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Tom Of Finland, un pioniere di liberazione omoerotica: la mostra a Venezia

Dai primi disegni degli anni '50 all'acclamazione al MoMa di New York, la celebrazione di un artista che cambiò per sempre l'immaginario gay.

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Ricordando Tom Of Finland, pioniere dell'immaginario omoerotico
© Tom of Finland Foundation
3 min. di lettura

Dal prossimo 23 Aprile fino al 26 Giugno, si terrà a Venezia presso lo Studio Cannaregio AllTogheter, mostra collettiva in collaborazione con DIESEL, per celebrare il centenario della nascita di Tom Of Finland. La mostra è organizzata in collaborazione con la Tom Of Finland Foundation che per più di quarant’anni ha preservato opere di innumerevoli artisti queer, ed è curata da The Community,  istituzione d’arte multidisciplinare che dal 2021 insieme al The Community Centre, offre piattaforme di supporto per artisti emergenti in tutto il mondo

Ma chi era davvero Tom Of Finland? E perché è fondamentale conoscerlo anche oggi?

Ricordando Tom Of Finland, pioniere dell'immaginario omoerotico
© Tom of Finland Foundation

 

All’anagrafe, Touko Valio Laaksonen nasce nel 1920 vicino Turku, cittadina rurale della Finlandia sud-occidentale. Si forma presso un’agenzia di comunicazione, ma nessuno può togliergli la matita dalle mani. Sin da ragazzino passa le sue giornate a disegnare uomini giganti: contadini, poliziotti, operai, marinai, galeotti. Professioni che nessuno all’epoca avrebbe associato al mondo gay, ma che davano piena libertà alle fantasie più recondite di Touko, svincolato da occhi indiscreti o censure.

Nel 1956, quando inizia a collaborare con il magazine Physique Pictorial, Touko diventa Tom Of Finland, sostituendo il cognome con il paese di nascita come un artista del Rinascimento. È un periodo storico in cui erotismo e omosessualità non sono considerati all’ordine del giorno, ma Tom riesce a depistare ogni sospetto, proponendo la rivista come un periodico dedicato al corpo e al benessere del maschio.

 

Ricordando Tom Of Finland, pioniere dell'immaginario omoerotico
© Tom of Finland Foundation

Negli anni Settanta Tom si mette in proprio e dà sfogo alla proprie pulsioni, che diventano tratto distintivo di un’estetica che farà la storia: i modelli diventano l’apoteosi del testosterone, maschi alfa estremizzati nelle forme, ipersessualizzati senza timore di turbare o scuotere i pudori dell’epoca.

Tom Of Finland non si è mai presentato come un artista dal sopracciglio rialzato, al contrario, le sue opere hanno sempre reso impercettibile la linea sottile tra arte e pornografia, con l’obiettivo primario di solleticare i suoi desideri e quelli di chi guarda: “Se non mi eccitassi, non prenderei nemmeno la matita in mano” dichiarò senza mezzi termini.

Nelle parole dello storico d’arte Micha Ramakers, i suoi disegni nascevano da un tripudio di ispirazioni, dal Rinascimento all’Arte Barocca, da Paul Cadmus alle fantasie proibite di quando era ragazzino. Nel 1976 due fan organizzano la prima mostra di Tom Of Finland in Europa, presso il Revelt Shop, sex-shop di Amburgo. L’esposizione – intitolata “The Lodgers” (I taglialegna) – è un punto di non ritorno: i suoi lavori raggiungono il MoMA di New York, l’Art Institute of Chicago e il MOCA di Los Angeles, e il nome di Tom Of Finland finisce sulla bocca di tutti.

 

Ricordando Tom Of Finland, pioniere dell'immaginario omoerotico
Tom of Finland, Untitled (Portrait of Pekka), 1975. Courtesy Tom of Finland Foundation and David Kordansky Gallery, Los Angeles, California.

 

Se per la contemporanea sensibilità dalla comunità LGBTQIA+ la mascolinità rappresentata da Tom oggi risulterebbe eccessiva e, per certi versi, caricaturale – dai grandi baffi ai peni strabordanti nei pantaloni – negli anni ’50 del Novecento, durante un periodo storico in cui gli uomini gay erano costantemente definiti “donne mancate”, Tom ha riscritto l’immaginario maschile dell’epoca:

il macho iper-virile non è più universalmente eterosessuale, ma al contrario fa sesso con altri uomini e diventa simbolo di quel mondo omosessuale tanto deriso e sbertucciato, finalmente rappresentato in una veste insolente, consapevole di sé, e priva di ogni censura, morale o espressiva.

L’arte di Tom Of Finland ha il potere di cambiare la vita delle persone e farle sentire importanti” disse Elysia Borowy-Reeder, direttrice esecutiva del MOCAD (Museum of Contemporary Art di Detroit): “È qualcosa che ha un grande messaggio politico, oggi in particolare”.

La mostra, che si apre a Venezia nei giorni dei grandi opening della Biennale Arte 2022, è stata fortemente voluta dal direttore creativo di Diesel, Glenn Martens, classe 1983: a riprova del grande impatto visivo che l’immaginario di Tom of Finland ha lasciato anche sulle più giovani generazioni di creativi.

Per saperne di più sulla mostra: AllTogheter, a Venezia l’arte omoerotica, nel nome di Tom of Finland

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