Venezia: sesso gay, droga e adolescenza

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"Bully" e "Y tu mamà también", due film che celebrano la mancanza di valori nella adolescenza borghese, tra rapporti fugaci e senza valore anche omosessuali.

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Dopo il bacio lesbico tra Rosalinda Celentano e Sonia Bergamasco nel film di Giuseppe Bertolucci, al Festival di Venezia tornano gli scandalosi comportamenti sessuali, questa volta disinvoltamente perpetrati da "normali" ragazzi adolescenti della media borghesia americana e messicana. Stiamo parlando delle pellicole "Bully", dell’irriverente Larry Clark che aveva già scandalizzato con il suo "Kids", e di "Y tu mamà también" di Alfonso Cuaròn, che racconta di una coppia di ragazzini di Città del Messico che lasciano la famiglia alto-borghese per un viaggio che li porterà a realizzare tutte le loro normali trasgressioni: sesso disonvolto e senza interesse, scambiandosi le ragazze e anche ritrovandosi a farlo tra di loro. Gli attori assicurano che capitava anche che le scene di sesso non fossero finte, «perché così nudi non riuscivamo a fermarci».

In "Bully", film sconvolgente che ha subìto una pesante censura in America, e che si attiene strettamente a una storia realmente avvenuta, due amici di infanzia, figli perfetti di normali famiglie della borghesia americana, che chiedono il permesso prima di alzarsi da tavola, cercano di non creare dispiaceri alla mamma che li controlla persino in camera da letto, vivono la loro doppia vita guadagnandosi un po’ di dollari rispondendo a hot-line per gay e ballando nei locali per vecchi omosessuali ai quali non disdegnano di spillare qualche soldo. Uno di loro, dominante e aggressivo, verrà ucciso dagli altri, che, incoscientemente se ne vanteranno con gli amici. Arrestati e processati verranno condannati con pene fino alla sedia elettrica, che nella storia vera cui il film si ispira, è stata poi commutata in carcere a vita.

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