ROMA – Non accetterà mai la presenza di una transessuale al Dopofestival, Pippo Baudo; rinuncerebbe piuttosto al suo ruolo di conduttore e direttore artistico di Sanremo. Così, il dinosauro della tradizione televisiva italiota, nel pieno delle sue funzioni di “termometro” («devo misurare la temperatura dei pericoli per l’azienda» ha detto) si è messo contro l’idea di Vittorio Sgarbi, chiamato a condurre il talk-show che deve seguire la serata festivaliera, di far sedere nel salotto di Sanremo la scrittrice trans Cristina Bugatti, oltre al senatore a vita Francesco Cossiga.
Dopo qualche scambio di accuse velenose, l’ex-sottosegretario deve così lasciare il campo e cedere alle pressioni moralistiche di Baudo preoccupato che gli italiani siano sconvolti dalla presenza di una transessuale in tv. «Il direttore generale ha potere assoluto, ma a quel punto decido io se esserci o meno – ha detto – Ho la direzione artistica del festival e se non ritengo motivata la ragione per cui è utile e produttivo che questa signora partecipi al Dopofestival, ho il diritto di criticarne l’utilizzazione». Roba da terzo mondo culturale. Baudo probabilmente ignora che esistono transessuali sindaco, parlamentari, imprenditori, oltre che scrittrici come la stessa Cristina Bugatti.
Le associazioni gay e trans non stanno certo a guardare, e annunciano iniziative di protesta: «Le dichiarazioni di Pippo Baudo, che confermano l’esclusione di Cristina Bugatti dalla trasmissione televisiva del “Dopo Festival” in quanto transessuale, pongono il presentatore in una condizione ‘fuori legge’» affermano in una nota le associazioni “Crisalide Azione Trans” e “Movimento Identita’ Transessuale“, citando i divieto di discriminazione espresso dalla Corte europea di Giustizia gia’ dal 1996. «Cio’ che non si vuole -conclude la nota- e’ che una persona transessuale possa essere considerata un buon critico musicale (Cristina e’ cantante), ma anche un capace impiegato, operaio, informatico, avvocato, ingegnere, eccetera».
«Che Pippo Baudo fosse un censore e’ risaputo negli ambienti artistici» precisa Genny Random della Grn (Gay Right Network), etichetta discografica specializzata per il mercato gay. «Nel 1994 La Cristiana – prosegue Random – cantante transessuale tra gli artisti da noi seguiti, venne espulsa dal festival sette giorni prima della gara in quanto Baudo scopri’ la sua variazione anagrafica, pur avendo diritto di partecipazione. L’allora etichetta discografica de La Cristiana dovette sostituirla al festival con un’altra artista».
Anche Vladimir Luxuria, nota drag-queen e tra gli organizzatori del Gay Pride di Roma, ricorda altri episodi in cui Baudo ha dimostrato un atteggiamento omofobo: «Un anno dopo l’uscita di ‘Mery per sempre’ – spiega Luxuria – l’attrice del film, Alessandra Di Sanzo, propose un brano a Sanremo ma la commissione, in cui c’era Baudo, lo rifiuto’».
E aggiunge che nel ’94, quando a Sanremo ci fu come ospite Elton John in coppia con il noto travestito Ru Paul, Pippo fece a quest’ultimo «una intervista cattiva, non tradotta in italiano, e uno spettatore dalla platea grido’ ‘a noi piacciono le donne’. Baudo rispose ‘anche a me’, e si becco’ l’applauso. La discriminazione – conclude – e’ la peggiore forma di volgarita’».
«Con l’Arcigay – annuncia infine Luxuria – stiamo organizzando una forma clamorosa e colorata di protesta all’Ariston contro un uomo che pensa che un trans o un travestito sia un elemento di disturbo per la societa’. Baudo ha fatto una vera e propria opera di censura televisiva. In altre nazioni come la Germania e l’Inghilterra i travestiti conducono trasmissioni televisive, in Italia dobbiamo metterci da parte a favore della mania per le inquadrature di glutei e di linguaggi scurrili. A Baudo urleremo che la volgarita’ e’ la peggior forma di pregiudizio».
I trans e i travestiti italiani marceranno quindi per protesta a Sanremo il 7 marzo di fronte al Teatro Ariston. E intanto il deputato DS Franco Grillini, presidente onorario Arcigay, ha annunciato la presentazione di una interrogazione al ministro competente per sapere “se esiste una linea del governo contro la presenza nelle trasmisisoni televisive di esponenti della comunità glbt (gay, lesbica, transessuale, bisessuale) e, in caso negativo, cosa intenda fare per contrastare le discriminazione delle persone glbt anche nel campo della comunicazione”.
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