Scandalo ad Hollywood, agente licenziato per molestie su giovani attori

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Il caso Weinstein che ha scosso gli Stati Uniti sta aprendo il vaso degli abusi nel mondo del cinema: ora alcuni attori chiamano in causa Tyler Grasham.

Hollywood
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Nuovo capitolo delle rivelazioni che stanno scoperchiando le violenze sessuali dei potenti di Hollywood: il manager Tyler Grasham avrebbe molestato dei minorenni.

Per decenni l’agente di Hollywood Tyler Grasham ha lavorato con giovani e giovanissimi aspiranti attori. Ora uno di loro, Blaise Godbe Lipman ne ha rivelato gli abusi in un post della catena #MeToo, nata per denunciare le violenze sessuali nascoste dopo l’esplosione del caso Weinstein.

Su Facebook Lipman scrive: “Abbiamo avuto un “business” lunch per discutere di un potenziale ingaggio. Mi ha ordinato un drink. Quando gli ho detto che ero un minore mi ha risposto “Non fare lo stronzo, questo è il business, così vanno le cose” e mi ha violentato”.

Il fatto risalirebbe a dieci anni fa, quando l’attore e regista californiano aveva 17 anni. Oltre a Lipman anche il giovane giornalista Lucas Ozarowski ha dichiarato di essere stato toccato nei genitali dall’agente dopo che questi l’aveva fatto ubriacare a un party, mentre l’attore Brady Lindsey, ha raccontato di aver subito le avances di Grasham quando era ancora sedicenne.

Dopo queste rivelazioni l’uomo è stato licenziato dall’APA, l’agenzia per cui lavorava e da Finn Wolfhard, la giovanissima star di Stranger Things e IT.

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