Sei dipendente da Grindr? Ecco come guarire da un utilizzo compulsivo

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Le applicazioni social dedicate alla comunità gay hanno cambiato il nostro modo di essere. Grindr, si sa, è stata la prima app gay per i nostri smartphone, essendo stata lanciata per iPhone il 25 marzo 2009. Ci ha consentito di conoscere persone interessanti, di fare tanto buon sesso ed in certi casi di iniziare anche una relazione positiva, ma, lo sappiamo bene, ci ha procurato anche moltissime delusioni. Ma non è questo ciò di cui vogliamo parlare, bensì di un problema riscontrabile semplicemente andando una sera in una discoteca gay d’Italia: la dipendenza da Grindr. Quante volte abbiamo visto amici o semplici frequentatori fissarsi sul proprio cellulare per vedere “chi è online” e chattare con quel ragazzo anziché approcciarlo offrendogli una bevuta o scambiando solo due chiacchiere? O quante volte a cena con amici ti rendi conto che nessuno sta parlando perché, oltre a Facebook, tutti gli altri stanno ossessivamente guardando chi è il ragazzo più vicino e come sia possibile che quel tipo muscoloso a 350 metri il tuo amico non lo abbia mai contattato?

Una dipendenza è una dipendenza. Che si tratti di gioco d’azzardo, di sesso, di caffeina, di televisione, le regole sono più o meno sempre le stesse: ogni tanto va bene, ma la compulsività porta danni, in qualunque ambito. Quando il nostro cervello si fissa su una routine, è sempre più difficile dargli gli strumenti per uscirne. E uscirne a volte è necessario, come quando si inizia una relazione nella quale Grindr sia bandito: ed allora litigi su litigi, per quella “dannata” applicazione che non riusciamo più a cancellare dalla nostra testa (e dal nostro smartphone).

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A costo quindi di apparire come “bacchettoni”, ecco dieci buoni consigli per “guarire” dalla dipendenza di Grindr.

FASE 1: Ammettere di avere un problema.

Non tutti i 5 milioni di utenti “attivi” di Grindr ne sono dipendenti, ma chi lo è, sa bene di esserlo ed ha solo qualche difficoltà ad ammettere di avere un problema. Per averne certezza, le domande da porci sono semplici: quanto tempo Grindr mi tiene lontano dalla mia produttività, sia al lavoro che a casa? Quanto dalle mie relazioni, sia amicali che familiari che amorose? Quanto aprire l’app è diventato un gesto automatico che fai ovunque, in qualunque situazione ti trovi, anche le meno adatte? Se Grindr ti fa venir meno alle tue responsabilità, di qualunque tipo esse siano, allora hai un problema. Ma il primo passo è ammetterlo.

FASE 2: Chiedersi: “Perché sono qui?

Sei online per il sesso, per avere degli appuntamenti, perché non sai che fare, per stare in contatto con gli amici o per trovarne di nuovi? Ora rifletti su quante ore hai speso online, quante di queste ore ti hanno davvero fatto arrivare all’obiettivo e quante sono state invece occupate ad avvicinarsi a questo. Quasi sicuramente le ore spese per cacciare saranno state infinitamente di più che quelle per catturare…. per carità, la caccia è un istinto naturale dell’uomo, ma se la caccia non porta benefici, come nell’illusione del gioco d’azzardo, allora qualche riflessione è d’obbligo.

FASE 3: Mentre lavori non andare online

Una delle strategie più semplici per “disintossicarsi” da Grindr è di non andare più online mentre lavori o studi. Ti potrai così concentrare sulle tue responsabilità in un settore, quello lavorativo (o scolastico), nel quale questa tua dipendenza potrebbe avere le conseguenze più pesanti. Inizia da questo: inizia ad imporre al tuo cervello di uscire dalla routine per quelle ore in cui sei al lavoro (o a scuola).

FASE 4: Non mandare più foto hot (e non chiederne più)

Una cosa interessante accade quando si inviano foto di nudo: le tue emozioni si desensibilizzano, a vedere un corpo nudo non provi più alcun brivido e tutto ciò ti rende vulnerabile per creare dipendenza. Non mandare più foto hot e non chiederne più, se non a conversazione avviata da almeno una mezz’ora. Vedrai che la tua prospettiva su Grindr inizierà a cambiare e comincerai a vedere la fine del tunnel.

FASE 5: Disinstallarla.

Non stiamo parlando di disconnetterti semplicemente: il nostro consiglio è di eliminare l’app del tutto dal tuo smartphone, per poi scaricarla di nuovo quando ne sentirai nuovamente un bisogno impellente. Sembra una cosa inutile, ma invece non lo è: non vederla più nella schermata del tuo cellulare ed essere costretto a reinstallarla, perdendoci i cinque minuti necessari, è assolutamente terapeutico, come lo è comprare pacchetti da 10 sigarette anziché da 20. Perché più velocemente inizierai a chiederti quanto senso abbia.

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