A very english scandal: Hugh Grant nei panni (veri) di un politico gay

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L'attore inglese è il protagonista della serie firmata da Stephen Frears su un caso che scosse la Gran Bretagna sul finire degli anni '60.

Hugh Grant
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Hugh Grant torna a interpretare un personaggio gay a trent’anni dal suo trionfo in Maurice, il film che lo consacrò miglior attore al Festival di Venezia.

Hugh Grant sbarca su Amazon, sempre più determinata ad entrare nel mercato dei contenuti in streaming dominato da Netflix, con una serie a tinte gay ambientata nella Gran Bretagna degli anni ’60, subito dopo la depenalizzazione dell’omosessualità e la sua uscita come reato dalle leggi inglesi.

In questo scenario il regista Stephen Frears dirige Hugh Grant nelle vesti di Jeremy Thorpe, leader politico inglese caduto in rovina sul finire degli anni ’70 per una storia omosessuale antecedente alla depenalizzazione.

Al fianco dell’ex playboy di Bridget Jones troviamo un altro attore britannico doc come Ben Wishaw, sposato col compositore Mark Bradshaw e noto al grande pubblico per aver interpretato il tecnico Q negli ultimi due film di James Bond.

Ben Wishaw (a destra) e il marito Mark Bradshaw.

A mettere a rischio la carriera di Thorpe, il suo ex amante Norman Scott, interpretato proprio da Wishaw, che non sembra intenzionato a nascondere l’inconfessabile segreto che minaccia la sua ascesa come leader liberale: una carriera che sarà disposto a difendere a qualunque prezzo.

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