Caso Ronga: il sangue gay non c’entra

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Il commissario straordinario del Pascale, intervistato da Gay.it, smentisce che alla base del licenziamento ci sia la vicenda delle trasfusioni da omosessuali.

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Il dott. Ronga non sarà licenziato per questioni relative alla trasfusione da omosessuali. Lo precisa il professore Alfonso Barbarisi, commissario straordinario dell’Istituto Pascale di Napoli dove si sono verificati i fatti in questione. Barbarisi precisa, infatti, che «Il licenziamento può anche esserci ma per altri gravi problemi, non certamente per questo».

Il dott. Domenico Ronga, qualche mese fa, aveva subito una condanna penale per aver effettuato trasfusioni utilizzando sangue prelevato da omosessuali, cosa che la legge vietava. In seguito a quel fatto, il ministro della sanità Umberto Veronesi aveva accelerato i tempi di approvazione del decreto che aboliva il divieto di prelievo di sangue per trasfusioni da soggetti omosessuali, decreto che è all’esame della Corte dei Conti e che eliminerebbe una vistosa discriminazione nei confronti dei gay.

Alcuni giornali di oggi, però, citavano quell’episodio considerandolo all’origine del possibile licenziamento del dott. Ronga. Ma la notizia è stata fermamente smentita dal prof. Barbarisi, intervistato da Gay.it: «per quanto riguarda l’episodio per il quale è stato condannato il dottor Ronga a non so quanti mesi di reclusioni e che riguardava la trasfusione da omosessuali, io non ho preso nessunissima ulteriore azione nei suoi confronti». I provvedimenti nei confronti di Ronga avrebbero altra origine: «nel momento in cui è uscito sul giornale questa notizia della condanna del dott. Ronga – precisa il commissario straordinario del Pascale – la gente avrebbe potuto immaginare che il servizio fosse a rischio. Allora io, dovendo, come rappresentante dell’Istituto, garantire i pazienti che la situazione non è pericolosa, ho invitato il direttore sanitario a fare una verifica nel reparto».

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