Vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus), parla l’infettivologo

La nota di Paolo Bonfanti, Direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Gerardo di Monza e Professore Associato di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

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A seguito delle notizie relative alla diffusione del “Vaiolo delle scimmie” in Europa e Nord America, abbiamo chiesto delucidazioni a Paolo Bonfanti, Direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Gerardo di Monza e Professore Associato di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Il dott. Bonfanti ha dato a Gay.it autorizzazione a pubblicare le seguenti informazioni.

Infezione del virus del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

Sta suscitando molta preoccupazione anche nella opinione pubblica la diffusione di casi di infezione umana da virus del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus) in diversi paesi europei. Al 23 maggio sono stati accertati 68 casi confermati in otto paesi dell’Unione Europea, 5 in Italia.

È importante fare chiarezza, anche per dare la giusta dimensione al rischio effettivo legato alla possibile diffusione di questo virus.

 

Cos’è il virus del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

Il virus del vaiolo delle scimmie è un virus normalmente presente in Africa Occidentale e nella zona Camerun e della Repubblica Democratica del Congo e la circolazione avviene tra primati (scimmie) e piccoli roditori. L’infezione si può trasmettere dall’animale all’uomo attraverso il contatto con la saliva ed altri fluidi dell’animale o il contatto diretto con l’animale infetto. Nel continente africano non è quindi infrequente che vengano segnalati focolai epidemici, attualmente in Repubblica Democratica del Congo e in Nigeria sono in corso due epidemie.

L’infezione da virus del vaiolo delle scimmie in passato era già stata osservata al di fuori del continente africano. Nel 2003 infatti si registrò una piccola epidemia negli Stati Uniti (81 casi) a seguito dell’importazione dal Ghana di un grosso ratto infetto come animale da compagnia.

L’attuale epidemia europea (i primi casi sono stati segnalati in Gran Bretagna, Portogallo e Spagna) presenta alcune anomalie rispetto a quanto avvenuto in passato, in quanto la catena di trasmissioni non presenta collegamenti con l’Africa occidentale e centrale. La trasmissione sembra inoltre essere favorita da contatti sessuali. Tutte le autorità sanitarie dei diversi paesi europei, anche in Italia e in Regione Lombardia, sono allertate su questo fenomeno e hanno predisposto sistemi di sorveglianza.

 

Contagio e trasmissione del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

In realtà il virus non si diffonde facilmente tra le persone. Non è paragonabile al Covid. La trasmissione interumana avviene a seguito dell’esposizione diretta e prolungata a secrezioni respiratorie di soggetti malati (contagio da droplet), oppure tramite il contatto con fluidi corporei, con mucose o lesioni vescicolari della cute o biancheria da letto/indumenti di una persona infetta. È possibile che i rapporti sessuali siano una via di trasmissione dato lo stretto contatto cutaneo e con mucose. Quindi la trasmissione interumana tra individui senza contatto stretto è considerata bassa. Inoltre la forma che si sta diffondendo in Europa non causa forme gravi, si autolimita e al momento non si sono verificati decessi.

La persona infetta inizia ad essere contagiosa quando esordiscono i sintomi iniziali e non è più contagiosa una volta che tutte le lesioni cutanee sono diventate crostose.

 

Sintomi del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

La malattia ha un periodo di incubazione di 6-13 giorni. I sintomi di esordio sono aspecifici: febbre, dolori muscolari, astenia, mal di testa. Entro tre giorni dai sintomi di esordio compare una eruzione cutanea papulare che può coinvolgere tutto il corpo, compresi i palmi delle mani e le piante dei piedi. Le lesioni cutanee, molto pruriginose, evolvono rapidamente a vescicole, pustole e infine a lesioni crostose. Il virus è contenuto nel liquido delle vescicole/pustole. Un altro segno caratteristico è l’ingrossamento dei linfonodi a livello del collo o a livello inguinale.

 

Cosa fare alla comparsa di sintomi del vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

Una persona di qualsiasi età che presenti un’eruzione cutanea acuta da causa sconosciuta accompagnata da febbre o da ingrossamento dei linfonodi, che abbia viaggiato in un paese africano a rischio o che abbia avuto partner sessuali multipli nei 21 giorni precedenti, è bene che avvisi telefonicamente il proprio MMG per essere indirizzato nei centri ospedalieri in cui vi siano reparti di Malattie Infettive.

 

Vaccinazione per il vaiolo delle scimmie (Monkeypox virus)

È possibile che le persone vaccinate contro il vaiolo (vaccinazione abolita in Italia nel 1981) siano protette dall’infezione dal monkeypox virus vista la similitudine tra i due virus.

 

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