QUEL VIZIETTO TUTTO NAZISTA

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Hitler era gay e aveva una schiera di amanti. In una discutibile biografia torna fuori un'antica questione: quella dell'omosessualità del sanguinario dittatore.

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Ma Hitler era gay? Si, dice Lothar Machtan, nella biografia "Il segreto di Hitler" (Rizzoli). Chissenefrega, si potrebbe rispondergli. E invece no: Machlan afferma che Hitler divenne Hitler proprio attraverso una rete di influenti relazioni fondate sul legame omosessuale.

Cosa che ovviamente non gli impedì, una volta al potere, di perseguitare gli omosessuali dichiarati, ucciderli nei campi di concentramento, e rifarsela anche con il nazista Ernst Rohm, apertamente gay e dedito a amplessi e festini con le sue adorate SA, testimone diretto dell’omosessualità di Hilter e deciso a ricattarlo. Perciò, nella Notte dei Lunghi Coltelli, le SS sterminarono le SA: lo raccontava già Visconti, con tanto di immagini esplicite tra le milizie di Rohm.

Machlan, che insegna storia contemporanea all’Università di Brema, fa dell’orientamento sessuale di Hilter il trait d’union fra la vita privata e quella pubblica: riporta documenti d’epoca compromettenti (lettere, testimonianze) e usa ampiamente il condizionale, ma elenca una serie infinita di amici e amichetti, da August Kubiziek a Rudolf Hausler (col quale il giovane Hitler visse a Monaco), da Ernst Shmidt a Rudolf Hesse, dall’ideologo antisemita Dietrick Eckhart che fu mentore di Hilter, al suo uomo di fiducia Ernst Hafstaengl, dall’aiutante personale Julius Schaub fino all’autista Julius Schreck.

Aggiungete scrittori e scultori e avrete una schiera di amanti: in realtà il segreto di Hilter non era tanto segreto perché vignette satiriche della stampa d’esilio tedesca o straniera, e vignette clandestine, circolarono ampiamente negli anni Trenta, e sia prima che dopo la guerra articoli e memoriali hanno avanzato più volte il sospetto: soltanto oggi però, con questa piccante biografia, prove e indizi vengono rimessi insieme con rigore critico.

In realtà, la biografia di Machtan, che non porta nessuna particolare prova inconfutabile dell’omosessualità di Hitler. Riporta voci che su di lui giravano, e si presenta come una succosa biografia pronta a scalare le classifiche di vendita con piccanti rivelazioni sui gusti sessuali del sanguinario nazista. Che si sarà portato a letto anche tanti omosessuali, ma mai quanti ne ha fatti fuori nelle camere a gas e nei campi di concentramento.

di Daniele Fauno

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