Piacenza, dopo Sesto un’altra città abbandona la rete LGBT-friendly

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Le associazioni chiedono un incontro urgente con il sindaco.

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Nel luglio del 2013 il Comune di Piacenza entrò a far parte di Ready, la rete nazionale delle amministrazioni pubbliche anti-discriminazioni per l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

A distanza di quattro anni, però, Piacenza ha deciso di fare un passo indietro: nella giornata di ieri, infatti, la giunta comunale – su proposta del gruppo consiliare della Lega Nord – ha approvato l’uscita dalla rete, portata avanti dall’assessore alla Famiglia Massimo Polledri. “La rete in questi anni si è contraddistinta per aver propagandato progetti di educazione sessuale che si basano sull’ideologia gender” ha dichiarato l’assessore.

Le associazioni, in tutta risposta, chiedono un incontro urgente con il sindaco Patrizia Barbieri. Nel comunicato si legge: “L’adesione alla rete non comporta costi e si tratta di uno scambio di buone prassi. Siamo rammaricati dell’uso che la giunta fa dello stipendio pagato con soldi pubblici per legiferare su argomenti di fantasia… Un sintomo di una politica disattenta e lontana dalle persone”.

In caso sia negato l’incontro, il direttivo di Arcigay e le altre sigle organizzeranno una manifestazione di protesta.

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