ROSALINDA CELENTANO

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Lesbica, per me una formula senza senso...

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Il 2001 è stato l’anno della visibilità

per Rosalinda Celentano, figlia ribelle di Adriano, che a partire dalla scelta di Chiambretti di averla accanto durante la presentazione del Concerto del 1 Maggio, si è finalmente scoperta come personaggio, dandoci la possibilità di conoscerla meglio.

Nata il 15 luglio del 1968, segno del cancro, Rosalinda vive per conto suo a Roma e da anni lavora nel cinema come attrice. Alla scomoda genialità artistica del padre contrappone la necessità di essere indipendente preferendo restare lontano dalla famiglia che sente e vede di rado. L’arte, in tutte le sue forme, occupa per intero il suo cuore. In un’intervista rilasciata a Tiberio Fusco per lanazione.it, la Celentano spiega: che ascoltando la musica, crede a Dio e all’amore: "Nel mio equilibrio

esistenziale c’entrano pure la pittura e la scultura. Dipingendo un quadro, posso raggiungere l’estasi. Ascoltando la musica, credo a Dio e all’amore". E continua a parlare di sé definendosi una persona fragile: "… non debole. I fragili sono persone ipersensibili. I deboli mi fanno un po’ schifo perché sono quelli che ti buttano addosso tutta una serie di negatività". Quando le parlano degli argomenti trattati dal padre nel suo show, lei afferma che le sarebbe piaciuto parlare della riapertura delle case chiuse: "Vorrei vederle pulite, ben linde".

L’attrice ha appena terminato di girare due film: "Paz !" (2001) per la regia di Renato de Maria e "Domenica" (2001) di Wilma Labate. Nel suo curriculum cinematografico figurano, tra gli altri, "A casa di Irma" (1999) e "Le donne non vogliono più" (1993) film mediocre dove, a cusa del rifiuto alla maternità della sua compagna, un uomo decide di rivolgersi a una coppia di lesbiche desiderose di un figlio, la banca del seme. Ma a renderla ancora più personaggio è l’interpretazione,

insieme a Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, nel film di Giuseppe Bertolucci: "L’amore probabilmente" (2000) che ha inaugurato l’ultima edizione del Festival di Venezia. Una storia intrigante, "il viaggio di Sofia, nei suoi vent’anni, nel bisogno e nel disprezzo degli uomini, di un uomo: padre, amante, amico. Sofia, che vive la sua vita e la sua professione d’attrice sotto il segno della menzogna, della verità e dell’illusione" come l’ha definita un critico.

Rosalinda Celentano, figlia di Adriano Celentano, di cui spesso si è detto di tutto e di più, anche che fosse lesbica, per la prima volta ha rivelato qualcosa di più sulla sua sessualità a Egle Santolini in una intervistata per il mensile GQ (luglio) di cui riportiamo i brani salienti:

Scappare di casa a 18 anni e un giorno sa un po’ di emergenza.

"Ero esasperata da una serie di cose. Prima di tutto da me stessa, perché non capivo e invece volevo capire. Quando sono andata via avevo solo uno zaino con un Sony e la mia musica. È stato uno strappo e i miei l’hanno presa male, ma è stata una scelta motivata. Io non ho mica abbandonato nessuno,

anzi: l’ho fatto per rispetto nei loro confronti, per prendere le distanze e conoscerli meglio. Adriano Celentano e Claudia Mori sono due schiacciasassi: o rimani o te ne vai, ma se rimani ti mettono sotto. Ho sempre pensato che due artisti non dovrebbero far figli. Adesso che sono grande li adoro, ma da piccola non capivo ed era terribile. Dopo la fuga non li ho visti per un anno".

Com’è stata la prima notte fuori casa?

"Ho dormito da Paola, la migliore amica di mia sorella. E poi… be’, questo non lo sanno nemmeno in famiglia, anche se forse lo sospettano e preferiscono non indagare. Poi c’è stata la Stazione Centrale di Milano. Magnifica: per me era una suite. Allora non c’erano ancora le transenne, adesso ci hanno messo pure le catene".

Lo sai che cosa dicono di te.

"Che sono lesbica".

E allora?

"Allora credo che siano formule senza senso, inventate da chi è troppo meschino per definire una cosa che non sa capire.

Ma tu credi davvero che si possa fare una distinzione?

"Quando scolpisco, dipingo o compongo mi sembra di fare l’amore. E dunque mi dimentico di farlo con tutto quello che c’è in giro: uomini, donne, piante…".

Vuoi farmi credere di essere puro spirito?

"In effetti è un po’ che comincio a sentire degli… ehm, degli appetiti carnali. Perché a me mi ha fregato l’arte. Fino a un anno fa mi pareva di aver fatto l’amore per tante vite con 20 mila persone, mi sentivo un po’ satura, come una cortigiana. Invece oggi, a 33 anni, ho bisogno di toccare, di farmi abbracciare da un corpo fisico, non importa se di uomo o di donna".

Ma in concreto ci hai provato?

"Be’, è lì che cominciano le sofferenze. Io ho i tempi lunghi, sono diffidente, lenta. Poi mi butto e faccio dei danni, perché sono un’eccessiva".

Madonna, com’è difficile farti entrare nei particolari. Accennavi a una love story pazzesca…

"Simone, l’unico grande amore. L’ho conosciuto nel ’95: per strada, a Roma. Poi ho cominciato a scrivergli: con una carta da lettere speciale, il pennino, il nastro rosso a forma di croce, la ceralacca e il timbro nero. A 27 anni era la prima volta che m’innamoravo di

un corpo che camminava e non di una statua. Ci vedevamo pochissimo perché lui aveva una relazione da chiudere. Ci sono stata due mesi, un po’ a Milano e un po’ a Parigi. Ma il tutto in realtà si è svolto nell’arco di una settimana. Poi c’è stato un lasciamento da parte sua, il 15 luglio, proprio il giorno del mio compleanno. Che lui lo voglia o no, l’amerò per tutta la vita. E io la cullo questa sofferenza, la proteggo, la tengo in grembo. Voglio morirci".

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