Il parroco al giornalista: “Lei è frocio?”

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Era finito nella bufera per aver scritto che le donne sono responsabili della violenza che le colpisce. Nel difendersi tira in ballo anche i gay. "Non so se...

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Don Piero Corsi, parroco di San Terenzo di Lerici, è il nuovo mostro di Natale, un vero Grinch che dello spirito del 25 dicembre ha ben poco a giudicare dalle sue parole. Era finito nella bufera per aver detto che le donne vittime di femminicidio sono responsabili delle violenze che subiscono. Nel difendersi dalle accuse dopo quelle frasi, però, ha fatto di peggio prendendosela questa volta anche coi gay.

L’insulto omofobo – È il giornalista di RadioRai Paolo Poggio ad intervistarlo: "Lei ha scritto che le donne devono fare autocritica perch‚ provocano, o non lo ha scritto?", chiede il cronista. "Lei capisce che se una frase la sgancia dal prima e dal dopo, può far dire molte cose diverse da quel che sta dicendo" risponde il sacerdote, che poi attacca: "cioè scusi, quando lei vede una donna nuda, cosa prova? Quali sentimenti prova, quali reazioni prova? Non so se è un frocio anche lei o meno, cosa prova quando vede una donna nuda? Non è violenza da parte di una donna mostrarsi in quel modo lì".

Le frasi sulle donne – Le parole del parroco che avevano suscitato ira

e sdegno riguardavano le donne. "Possibile  – aveva scritto in un volantino – che in un sol colpo gli uomini siano impazziti? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni. Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici. Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (forma di violenza da condannare e punire con fermezza) spesso le responsabilità sono condivise". E a proposito della violenza sessuale aveva scritto: "Quante volte vediamo ragazze e signore mature circolare per strada con vestiti provocanti e succinti? Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre e nei cinema? Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e poi si arriva alla violenza o abuso sessuale (lo ribadiamo. Roba da mascalzoni). Facciano un sano esame di coscienza: forse questo ce lo siamo cercate anche noi?".

Addio all’abito talare – "Voglio comunicare che ho deciso di mettere da parte l’abito talare, del quale mi sento indegno, nella speranza che la riflessione e la penitenza mi consentano un giorno di riconquistare quella serenità che ho oggi innegabilmente smarrito". È quanto ha comunicato il prete in una lettera aperta. Ma in una intervista a Sky tg24 afferma: "nessun mea culpa".

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