L’EUROPA HA FIGLI GAY

di

Il manifesto di EuroFlag: padri e madri di omosessuali chiedono al Parlamento Europeo il riconoscimento dei diritti per i loro figli. Intervista a Paola Dall'Orto. Che spiega come...

909 0

PISA – Le madri e i padri dei ragazzi omosessuali in tutta Europa si uniscono, e si rivolgono al Parlamento Europeo perché i loro figli si vedano riconosciuti i diritti che i governi locali ancora negano loro. In Italia, Spagna, Francia, Belgio, Germania e Gran Bretagna, si stanno raccogliendo adesioni eccellenti a un manifesto in cui si chiede una maggiore attenzione ai temi riguardanti l’orientamento sessuale in tutti gli interventi sociali e legislativi che riguardano l’adolescenza, mentre i risultati di un’ampia inchiesta europea sulla situazione di vita dei giovani omosessuali nelle loro famiglie nelle varie nazioni europee, saranno sottoposti alla fine dell’anno al Parlamento Europeo, perché ne possa trarre importanti indicazioni con le quali orientare i propri interventi legislativi.

Queste sono solo due delle tante iniziative che le agguerritissime madri e i determinatissimi padri di ragazzi gay e ragazze lesbiche stanno portando avanti nelle nazioni europee, superando ora le barriere nazionali e coordinando gli interventi, grazie a EuroFlag, il coordinamento delle associazioni di genitori dei sei paesi sopra menzionati. Il coordinamento è nato il 1° aprile del 2000 su iniziativa di Paola Dall’Orto, fondatrice e presidente dell’Agedo, l’Associazione di Genitori di Omosessuali che in Italia si è già fatta promotrice di importanti iniziative. A lei abbiamo chiesto di illustrarci i progetti in corso.

Paola, partiamo dal Manifesto. Come è nata l’iniziativa e quali sono gli obiettivi?

Alcune settimane fa, sono stata a Barcellona per una riunione in cui veniva presentato l’ingresso in Euroflag della AMPGIL, l’associazione spagnola. Al momento della sua nascita, infatti, EuroFlag riuniva l’Agedo italiana, Passerelles dalla Francia, la Befah tedesca, Telsquels dal Belgio e la Flag dalla Gran Bretagna, alle quali nella primavera di quest’anno si è unita anche l’analoga spagnola. In occasione di quella riunione, l’AMPGIL ha presentato l’iniziativa di raccogliere adesioni da parte di personalità del mondo accademico, della cultura, della politica, a un manifesto, redatto dai genitori membri dell’associazione, molti dei quali sono professori universitari. Nel testo, in sintesi (potete trovare il testo completo del manifesto cliccando qui), si chiede che i politici, in collaborazione con l’Università e le associazioni, si impegnino a includere le tematiche relative all’omosessualità in tutti quegli interventi che si rivolgono agli adolescenti, siano essi nella scuola, sui canali di informazione, e in ogni altro ambito, e che si dia avvio a una serie di interventi legislativi che sollevino ogni pregiudizio e discriminazione che possa nuocere ai giovani durante il loro percorso di scoperta della sessualità.

E’ una iniziativa che riguarda solo la Spagna?

E’ nata dalla Spagna, ma ora è stata adottata anche dalle altre nazioni dell’EuroFlag. Vorremmo portare le adesioni che riusciremo a raccogliere al Parlamento Europeo. Io mi sto dando da fare per raccoglierle in Italia.

E hai già avuto qualche adesione eccellente?

Tra i nomi noti, per ora ho quelli di Gianni Vattimo e Leo Gullotta, oltre a quelli di molti professori universitari. Ho anche scritto a Ciampi: tempo fa indirizzai un messaggio a sua moglie, che mi rispose dichiarandomi tutta la sua disponibilità a darci una mano e invitandomi a scrivere nel momento in cui ci fosse qualche iniziativa. Comunque continueremo a raccogliere adesioni: chiunque voglia dare la propria può scrivermi al’indirizzo pdallorto@libero.it

Questa non è la sola iniziativa di EuroFlag, vero?

Stiamo portando avanti anche una grande inchiesta a livello europeo sulla situazione che i giovani omosessuali vivono in famiglia. Stiamo realizzando, in collaborazione con alcuni sociologi e psicologi, un questionario che distribuiremo in tutto il territorio nazionale, affinché i giovani e i loro genitori possano rispondere ad alcune domande. Ogni nazione sceglierà, poi tre questionari che esemplificano la situazione esistente in quel paese, che saranno presentati entro la fine dell’anno al Parlamento Europeo. Poi una equipe europea di psicologi redigerà una relazione coordinata della situazione dei vari paesi. Sarà un’occasione per "tastare il polso" della famiglia europea e di come si relaziona con l’omosessualità di uno dei figli.

Situazione che, almeno in Italia non è molto rosea…

Direi di no. A livello istituzionale, basta pensare che all’interno dell’osservatorio sulla famiglia non esiste alcun riferimento all’omosessualità, e anche questa è una cosa che, in quanto Agedo, vogliamo cambiare. A livello sociale, poi, c’è una grande difficoltà a fare in modo che i genitori parlino della loro situazione familiare con i figli omosessuali. Ma questo è un problema comune anche alle altre nazioni europee, non solo italiano.

Quali sono i prossimi appuntamenti dell’Agedo?

Il 14 e 15 settembre prossimi avremo il nostro primo convegno nazionale a Ghedi, in provincia di Brescia. Il giorno 14 è aperto al pubblico: chi desidera partecipare può inviare un’email a info@agedo.org. E’ la prima volta che ci riuniamo tutti insieme, e sarà l’occasione per ricordare la storia passata del nostro movimento e guardare al futuro. Saranno presenti Franco Grillini e Giovanni Dall’Orto, e ho invitato anche i ministri dell’Istruzione e delle Pari Opportunità.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...