Alghero, roghi in pineta: spunta l’ipotesi omofobia

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Riccardo Paddeu, comandante dei barracelli: "Dietro c'è un disegno ben preciso. Vagliamo ogni ipotesi".

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Dopo l’allarme per gli inneschi incendiari trovati nel cuore della pineta, ad Alghero, sempre più persone cominciano a collegare le fiamme con la presenza di diversi bagnanti omosessuali nel litorale.

I duecento metri di arenile tra lo Chalet e l’ex Villa Segni (la nota spiaggia Maria Pia), come riporta unionesarda.it, sono infatti segnalati in rete come spiaggia gay friendly. Ma, soprattutto nei fine settimana, è pieno anche di famiglie con bambini e mai c’è stato motivo di attrito con la comunità LGBT.

Quel che è certo, però, è che qualcuno sta disseminando trappole incendiarie (garze imbevute di liquido infiammabile) tra i cespugli e le piante di ginepro, rinvenute in occasione dei due o tre roghi scoppiati a cavallo di Ferragosto. Il livello d’allarme è alto: “Dietro i ripetuti tentativi di appiccare gli incendi c’è un disegno ben preciso. Non conosciamo i motivi, ma è singolare che venga colpita sempre e soltanto un’area di 200 mq. Noi continueremo con le nostre perlustrazioni, in divisa e in borghese. La zona è controllata molto bene anche dal corpo forestale con il quale collaboriamo” sottolinea Riccardo Paddeu, comandante dei barracelli di Alghero.

Questo, invece, il commento dell’assessore comunale Ornella Piras: “Non posso nemmeno immaginare che nella aperta e accogliente città di Alghero ci possa essere qualcuno che tenta di appiccare il fuoco mosso da sentimenti di omofobia. In ogni caso i controlli saranno al massimo, perché nella nostra città turistica tutti si devono sentire al sicuro”.

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