Tour Cocteau, alla scoperta del genio in Costa Azzurra

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Un itinerario ragionato per ammirare l'opera dell'eclettico Jean Cocteau: dall'omonimo museo a Mentone fino alla "villa tatuata" di St.-Jean-Cap-Ferrat. Arte ed emozione si susseguono in Costa Azzurra

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Villa Santo Sospir

Villa Santo Sospir

Se desiderate godervi un piacevole weekend primaverile in Costa Azzurra (ma si può anche condensare in una singola giornata) vi proponiamo uno strutturato tour culturale dedicato al poliedrico regista, poeta, drammaturgo, disegnatore, attore – e ben altro – Jean Cocteau, geniale artista francese di cui quest’anno ricorre il cinquantenario della scomparsa. La prima tappa è poco oltre il confine nazionale fra Italia e Francia, sulla spiaggia della graziosa Mentone, dove è incastonato quel gioiello di cristallo e cemento bianco che è il Musée Cocteau. Progettato nel 2008 dall’architetto francoalgerino di origini umbre Rudy Ricciotti, è un avveniristico edificio frontemare ‘unghiato’ da spuntoni che sembrano giganteschi denti d’avorio ma ricordano anche le tipiche falesie rocciose della Costa Azzurra. “Attira perché lascia intravedere le sue viscere”, dice Ricciotti della sua creatura immobile. Questo affascinante tecno-bijou ospita il lascito del beneamato collezionista belga Séverin Wunderman che ha donato il suo patrimonio di circa 1800 opere, la metà delle quali nate dall’estro indomito di Jean Cocteau.

Cappella di Saint Pierre

Cappella di Saint Pierre

È possibile ammirare fino al 16 settembre, sui due livelli del museo, l’interessante ma un po’ compressa esposizione “Rouge et Or” dedicata alla produzione teatrale dell’eclettico artista, con scritti originali, fotografie e spezzoni di riprese in cui ritroviamo i grandi nomi che ruotavano intorno al multiforme universo creativo di Cocteau, dal grande amore Jean Marais al divino “Passerotto” Edith Piaf, da Jeanne Moreau a Yvonne de Bray. Si affianca la temporanea del fotografo astrattista Lucien Clergue “Écriture de lumière” con criptiche opere in bianco e nero “in omaggio a Matisse”. Se vi capita di essere in zona sabato 18 maggio, il museo è aperto al pubblico fino a mezzanotte e alle ore 19.30 si potrà assistere a una sfilata degli allievi del liceo artistico Palmiers di Nizza con abiti ispirati alle opere di Cocteau, seguita da un concerto di musica jazz degli studenti del Conservatorio di Mentone. La visita continua nel Bastione distante poche centinaia di metri sul lungomare, ristrutturato da Cocteau e terminato dopo la sua morte nel 1966: nel piccolo bookshop è possibile acquistare riproduzioni di suoi gioielli e ceramiche tra cui quella celebre con i Dioscuri stilizzati.

Il viaggio alla scoperta di questo grande artista gay prosegue in direzione di Nizza: se arrivate in autovettura potete godervi un panorama mozzafiato dalla tortuosa Basse Corniche e giungere nella deliziosa cittadina di Villefranche-sur-mer dopo Beaulieu. Sulla splendida baia racchiusa a conchiglia non potrete non notare l’hotel Welcome, storico albergo che ospitò, tra gli altri, Picasso, Stravinskij, Winston Churchill e Liz Taylor.

Cappella di Saint Pierre - interno

Cappella di Saint Pierre – interno

Qui Cocteau abitò per diversi anni, nella stanza 22, dopo la morte a soli vent’anni nel 1923, per febbre tifoidea, dell’adorato Raymond Radiguet (al Festival di Cannes si ricostruirà la loro storia d’amore nella commedia musicale “Opium” di Arielle Dombasle). All’interno della hall fate attenzione alla dedica di un disegno di Cocteau riprodotto a mosaico: “Al mio carissimo Welcome, dove ho passato il meglio della mia vita”. Di fronte all’hotel campeggia una statua con un suo busto in bronzo.

Sul lato destro dell’albergo, in Quai de l’Amiral Courbet, visitate assolutamente la splendida e misteriosa Chapelle St. Pierre, decorata da Cocteau nel 1957, la cui facciata è colma di disegni (occhi, ventagli, colonne), “ognuno dei quali nasconde un significato esoterico” secondo la storica Rosalba Nattero che ricorda la presenza del nome di Cocteau nell’elenco dei Gran Maestri della società segreta del Priorato di Sion, legato ai Rosacroce. Sopra l’ingresso si legge: “Entrate nell’edificio come pietre viventi”. Questo intrigante fascino pagano rende ancora più evidente il contrasto con i seducenti angeli disegnati in gesso e le scene di pesca – la cappella è dedicata al culto di San Pietro dei Pescatori – mentre sul lato destro della porta sorprende la rappresentazione di alcuni zingari e un chitarrista jazz, omaggio al grande Django Reinhardt.

Museo Cocteau a Mentone

Museo Cocteau a Mentone

Riprendete la vettura e spostatevi su quella magica penisola che spunta come un corno dorato verso il mare cristallino, Saint-Jean-Cap-Ferrat, dove ci sono alcune delle ville più eleganti e raffinate di tutta la Costa Azzurra, immerse in una vegetazione mediterranea piuttosto selvaggia. Arrivate quasi fino in fondo al promontorio, dove sorge un faro, lungo Avenue Cocteau. Al numero 14 trovate la leggendaria Villa Santo Sospir (dimenticavo: bisogna prenotare la visita. Trovate i riferimenti sul sito www.villasantosospir.fr). Vi accoglierà un simpatico orsetto, Eric Marteau, che per dodici euro vi farà visitare le splendide stanze dipinte da Cocteau nel 1950 con disegni e affreschi soprattutto mitologici e il parco colmo di rododendri, digradante verso il mare. Grande amico della proprietaria Francine Weisweiller, Cocteau realizzò anche i due magnifici mosaici in bianco e nero dell’ingresso. A Villa Santo Sospir trascorse spesso le vacanze (dal 1950 al 1962 dormì nella Stanza dei Saggi in cui spiaccano i dipinti di un unicorno e un fauno). Descriveva così la sua opera: “Non bisognava vestire i muri, bisognava disegnare sulla loro pelle. Ecco perché ho trattato i dipinti linearmente in modo che donassero luce ai tatuaggi. Villa Sospir è una villa tatuata”.

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