esempio stia dando ancora ottimi frutti, ed è anche per questo che il comitato del Los Angeles Pride ha appena consegnato il premio Pat Parker, che ogni anno viene riservato al maggior contributo artistico, proprio alla Tom of Finland Foundation e alla memoria di Tom of Finland. Sicuramente non è un caso se questo premio viene tributato proprio per il quarantennale di Stonewall, rappresentando anche un grande riconoscimento da parte del movimento omosessuale in senso lato all’arte omoerotica e a ciò che Tom ha rappresentato.

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Probabilmente senza l’apporto di Tom molte cose sarebbero andate diversamente e, probabilmente, non si sarebbe costituito quel senso di identità e di appartenenza così forte che ha contribuito a ad affermare la comunità gay in tutto il mondo. D’altra parte forse non è una conicidenza il fatto che Tom of Finland in Italia fosse praticamente sconosciuto fino alla fine degli anni 90.

di Valeriano Elfodiluce

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