QUESTIONE DI ORMONI?

Un lettore: «cosa ci spinge a cercare gli uomini invece che le donne?» L’esperto: «gli ormoni. Ma c’è anche dell’altro».

Forse una domanda banale, forse anche stupida, ma mi tormenta profondamente. Mi scuserete allora se ve la pongo: mi sono ben accettato, anche se non è stato facile, e anche se non ho fatto coming out con tutti, anzi direi che l’ho fatto con pochi.

Insomma la mia domanda è la seguente: cosa ci spinge da un punto di vista biologico a cercare gli uomini invece che le donne?

Non è un senso di colpa, ma un tormento.

Vi ringrazio per la risposta e a presto.

Carlo

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Carissimo,
dire banale la domanda che hai proposto è un eufemismo! Il quesito è particolarmente delicato e al quanto complesso. Cercherò comunque di sintetizzarti e chiarirti alcuni elementi necessari e, perché no, chiave del mistero delle attrazioni.

Iniziamo col dire che anche noi, in quanto “animali”, abbiamo mantenuto nella nostra natura biologica caratteristiche utili al riconoscimento dell’altro, inteso come “oggetto” del desiderio, che ci permettono di sentirci più o meno attratti durante i comportamenti di tipo relazionale.

Una componente biologica particolarmente necessaria riguarda i “feromoni” sostanze secrete da particolari ghiandole sudorali che variano in rapporto allo stato d’animo e che possono stimolare il desiderio sessuale. I feromoni sembrano inviare un messaggio subliminare, quindi non percepibile coscientemente, ma che viene decodificato a livello cerebrale ed è in grado di influenzare i rapporti umani. A scatenare la tempesta dell’amore è anche il messaggio chimico contenuto nell’odore della pelle del nostro partner. Insomma, deve scattare l’alchimia olfattiva perché si accenda la passione.

C’è un bellissimo libro americano, che agli inizi del 2000 ha suscitato particolare interesse riguardo il comportamento biologico naturale omosessuale negli animali. Il titolo è Biological Exuberance di Bruce Bagemihl, purtroppo ancora non tradotto in lingua italiana. L’Autore sottolinea e sferra un attacco alla “natura dell’eterosessualità” rimarcando che, nel mondo animale, il comportamento e l’attrazione omosessuali sono estremamente naturali.

La risposta dell’attrazione per una certa persona non credo sia riconducibile solamente alla natura biologica dell’essere umano, e comunque in linea con Bagemihl non sembrerebbe biologicamente così innaturale. Le “attrazioni” nascono sicuramente da una componente chimico-biologica, ma è necessario ricordare che si rinforzano costantemente durante tutto la nostra evoluzione psico-fisiologica.

Con questo vorrei ricordare che nella naturale espressione dell’ “essere” umano è insito essere “attratti da” un altro “individuo”. La possibilità di provare piacere e, quindi attrazione a prescindere dal genere maschile o femminile, sottolinea il naturale sviluppo personale. Il problema più grande rimane semplicemente lo schema rigidamente precostituito legato agli stereotipi socio-culturali, che continuano radicalmente ad imporre regole, ruoli, comportamenti…l’eterosessualità.

In accordo sempre con Bagemihl e in qualità di sessuologo confermo l’assurda associazione procreazione piacere sessuale, ovvero riproduzione attrazione erotica.

La domanda più giusta da porsi non credo sia perché un uomo possa essere attratto da un altro uomo piuttosto che da una donna, bensì perché l’attrazione eoritico-sessuale-sentimentale non possa prescindere dal semplice e naturale “sentire” interno di ogni individuo…maschio o femmina che sia.

Un abbraccio
Dr Fabrizio Quattrini

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di Fabrizio Quattrini